Prima di concentrare l’attenzione sui rimedi spirituali che la Madonna ha indicato per superare i mali da Lei individuati e annunciati, è utile fare una breve parentesi per rilevare alcuni fenomeni particolari che caratterizzano queste mariofanie ruandesi.

 

Viaggio nell’Aldilà

Il primo aspetto originale riguarda i viaggi nell’aldilà di cui fu favorita Vestine, che ricevette dalla Madonna la grazia speciale di visitare Paradiso  Inferno e Purgatorio. E’ un fenomeno non assolutamente originale in quanto a più veggenti in diverse apparizioni è stata concessa una possibilità simile.

Qui a Kibeho accadde che, durante una visione che durò quaranta ore, dal Venerdì Santo alla domenica di Pasqua, la Madonna mostrò a Vestine il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno.

La veggente raccontò di essere stata condotta dalla Madonna in luoghi che non erano sulla terra. Disse di essersi trovata in un universo differente dal nostro, diversissimo da quello che conosciamo o da qualsiasi altro che possiamo immaginare.

Visitò un luogo dove vide un immenso fuoco. La grande sofferenza di quel luogo era dovuta, oltre al fuoco, soprattutto alla totale assenza di Dio. E c’è chi vorrebbe negare questo fuoco, anzi chi vorrebbe (e di fatto lo fa) negare proprio l’esistenza dell’Inferno. Non si tratta di una verità di fede certissima che la Rivelazione divina ci fa conoscere? Certamente. E la Madonna stessa non ha fatto vedere anche ai pastorelli di Fatima e a molti altri veggenti la stessa cosa? L’inferno esiste e dobbiamo vivere in fedeltà alla legge di Dio per meritare, al contrario, il Paradiso, la felicità per l’eternità.

Vestine visitò anche un luogo dove vide molti bambini che pregavano e cantavano. Anche se apparentemente potevano sembrare felici, stavano soffrendo, spiegò la veggente. La Madonna, riferendosi a questa visione, le disse che il Purgatorio è un luogo di riconciliazione prima di raggiungere Dio.

Alla veggente venne, infine, mostrato un luogo di splendida luce e perfetta felicità, il Paradiso.

Esistono delle altre particolarità all’interno di queste significative apparizioni mariane in terra d’Africa.

Vorrei accennare almeno a due di queste sia per la loro singolarità che per il loro non trascurabile significato spirituale.

 

Le cadute

Spesso i veggenti furono soggetti al fenomeno delle “cadute mistiche”. Durante le apparizioni, a intervalli più o meno ravvicinati, cadevano pesantemente a terra come un tronco d’albero. Restavano distesi per qualche istante, continuando sempre nella loro conversazione con la celeste Visitatrice frammezzata con canti e preghiere. Poi, improvvisamente, si rialzavano come spinti da una molla. Queste cadute erano dolorose per i ragazzi ma non lasciavano mai alcun segno di ferita o di contusioni. Tali cadute potevano essere provocate dalla visione di scene atroci e orribili che venivano presentate ai veggenti oppure diventavano una modalità di partecipazione ai dolori di Gesù e Maria a cui era abbinato un forte coinvolgimento in scene della Passione del Signore; altre volte ancora, i veggenti dicevano che si trattava di una penitenza chiesta dalla Vergine per espiare i peccati del mondo o per mostrare plasticamente l’innata debolezza dell’uomo, ricordando così le parole di Gesù: « Senza di Me non potete fare nulla » (Gv 15, 5).

 

L’acqua

Un altro gesto compiuto sovente dai veggenti di Kibeho era quello di lavarsi, un atto voluto dalla Madonna stessa. Si lavavano il viso, le mani, le braccia. Il gesto richiama da una parte alla necessità della purificazione e dall’altra all’immersione nella vita di Dio.

Succedeva anche che i veggenti, a volte, sentissero nel corpo l’insorgenza di una sete fisica straordinaria e, quando la Vergine SS. lo permetteva, fossero resi capaci di bere una smisurata quantità d’acqua, ingoiandone d’un fiato un’intera bottiglia!

Il significato? Nella Sacra Scrittura, nell’elemento dell’ “acqua viva” delle sorgenti, è ravvisato il simbolo dello Spirito Santo. In queste apparizioni c’è spesso, sia pure discretamente, un’allusione alla Terza Persona della Trinità sotto il simbolo dell’ “acqua rivitalizzante”: « Quest’acqua benedetta ­– dichiarava una volta Nathalie ­– è talmente gustosa che se ne vorrebbe bere in continuazione. Più se ne beve e più se ne vorrebbe bere ». Si trattava, evidentemente, di un’acqua non comune. Eppure non era in grado, per quanto venisse bevuta in notevole quantità, di soddisfare la sete fisica dei ragazzi. L’insegnamento è dunque chiaro: occorre coltivare la sete insaziabile di Dio, cercandolo nella sua Parola, nella sua grazia e nei suoi Sacramenti che la offrono.

 

 

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