Per la presentazione del messaggio della Madonna a Kibeho, come prima cosa, entrerei al vivo nel campo della profezia, esaminando quanto la Vergine Immacolata ha preannuncito circa il futuro della Paese in cui si era manifestata e circa le sorti dell’umanità sempre più lontana da Dio e schiava del peccato.

 

Ci si potrebbe chiedere: perché dedicare tanto spazio e conferire tanta importanza proprio alla profezia e non passare direttamente al messaggio di carattere spirituale?

Innanzitutto perché, nell’approfondire le apparizioni mariane, si scopre che in tutte e in ogni singola apparizione, quale più e quale meno, esistono profezie anche dalla portata grandiosa: la Madonna riveste l’abito della Profetessa e lo fa in modo costante. Per cui non può essere sottaciuti quanto Ella desidera sia conosciuto, anche se si tratta di realtà dure gravi

In secondo luogo è importante sottolineare come la realizzazione delle profezie sia uno degli elementi fondamentali che i Vescovi diocesani e le Commissioni di studio tengono presenti quando  nel discernimento di questi eventi, in vista di una approvazione formale degli stessi:

René Laurentin spiega che « a livello della Chiesa, i criteri spirituali di una comunicazione autentica sono i seguenti: a. queste apparizioni o rivelazioni sono conformi alla fede e ai costumi? In caso contrario il giudizio sarà immediatamente negativo (…); b. ci sono segni che confermano l’autenticità? I segni principali, secondo il Vangelo e la stessa scelta di Cristo, sono le guarigioni; ma ci sono molti altri segni (…); c. infine, i frutti spirituali delle apparizioni; quelle che presentano delle stravaganze e suscitano la divisione, l’agitazione e l’esaltazione, richiedono delle riserve o un giudizio negativo. Quelle che suscitano preghiera, sacrifici, impegni sociali, umanitari, caritativi, in modo efficace e continuo, danno la prova migliore secondo l’unico criterio dato dallo stesso Cristo: “l’albero si giudica dai frutti » (1).

Le profezie fanno parte della categoria dei “segni” menzionati da Laurentin il  cui effettivo compimento è un segno eloquente che autentica una certa manifestazione e un certo messaggio celeste. La Madonna, a Kibeho, non ha mancato di fare profezie che, come tutte le altre, riguardavano la avvenimenti storici futuri di una certa importanza.

Sostanzialmente si potrebbe fare il punto della situazione in questo modo. La Vergine SS. dice: “figli miei, voi peccate; questo peccato vi porterà a questo, quest’altro, ecc… Fate, invece, come vi dico Io, abbandonate questo o quell’altro peccato, portate avanti una riforma della vostra vita per evitare che quello che vi mostro, quello che vi profetizzo avvenga. Se, però, non fate come vi dico non avrete modo di evitare…” ecc.

È esattamente il caso di Kibeho, dove Ella ha messo in guardia circa futuri eventi catastrofici che si sarebbero potuti evitare seguendo le sue indicazioni. Ma poiché la sa voce è rimasta inascoltata tutto quanto di terribile aveva predetto è avvenuto. Uno sguardo, allora, a queste profezie.

 

Prima profezia storica: l’AIDS

La Madonna in un’occasione lanciò, ai veggenti di Kibeho, questo forte monito: « Di’ loro (cioè alla popolazione) che non rovinino il loro futuro col cattivo modo di vivere, il quale può gravare pesantemente sul loro futuro », riferendosi alle promiscuità sessuali e ad altri peccati che venivano commessi in Ruanda: « Prega, prega, prega… Dobbiamo essere sempre puri nelle nostre anime ».

Sebbene avesse messo in guardia la popolazione sui cattivi comportamenti sessuali, i suoi ammonimenti non vennero presi in considerazione e il Ruanda iniziò a vivere l’orribile esperienza dell’AIDS che devastò interi villaggi. Ciò è sorprendente perché uno dei veggenti, in una visione profetica, vide villaggi abbandonati, desolati. Un tale episodio scalza del tutto tutte quelle fasulle interpretazioni che vorrebbero relegare alcuni peccati ­– in particolare quelli contro il 6° e 9° Comandamento ­– nella sfera della questione privata, come qualcosa che non ha nessun riscontro negativo sugli altri né tantomeno può offendere Dio. Invece il peccato mortale (2) – all’interno del quale rientrano tutti i peccati impuri ­ comporta sempre la morte dell’anima, con la conseguente perdita della grazia santificante e l’esclusione dal Regno dei Cieli, il rinnovo della dolorosa Passione e Morte del Signore Gesù e il danno spirituale o spirituale e materiale insieme che viene recato al prossimo (3).

 

Seconda profezia storica: il genocidio in Ruanda

Ma la principale profezia “storica” fatta dalla Madre del Verbo a Kibeho, di certo, è stata il preannuncio della guerra civile in Ruanda dei primi anni ‘90 che si sarebbe estesa anche ai paesi circostanti.

La Vergine SS. mostrò ai veggenti immagini terrificanti. Pianti e grida. Un disordine totale. Persone che si uccidevano tra di loro. Cadaveri abbandonati e nessuno che li seppellisse. Corpi senza testa. Un fiume di sangue. È proprio in relazione a questa immane carneficina umana che Ell, preoccupata, diceva ai veggenti: « Tutti quelli che non si curano di ascoltare il messaggio che voi trasmettete loro, cosa aspettano ancora? Cosa aspettano? Cosa aspettano? Cosa aspettano? Non si rendono conto che il tempo si fa breve? ». Queste parole furono accompagnate dalla nota terribile visione: quella del “fiume di sangue”  che scorreva, gente che si faceva a pezzi, teste di decapitati, incendi, cadaveri abbandonati senza sepoltura. Fu la profezia di quel massacro che sarebbe avvenuto alcuni anni dopo.

Questa visione fu mostrata ben 13 anni prima della guerra! Vi era tutto il tempo per lavorare affinché la terribile strage potesse essere scongiurata ma le cose non andarono così. In prospettiva, oggi, vediamo un chiaro collegamento tra le profezie della Vergine Maria e gli eventi luttuosi che si verificarono in quel paese africano.

I giornali riportarono che il numero di morti era quasi incalcolabile e, che senza qualcuno che seppellisse i cadaveri, molti di essi venivano semplicemente gettati nel fiume Kagera (il “fiume di sangue” della profezia…). Almeno 10.000 corpi galleggiavano nel lago Victoria. Un episodio tra i tanti di grande drammaticità: in una chiesa ruandese il sangue scorreva fra i banchi dopo che cinque sacerdoti e 12 donne erano stati massacrati al suo interno. In molti casi gli uomini venivano decapitati con i machete (cioè grossi coltelli ad un solo taglio usati soprattutto per la raccolta di canne da zucchero e per il disboscamento) e i bambini letteralmente tagliati in due! Ecco apparire, allora, i “corpi senza testa” della profezia. Non può certo sfuggire la puntualità e la precisione delle parole profetiche della Vergine Maria in relazione ai fatti che si verificarono.

Quella della guerra in Ruanda non è una semplice parentesi un po’ triste della storia contemporanea: fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX sec. In questa terribile guerra vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete pangas e bastoni chiodati) tra 800.000 1.000.000 di persone (e forse anche di più!)

Anche i giovani veggenti non scamparono. Marie ­Claire rimase uccisa nella città di Byumba nell’estate del 1994, assieme al marito. Emmanuel morì durante la fuga da Kigali. Solo Anathalie, Alphonsine e Agnes riuscirono a sopravvivere agli orrori della guerra.

Le apparizioni ed i duri messaggi della Madre del Verbo a Kibeho fanno risaltare un concetto fondamentale espresso già in altre occasioni. Quando la Madre Divina si manifesta e parla deve essere presa sul serio. Il male che avviene nel mondo è nient’altro che la conseguenza implacabile delle scelte sbagliate degli uomini e della loro disobbedienza a Dio e agli appelli celesti presentati tramite questa amorevole e premurosa Madre.

 

Profezie “escatologiche”

Definisco a scopo didattico. Con “Escatologia” si intende quella branca della Teologia che
studia le realtà ultime: Morte, Giudizio (particolare ed universale), Inferno, Paradiso e Purgatorio.

Tradizionalmente la Teologia cattolica indica con il termine “novissimi” quattro realtà escatologiche: morte, giudizio, inferno, Paradiso

Il Purgatorio non figura trai novissimi perché avrà termine al momento del giudizio universale: tutti coloro che al momento della seconda venuta di Cristo ancora abiteranno quel luogo, passeranno in Paradiso. Perciò il Purgatorio viene collocato dalla teologia all’interno della cosiddetta escatologia “intermedia” essendo una realtà temporanea e non definitiva ed eterna.

Chiarito il significato di Escatologia, mi servirò tuttavia di questo termine in un senso largo parlando di “ultimi tempi” o “tempi escatologici” non solo in rapporto a quelli immediatamente antecedenti alla seconda ed ultima venuta di Gesù (la Parusia) ma anche a quel momento temporale particolare” (questo presente) destinato a finire a breve (presumibilmente) e che, dopo sconvolgimenti e purificazioni di vario genere, condurrà all’avvento sulla terra del Regno do Maria, il Trionfo del suo Cuore Immacolato, in cui la Chiesa risplenderà in tutta la sua bellezza di Sposa di Cristo, rivestita delle sue virtù e della sua vita divina.

Dopo queste note esplicative siamo pronti a passare in rassegna qualcuna delle profezie “escatologiche” della Madre del Verbo ai veggenti di Kibeho:

« Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio (…). Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo ».

In un’altra occasione la Madre di Dio spiegò:

« Io non vengo soltanto per Kibeho, non soltanto per la diocesi di Butare, non soltanto per il Ruanda, non soltanto per l’Africa, ma per il mondo intero ».

In che senso la Madonna è venuta per il mondo intero? Che significato bisogna dare a questa affermazione? Lo si scopre dalla lettura di altri messaggi da Lei trasmessi:

« Sono afflitta anche per il fatto di vedere quanto i peccati non cessino di aumentare sulla terra, quando dovrebbero diminuire di giorno in giorno (…). Il mondo va assai male, e se voi non fate nulla per pentirvi e rinunciare ai vostri peccati, guai a voi! Io voglio liberarvi da un baratro perché voi non vi cadiate, ma voi rifiutate (…). Il mondo è sull’orlo di una catastrofe ».

La Madonna disse ancora ai veggenti di Kibeho:

« Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrargli la vera strada ».

Due affermazioni in particolare, tra quelle riportate, mi paiono particolarmente significative in proposito:

« Io voglio liberarvi da un baratro perché voi non vi cadiate, ma voi rifiutate (…). Il mondo è sull’orlo di una catastrofe » e l’altra: « Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrargli la vera strada ».

Queste dense sillabe rendono ragione di quella universalità dell’azione materna di Maria, del suo interessamento per le sorti del mondo intero. Lei, dunque, ha visto il mondo in una situazione tragica ed è venuta, su mandato divino, a salvarlo perché non finisca in quel baratro di perdizione verso il quale si è decisamente incamminato.

Note: 

1) R. Laurentin, Discernimento, in R. Laurentin, P. Sbalchiero, Dizionario delle Apparizioni della Vergine Maria, Ediz. Art, Roma 2010, p. 230 [229-233].

2) « Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa grave, fatta con piena avvertenza e deliberato consenso »: catechismo di san Pio X, 143; « Il peccato grave si chiama mortale, perché priva l’anima della grazia divina che è la sua vita, le toglie i meriti e la capacità di farsene de’ nuovi, e la rende degna di pena o morte eterna nell’inferno »: ivi, § 144.

3) Catechismo san Pio X,  § 970.

 

 

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