E’ nelle ore più fredde della notte (quella per cui la Chiesa e il mondo stanno passando oggi) che l’alba si avvicina. Con gli articoli di questo canale e del nostro sito tempidimaria.com desideriamo parlare di una grande speranza, anticipata da santi come il Montfort ormai tre secoli fa, confermata da mistici e profeti, attestata dai dati di fatto: la possente irruzione della Madre celeste sulla scena della storia umana.

 

Il mondo.

2017, cento anni dalle apparizioni di Fatima, un mondo superbo, confuso e decadente. Questo è il panorama che si presenta davanti ai nostri occhi. Una situazione sconfortante in cui è facile scoraggiarsi e rimanere disorientati per i cattolici fedeli al Vangelo e che cercano di condurre una buona vita cristiana. Ma un senso di inquietudine, di dissoluzione sfiora anche i non credenti e invade pure l’intimo di quelle persone che usano la religione come l’aspirina – una volta ogni tanto senza esagerare.

Gli intellettuali si interrogano sulla tenuta delle democrazie occidentali, gli economisti sulle politiche monetarie e il futuro dell’euro, i sociologi sulle presunte nuove famiglie. Nessuno però sembra trovare riposte credibili, percorsi condivisibili per tenere ancora insieme il tessuto sociale. E la gente comune vede sfaldarsi le proprie famiglie, i figli incapaci di comunicare, un lavoro sempre più precario, nulla di grande per cui valga la pena lottare. Quasi nessuno guarda verso l’alto, cerca le cose spirituali, il valore profondo della vita.

Inquadrare alcuni nuclei della dissoluzione antropologica e sociale che stiamo vivendo ci aiuterà a capire come l’uomo abbia preteso di dare l’assalto al Cielo e come poi il Cielo gli risponderà. Se gli eroi di un tempo erano navigatori come Cristoforo Colombo, guerrieri come santa Giovanna d’Arco o poeti come Dante, oggi le avanguardie della post-modernità sono gli imprenditori della Silicon Valley, la parte meridionale della baia di San Francisco dove risiedono i giganti del web. Uomini come Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, e Mark Zuckerberg che guida Facebook, sono i profeti di un mondo interconnesso che cerca di vincere i limiti insiti nella natura umana.

La religione che più o meno volontariamente propongono è quella di una tecnologia che rende nuovo l’uomo ed elimina il male cancellando i frutti del peccato originale. Con i traduttori automatici un italiano può farsi capire da un russo senza conoscerne l’idioma; alcuni progetti come Calico studiano come allungare la vita umana oltre l’immaginabile; ci sono applicazioni per smartphone con cui parliamo come fossero persone per gestire la nostra vita, ingegnerizzando e ottimizzando i tempi come ciascuno di noi fosse una piccola fabbrica. Con le video-chiamate gratuite o l’instant messaging si abbattono distanze quasi a cercare il dono dell’ubiquità. E ormai con l’editing genetico si può modificare il DNA a piacimento, proprio come se gli scienziati fossero dèi.

Ora, non va certo demonizzato il progresso tecnico, ma si può riconoscere il tentativo superbo di mettersi al posto di Dio per creare un mondo nuovo.

Parallelamente all’evoluzione tecnica vediamo davanti ai nostri occhi una completa “deregulation” delle leggi di natura: l’accettazione dell’omosessualità e del cosiddetto poliamore, la diffusione dell’eutanasia, la contraccezione di massa, la selezione di embrioni in laboratorio. L’intera civiltà ha delineato nuovi perimetri per ciò che è umano e accettabile. Ma le leggi naturali sono inscritte nel cuore dell’uomo e la loro apparente cancellazione non sembra portare a una vita più felice. Al contrario, sembra sottomettere l’uomo al potere statale ed economico rendendolo sempre più un nulla.

Si pensi al caso risalente a qualche mese fa della piccola Marwa Bouchenafa, una bambina francese gravemente paralizzata che ha visto il consiglio di stato transalpino decidere se farla morire come volevano i medici o tenerla in vita secondo la volontà dei genitori o l’ancora più eclatante caso di Charlie Gard, vittima immolata sull’altare neo-pagano dell’eutanasica (cioè omicida!) volontà di potenza della massonica Corte Europea dei diritti umani  che alza la testa contro il Cielo e bestemmia la sua Provvidenza mettendosi al posto del Creatore quale arbitra della vita e della morte di vite innocenti.

Oppure si pensi ancora al destino dei bambini acquistati sul mercato dell’utero in affitto e piazzati a ricche coppie omosessuali a migliaia di chilometri di distanza. Ancora, la negazione di Dio invece di aprire orizzonti gloriosi pone interrogativi angoscianti e irrisolvibili e una nuova smisurata potenza dell’uomo sulla natura si traduce in una deificazione della persona senza precedenti. L’assalto al Cielo è fallito.

Questa velocissima corsa verso il futuro vede allora gli individui cercare di strappare una parvenza di felicità alla vita che sfugge insensata con vizi di ogni sorta. In Italia il fatturato del gioco d’azzardo legale è sui 95 miliardi di euro, una cifra spaventosa. Nel mondo gli accessi ai siti web pornografici sono diversi miliardi ogni giorno. I programmi Tv hanno trovato nei cuochi e nel cibo una nuova grande narrazione, capace di incollare allo schermo milioni di spettatori, mentre aumentano obesità e disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia.

E se le dipendenze da oggetti o abitudini esplodono, nessuno è invece più capace di tenere insieme quello che conta di più, cioè la propria famiglia. In alcuni Paesi dell’Europa ex-comunista, più del 60% dei matrimoni finisce con un divorzio, mentre in Italia siamo quasi a un matrimonio su tre. Viene meno il più basilare legame sociale e le nuove generazioni sono ancora più sole e disgregate, i giovani si chiedono: “Chi si cura di me, chi mi ama per davvero?”. Gli anziani muoiono soli, magari il vicino dopo una settimana si accorge che qualcosa non va e chiama la polizia, ma ormai è tardi. Ecco, la solitudine, questo il prodotto finale dell’uomo che voleva farsi Dio.

La Chiesa.

Il mondo va male insomma. Ma la Chiesa come sta? Dilaniata da lotte intestine, in molti settori dimentica del Vangelo, quasi ovunque perseguitata materialmente o moralmente. A cinquecento anni dall’empia avventura di Lutero che ha frantumato la Santa Chiesa di Cristo e cominciato tutti i mali moderni, questo profanatore viene celebrato come profeta persino in casa romana e capita alla domenica di vedere un altare laterale dove accanto all’immagine di un santo c’è quella dell’ex monaco agostiniano.

I due round sinodali del 2014 e 2015 sulla famiglia, il modo in cui le votazioni sono state preparate e i documenti finali hanno portato divisioni e scontri fra prelati, nel tentativo pur condivisibile di cercare nuove strade per toccare le anime e le famiglie ferite. E le ambiguità presenti nell’Esortazione Apostolica Amoris lætitia hanno dato ulteriore motivo di lacerazioni ecclesiali, ma soprattutto hanno spalancato le porte per alcuni episcopati alla possibilità di concedere i Sacramenti in modo sacrilego.

Alle lotte intestine corrispondono, poi, gli assalti dall’esterno. I tentativi di mettere fuori legge qualsiasi critica all’omosessualità, le multe ai pasticcieri che non vogliono preparare torte per pseudo-matrimoni, la pubblica berlina per i credenti senza “se” e senza “ma”, definiti “tout court integralisti: solo alcuni aspetti di una guerra al Cristianesimo recrudescente in tutti i Paesi occidentali.

E poi le stragi. Ovunque, dal Pakistan a una qualsiasi parrocchia francese, fino al cuore dell’Africa. Come a Garissa in Kenya. Alle 5.30 del mattino del 2 aprile 2015 un commando di terroristi islamici assalta il campus universitario. Svegliano i ragazzi e chiedono a tutti di recitare una sura del Corano. Chi non lo fa viene ucciso. Alla fine della giornata 150 cadaveri ammassati per terra sono il frutto dell’odio anticristiano, le colorate t-shirt ancora parlano di gioventù e sogni da realizzare ma il sangue ormai secco le impregna di un rosso tetro e senza pietà. Un episodio fra tanti, degna prosecuzione degli stermini del XX secolo, dal genocidio armeno ai gulag siberiani.

E non è finita qui. Il calo delle vocazioni, specie religiose, insieme alla denatalità e alla mancata trasmissione della Fede alle nuove generazioni, tutto questo compone il quadro di una Chiesa anemica e senescente, incapace di propagare la gioia del Vangelo, le leggi di Dio, i princìpi cristiani. La prospettiva visibile sul piano umano è quella di una scomparsa del Cattolicesimo nel giro di pochi decenni. Almeno in Europa e nelle Americhe. Ma queste dinamiche si replicano più lentamente e in modo meno visibile anche nei Paesi africani e in Asia, senza che la vitalità delle giovani comunità cristiane e i numeri riescano a fermare il calare della marea.

Le anime.

Qual è, infine, la situazione delle anime? Circa 1/4 degli cattolici va abitualmente a Messa la domenica in Italia, in molte nazioni ancora meno. E se ci si confessa di rado si fa invece la Comunione con frequenza. In pochi però riconoscono l’autorità ecclesiale e gli insegnamenti in tema di morale. Così nel caso migliore nemmeno un decimo della popolazione dei battezzati può dirsi autenticamente cattolico. In questa condizione quante anime sono in stato di grazia? E quante in modo stabile?

I sacerdoti spesso si occupano di azioni sociali – pur benemerite – tralasciando la cura dello spirito. I Novissimi non sono più predicati e i fedeli sono quasi certi di salvarsi tutti. Ma alle volte nessuno chiama un prete al capezzale per impartire gli ultimi Sacramenti e magari riportare quell’anima a Cristo, per così dire, in “zona Cesarini”. Quanti si salvano allora? E quanti si dannano? Se ricordiamo la visione dell’inferno rivelata ai pastorelli di Fatima non c’è di che consolarsi…

« Una luce nella notte »

Ma è nelle ore più fredde della notte che l’alba si avvicina. Con gli articoli di questo nostro sito desideriamo parlare di una grande speranza, anticipata da santi come il Montfort ormai tre secoli fa, confermata da mistici e profeti, attestata dai dati di fatto: la possente irruzione della Madre celeste sulla scena della storia umana. Ma questa volta non solo per distribuire grazie e miracoli, non solo per confortare i cristiani o dar loro la vittoria in battaglia, come da sempre ha fatto, sin dal primo secolo dell’evo cristiano. Oggi la Madonna viene come terribile Messaggera escatologica e insieme Corredentrice e Regina che vince il nemico del genere umano. È Lei la risposta del Cielo. Sublime dono di Dio all’umanità ormai perduta e insieme esaltazione delle molte misericordie e della grande giustizia dell’Onnipotente.

Nel terrificante scenario delineato, siamo confermati circa il fatto che il buon Dio non lascia solo questo gregge smarrito, anzi ne ha una compassione infinita. E dalle sue viscere di misericordia fuoriesce un raggio luminoso che tocca il mondo. È Maria. Maria che da sempre ha accompagnato con grazie e miracoli il cammino della Chiesa nel mondo, ma che specialmente nell’epoca moderna ha preso a intervenire nelle vicende umane con una frequenza e intensità mai viste prima.

Locuzioni interiori, miracoli pubblici, manifestazioni visibili, tutti rimandano a una purificazione universale e al Trionfo di Nostra Signora – al trionfo di Dio e al ristabilimento dei suoi diritti sull’uomo. Alla fine il Cuore Immacolato trionferà. Senza condizioni. Senza alternative. Trionferà.

I nostri articoli, che pur non temono di presentare le parole dell’Immacolata in tutta la loro gravità, alimentano però nei cuori grande fiducia e speranza, mentre invitano a prepararsi con ogni necessaria diligenza. E il lettore, mentre il mondo crolla a pezzi, può confidente guardare all’approssimarsi del lieto giorno, può ripetere sereno in cuor suo: « In te Domine speravi – et in te Maria… – non confundar in æternum » (Sal 71).

 

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