La Medaglia dell’Immacolata, nella sua ricca simbologia, riassume non solo tutta la Mariologia ovvero la dottrina sulla Madonna come trasmesso dall’insegnamento perenne della Tradizione della Chiesa ma sinteteizza anche lo scenario profetico in cui Ella è coinvolta quale « Donna » vincitrice del serpente infernale a cui schiaccerà il capo quando da Dio sarà decretato e « Nuova Eva » apportatrice di salvezza per tutto il genere umano.

 

Torniamo a Rue du Bac e alla Medaglia dell’Immacolata. Siamo partiti con l’attacco coalizzato delle forze della modernità genericamente avverse alla Fede e, a suon di correlazioni storiche siamo giunti, in modo sorprendente ed impressionate, a ciò che mai ci si poteva immaginare: l’empio progetto di distruzione della Chiesa Cattolica (qui). Tutto a partire da quel “nodo storico” che è l’anno delle apparizioni della Vergine Immacolata nella cappella delle suore della Carità di Rue du Bac a Caterina Labourè, semplice e rustica novizia, che non poteva nemmeno lontanamente immaginarsi di essere coinvolta in risvolti profetici dalla tale carica drammatica.

Jean Guitton, nel suo studio sulle apparizioni di Rue d Bac e sulla simbologia della Medaglia, mette in rilievo questo carattere originale dell’epifania mariana del 1830. Mi rifaccio alle sue intuizioni, per cercare di illuminare a fondo la carica profetica degli avvenimenti di Rue du Bac, calcando certi elementi che mi paiono particolarmente significativi.

Comincio col mettere in evidenza alcune espressioni efficaci e, per certi versi, “folcloristiche” di Guitton (1). Come prima cosa, le apparizioni del 1830 vanno lette nella « logica del superamento », l’unica del resto che permette di cogliere le profondità insite negli eventi mariani di Rue du Bac. Essi superano il fatto singolo, chiuso in sé stesso come un atto della misericordia di Dio che si stende sull’umanità attraverso Maria. È una logica, questa, che sottende a tutte le apparizioni mariane, soprattutto quelle a partire da Rue du Bac, che ne consacra l’inizio e ne invoca la continuazione.

L’accademico francese tiene poi a sottolineare la necessità della lettura delle apparizioni e della Medaglia all’interno del genere della « profezia », dedicando pagine intere all’analisi di questo aspetto che definisce in modo genuino il significato della “rue du Bac”. In questo senso, parlerei per Parigi 1830 di un evento profetico su piani diversi. Una grande profezia sul piano sia esplicito che implicito.

Per quanto riguarda la profezia esplicita, la Madonna aveva previsto e preannunciato i moti rivoluzionari del 1830-31 e quelli del 1848 (cioè quelli che sono stati definiti dagli storici « seconda grande Rivoluzione », dopo la prima del 1789, quando il governo provvisorio rivoluzionario proclamava la Repubblica il 4 maggio 1848 in seguito alla rinuncia al trono di re Luigi Filippo). Infine, l’Immacolata aveva pure preannunciato chiaramente quello che sarebbe accaduto 40 anni dopo (1870-71), cioè i tragici eventi legati alla guerra franco-prussiana che vide la disfatta dell’esercito francese per mano della Prussia di Bismark. Nel riferirsi a quei fatti bellici e alle loro conseguenze, la Vergine aveva usato espressioni chiarissime: « Sopraggiungeranno grandi mali. Il pericolo sarà grande (…). Ci saranno vittime nel clero di Parigi: l’Arcivescovo morirà. Figlia mia, la Croce sarà disprezzata (…). Scorrerà il sangue. Apriranno di nuovo il costato di Nostro Signore. Figlia Mia, il mondo intero sarà nell’afflizione ».

Quanto alla profezia implicita, tornerò tra poco sull’argomento.

Altro concetto fondamentale J. Guitton lo coglie quando, nella sua analisi, arriva a rintracciare un’ « armonia delle visioni mariane attraverso il tempo storico », per cui in questo senso quella di Rue du Bac si definirebbe correttamente come « una profezia conseguente », cioè una profezia che si esplicita e si comprende appieno alla luce delle manifestazioni mariane cronologicamente posteriori e, anzi, meglio si chiarisce e si completa man mano che queste si aggiungono, come tasselli, all’ intero “mosaico profetico”. Questo concetto è molto bello e valido.

Ogni apparizione mariana non solo non è “a se stante” ma, al contrario, è un nuovo colpo di pennello che perfeziona, in dettaglio, il “bozzetto d’autore” realizzato dalla Santa Vergine a partire da quella prima grandiosa rivelazione di Rue du Bac. Ecco perché è così importante partire da qui, capire bene l’inizio per poter afferrare il senso del tutto.

Gli eventi del 1830 costituiscono quel “retroscena” che già annuncia e invoca, in una microsintesi perfetta, tutto lo snodarsi delle susseguenti epifanie mariane: il dopo non potrebbe comprendersi senza il prima, ed il prima illumina e giustifica il dopo.

Trasferendo questo principio dalle apparizioni alla Medaglia, Guitton può definirla in modo scultoreo « disegno annunciatore » e « microapocalisse ». La Medaglia, per l’appunto, compresa nella sua simbologia, molto più ricca di quanto possa sembrare ad un primo approccio, riassume non solo tutta la Mariologia, la dottrina sulla Madonna come trasmesso dall’insegnamento perenne della Tradizione della Chiesa (“microcosmo mariologico”) ma riassume anche lo scenario profetico in cui Ella è coinvolta quale « Donna » vincitrice del serpente infernale a cui schiaccerà il capo quando da Dio sarà decretato e « Nuova Eva » apportatrice di salvezza per tutto il genere umano.

Riporto qualche passaggio del bel testo di J. Guitton: « Non si può studiare l’avvenimento della rue du Bac staccandolo dalla sua posterità, dalla sua costellazione. Il segno dei tempi non è limitato all’avvenimento rue du Bac in quanto tale: esso è come una lettera di alfabeto in una parola, una sillaba staccata da tutta la frase. Il segno è l’insieme, la totalità e, come direbbe Pascal, il “concerto” degli avvenimenti mistici apparentati, che si scaglionano nella durata storica dopo il 1830, che si producono ancora clandestinamente,  che si riprodurranno e dei quali il significato può essere capito solo alla fine (…). L’apparizione del 1830 è un inizio o piuttosto un ricominciamento di una serie di fenomeni analoghi come se le apparizioni formassero una catena e si richiamassero l’una all’altra (…). Non si può omettere di situare l’apparizione di Caterina tra le altre mariofanie: una stella non esiste per se stessa ma ha senso soltanto se la si vede in quell’insieme che è la costellazione (…). E ciò che noi chiamiamo una parte non si comprende e non si giustifica se non è situato all’interno del tutto (…) » (2).

Per quanto riguarda le apparizioni di Rue du Bac in relazione alla sua “posterità” « è difficile evitare l’ipotesi di una struttura, di un seguito, di una complementarietà e, diciamo pure, di una convergenza »; « Una prima sintesi dovrebbe precedere tutte le analisi » (3).

E allora facciamola questa prima sintesi che dev precedere ogni successiva analisi sulla « costellazione degli eventi mariani » dei nostri tempi. Accennavo, in precedenza, ad una profezia implicita che si propone all’interno del quadro profetico delle apparizioni e della simbologia della Medaglia. Nella sua dettagliata riflessione sui simboli della Medaglia, J. Guitton spende importanti parole sul segno del serpente “avvinghiato al globo”. Qui, in questa immagine che si completa con il piede verginale della Regina Immacolata che gli schiaccia l’orgoglioso capo, sta il contenuto più potente in chiave profetica. Si tratta, da una parte, del disvelamento anticipato dei piani di satana che si coglie nel suo “avvinghiare” il globo; dall’altra della vittoria finale della Vergine che “mozza il fiato” all’eterno nemico di Dio e lo sconfigge proprio nel momento culminante della sua azione (mostrata iconograficamente dalla lingua fuoriuscita con cui insidia il mondo). Scrive J. Guitton: « Nella Genesi si può intravedere la “protostoria” dell’umanità. Dall’eterno avversario (il serpente) è tentata anzitutto la donna; la donna, poi, fa cadere l’uomo; Dio li punisce, non senza aver loro dato una speranza sicura. E questa speranza passa attraverso una seconda donna, misteriosa “Nuova Eva”, la quale combatte col drago. Alla fine la donna è vittoriosa, anche se è stata colpita al tallone (…). La missione di Caterina e il conio della Medaglia sono impregnati di questa profezia (…). Maria schiaccia il serpente impuro, crudele, libidinoso. Questa lotta riempie la storia della salvezza. La Vergine e il serpente sono in lotta nella loro posterità (…). Le due città (città di Dio e città del’uomo, quelle di cui parla sant’Agostino, ndr.) sono in lotta, le due posterità sono in conflitto, la posterità del male ferisce la posterità del bene. Alla fine la Donna trionfa e qui non si può mancare di evocare il capitolo 12 dell’Apocalisse, dove si vede la Donna aureolata di luce, con la luna sotto i piedi » (4).

È qui presentato, con poche pennellate, lo scenario profetico dei “Tempi di Maria” delineati magistralmente dal Montfort. Si mostra, come in un “flesh” istantaneo, la storia degli ultimi due secoli, il nostro drammatico presente ed il prossimo futuro che già annunciano l’alba del Trionfo del Cuore Immacolato che tutti si attende.

È una prima “pennellata”, ma una “pennellata d’autrice”. Lo scatenamento di satana, la sua ira furibonda, le sue arti malefiche dispiegate per sedurre il mondo e distruggere la Chiesa di Cristo. La vittoria finale di Maria, umiliando per sempre il dragone infernale. Tutto questo è già presente in quel 1830. Conclusioni, queste, che seguono con chiarezza all’analisi del messaggio, della Medaglia e dei piani della Setta fin qui presentate.

Note

1) Cf J. Guitton, La Medaglia miracolosa. Il segno della misericordia a Rue du Bac, San Paolo, Cinisello Balsamo 20157 (1973), pp. 138-139.

2) Ivi, pp. 138-139.

3) Ibidem.

4) Ivi, pp. 66-68.

 

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