Anno nuovo… o vecchio? Il 2026 e la Pace che manca

Il primo giorno di ogni anno anno, quando la liturgia celebra la divina maternità di Maria, la Chiesa ha istituito la giornata mondiale di preghiera per la pace. Perché? Non è una sovrapposizione casuale. Esiste un legame strettissimo, vitale, fra la divina maternità di Maria e la pace. Che cos’è, infatti, la pace se non quel dono divino che Maria offre a questo mondo inquieto nel momento in cui genera Gesù Cristo? Una riflessione che condivido con voi sul senso della pace e su perchè manca nel mondo e nei nostri cuori.

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La pace, prima ancora di essere un dono, è una persona. È la stessa persona di Gesù, nella quale si riconciliano, stringendo un’alleanza eterna, Dio e l’uomo. Come l’amore ha la sua sorgente in Dio, così è per la pace. Come non può esistere un amore autentico che non abbia in Dio la sua fonte, così non può esistere una pace che non sia partecipazione della pace divina. La pace, prima ancora di riguardare i rapporti fra gli uomini, riguarda la relazione di tutti e di ognuno con Dio. Gli uomini sperimentano l’inimicizia e la divisione, perché non sono in pace con Dio. È la rottura del legame di sottomissione e di amore della creatura col Creatore a rendere l’uomo lupo all’uomo. Dopo la ribellione dei progenitori, la discordia è entrata nel mondo. Tradita l’amicizia con Dio, gli uomini si fanno guerra a vicenda. Il dissidio entra nei rapporti di coppia, mentre il gesto di Caino che uccide Abele si ripete e si dilata nella storia, formando un torrente impetuoso di sangue, che nell’ultimo secolo del millennio è sfociato nell’orribile tragedia di due guerre mondiali. È nel grembo di Maria che germoglia il nuovo mondo della pace. È il Figlio suo, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, la radice e la fonte perenne della pace.

Abituato come sei a considerare la pace come l’assenza dello stato di guerra, ti sarà forse difficile comprendere questi pensieri. Eppure, se vuoi andare a fondo alle cose, devi immaginare riguardo alla pace orizzonti assai più ampi, che vanno al di là dei modi comuni di pensare. La prima cosa da capire è che la pace riguarda in primo luogo il cuore di ogni persona. La pace politica o quella sociale, anche se fossero una realtà, non sono tutto. Si può vivere con la pace nel cuore, mentre all’esterno c’è la guerra. Oppure si può essere tormentati nell’anima, mentre tutto intorno a noi è tranquillo. Quando si parla di pace è necessario innanzi tutto considerare che cosa vi è nel cuore di ognuno.

Certamente anche tu hai sperimentato nella vita dei momenti di grande gioia interiore, perché ti sentivi in pace con te stesso. Al contrario hai anche vissuto situazioni di inquietudine e di tormento, nelle quali eri interiormente lacerato e incapace di trovare un po’ di serenità. Ti sei certamente reso conto che, quando non si è in pace con se stessi, la vita diventa sempre più insopportabile. Si può possedere tutto quanto si desidera, ma senza la pace interiore è come se avessimo nulla. Quando però il cuore è tranquillo, è come se avessi raggiunto il fine tanto desiderato della vita, anche se ti mancasse il necessario per vivere. La pace del cuore è la più grande ricchezza che l’uomo può conseguire qui sulla terra. Nessun bene è paragonabile a questo. Non vi è nulla di più prezioso. Ma soprattutto è un tesoro alla portata di tutti. Non farai il possibile per venirne in possesso?

Mi chiedi che cosa devi fare per ottenere la pace del cuore. Lo sai tu stesso che cosa fare. Ti sei mai chiesto quando il tuo animo è sereno e persino gioioso? Forse mentre cammini sulla via del male? Forse divenendo schiavo del peccato? Forse quando fuggi lontano da Dio? In quei momenti non hai la pace, ma la guerra. Per quale motivo? Perché la coscienza ti rimprovera, rinfacciandoti il male che hai fatto. Come un cane fedele e attento, che protegge la casa dai ladri, essa difende la tua anima da colui che vuole rapirla, per portarla con sé, sulla via della perdizione. Con tutte le tue forze cerchi di soffocarla. Ma non appena hai creduto di zittirla, essa riprende con forza rinnovata la sua protesta. Al contrario, quando percorri la via del bene, senti dentro di te un’approvazione che ti dà la gioia. Non ti sei forse addormentato con una grande pace tutte le volte che, durante la giornata, hai compiuto il tuo dovere e sei stato pronto e generoso a tutti gli appuntamenti del bene? La coscienza è la voce di Dio in te. Essa è l’approvazione o la disapprovazione del Creatore sulla tua vita. Quando la coscienza è in pace, vuol dire che sei in pace con Dio.

Hai compreso perché non è possibile la pace, se non si è in pace con Dio? Si tratta di una verità che ognuno può sperimentare personalmente. Ogni uomo la può verificare nel suo cuore. Non c’è peccatore che sia in pace. Ma se il mondo vive nel peccato, come farà a costruire la pace? Quella dei trattati internazionali è carta straccia, che gli uomini avidi, violenti e prepotenti non esitano un solo istante a irridere e a calpestare. Non è possibile la pace dei lupi. O essi si trasformano in veri agnelli, oppure il futuro del mondo sarà in pericolo. L’uomo diviene agnello, accogliendo Dio come pastore. La civiltà dell’amore è possibile se tutti gli uomini accettano la divina paternità. Il ritorno a Dio dell’umanità darà inizio al tempo della pace celeste sulla terra. È un’utopia? Non è un sogno, ma una divina promessa, fatta nella notte santa, agli uomini di buona volontà.

Di fronte al compito immane di costruire la civiltà dell’amore, il cuore è preso da sgomento e si chiede come ciò sia possibile. Nulla è impossibile a Dio. È però necessaria la buona volontà di ognuno. Come l’oceano è formato da un numero incalcolabile di gocce, così anche il mare tranquillo della pace ha bisogno della tua goccia. Perché sulla terra germogli la pace divina, essa deve innanzi tutto fiorire nel tuo cuore. Ogni uomo che si converte e ritorna a Dio, fa crescere la pace sulla terra. È meraviglioso constatare come ognuno sia importante, anzi necessario nel governo divino del mondo. Il futuro dell’umanità ha bisogno del tuo cuore ricolmo di pace divina. Incomincia da te stesso, vivendo da figlio di Dio e da fratello in mezzo ai fratelli. Ovunque andrai, risveglierai in questo mondo inquieto la nostalgia della pace. Tanti cuori, come il tuo, diventeranno la speranza e la forza dell’umanità. Allora l’utopia della civiltà dell’amore diventerà una realtà.

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