Per quanto riguarda, invece, la tematica del “castigo purificatore”, ha grande rilievo quanto avvenne nel 1980 a Fulda, in Germania, allorchè un gruppo di cattolici tedeschi, nel novembre del 1980, fece alcune domande a papa Giovanni Paolo II circa il Terzo segreto di Fatima.

 

Venne chiesto al Santo Padre: “Che cosa ci può dire riguardo al Terzo Segreto di Fatima? Non avrebbe dovuto essere pubblicato nel 1960?” Papa Giovanni Paolo II rispose: “Vista la serietà dei suoi contenuti, i miei predecessori al soglio pontificio preferirono la soluzione diplomatica del rimandarne la pubblicazione, in modo da non incoraggiare la forza mondiale del Comunismo a fare certe mosse. D’altra parte, per ogni cristiano dovrebbe essere sufficiente il sapere questo: se c’è un messaggio nel quale è scritto che gli oceani inonderanno intere aree della terra, e che milioni di persone perderanno la vita repentinamente, da un minuto all’altro, allora veramente la pubblicazione di un tale messaggio non rappresenta più qualcosa di così desiderabile”.

Il Papa continuò: “Molti desiderano sapere solo per curiosità e per il gusto del sensazionale, ma dimenticano che la conoscenza porta con sé anche la responsabilità. Essi vogliono soltanto accontentare la loro curiosità, e questo è pericoloso se allo stesso tempo non si è disposti a fare nulla, e se si è convinti che sia impossibile fare alcunché contro il male”.

Il Papa a questo punto afferrò il Rosario e disse: “Ecco la medicina contro questo male! Pregate, pregate e non chiedete niente di più. Lasciate tutto il resto alla Madonna!”.

Venne quindi chiesto al Santo Padre: “Che cosa succederà alla Chiesa?” Egli rispose: “Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove, le quali potranno richiedere persino il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo (…). Con la vostra e la mia preghiera sarà possibile mitigare queste tribolazioni, ma non è più possibile evitarle, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo. Quante volte già il rinnovamento della Chiesa è scaturito dal sangue! Neppure questa volta sarà diverso. Dobbiamo essere forti e preparati, confidare in Cristo ed in sua Madre, e recitare molto, molto assiduamente la preghiera del Santo Rosario” (1).

Che cosa significa tutto questo? Papa Giovanni Paolo II fece esplicito riferimento ad un “castigo imminente” e “di portata mondiale” che la Chiesa ed il mondo si preparano a vivere, tribolazioni che non sarebbero più scongiurabili, almeno nella loro totalità. Quello su cui non si può fare a meno di riflettere è che i temi qui suggeriti dal Papa sono in parte assenti da quanto la Santa Sede rese noto nel 2000 e, di conseguenza, è lecito chiedersi se le sue allusioni non riguardino dei contenuti così drammatici che la Chiesa ha sentito la necessità di tener celati per non allarmare i deboli nella Fede. Se questa intenzione può essere comprensibile, non è più comprensibile però – alla luce delle testimonianze così chiare passate in rassegna –, continuare a “mutilare” il forte messaggio del Cielo contenuto nel Segreto escludendo che esso contenga anche un sofferto richiamo al peccato della Chiesa e ai terribili castighi che la protrazione dell’infedeltà di tanti suoi membri – anche membri dell’alto Clero – stanno attraendo sul mondo e sulla Chiesa da tempo ma oggigiorno in modo davvero “terrificante”, secondo le parole del papa Benedetto XVI.

Per la conoscenza dei contenuti del Terzo Segreto, poi, di capitale importanza sono alcuni documenti pubblicati dalle consorelle di suor Lucia nel 2013 che rivelano notizie preziose circa le circostanze della stesura del testo. Dopo che la veggente ebbe provato per ben cinque volte a eseguire l’ordine di scrivere il testo ma senza successo a causa di una “forza misteriosa” che la inibiva e per la quale dovette molto soffrire, il 3 gennaio 1944 avvenne la risolutiva svolta raccontata dalla stessa suor Lucia:

« Mi inginocchiai vicino al letto che, a volte, mi serve da tavolo per scrivere e provai di nuovo, senza riuscire a fare niente; quello che più mi impressionava era che riuscivo a scrivere senza difficoltà qualsiasi altra cosa. Chiesi allora alla Madonna che mi facesse sapere qual era la volontà di Dio. E mi diressi alla cappella. Sentii allora che una mano amica, affettuosa e materna mi toccava la spalla, sollevai lo sguardo e vidi la cara Madre celeste ».

L’indicazione della Vergine fu precisa: « Non temere, poiché Dio ha voluto provare la tua obbedienza, fede e umiltà; stai serena e scrivi quello che ti ordinano, tuttavia non quello che ti è dato intendere del suo significato. Dopo averlo scritto, mettilo in una busta, chiudila e sigillala e fuori scrivi “che può essere aperta nel 1960 dal cardinale patriarca di Lisbona o dal vescovo di Leiria” ».

In quel momento Lucia ebbe una nuova visione interiore: « Sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii: la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l’asse terrestre; e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti; il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso; l’odio, l’ambizione provocano la guerra distruttrice! Quindi nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva: “Nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’eternità, il Cielo!”. Questa parola “Cielo” riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo: “Il Cielo! Il Cielo!”. Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale, mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo » (2).

S. Gaeta fa un ulteriore annotazione da cui sembra risultare chiaramente che quelle visioni non siano qualcosa di sporadico e di accidentale, ma di contenuti di cui suor Lucia era già da tempo a conoscenza, presumibilmente relativi a rivelazioni ricevute, per l’appunto, dalla Vergine a Fatima:

« Indubbiamente le frasi che si leggono nel diario di Lucia del 3 gennaio risultano molto forti e drammatiche, con le immagini delle acque che debordano e uccidono. Però, mentre qui si trattava di fogli personali, già in una lettera di ben sei anni prima la veggente aveva descritto immagini ancor più intense e sconvolgenti. Infatti, sul finire del 1937, il vescovo Correia da Silva inviò a Lucia, per verificare che il contenuto fosse esatto, la bozza della biografia su Jacinta scritta da José Galamba de Oliveira, pubblicata in prima edizione nel maggio del 1938. Nella lettera di risposta, la veggente non suggerì particolari modifiche, ma piuttosto approfittò della circostanza per lasciarsi andare a un’intima confessione con il vescovo di Leiria, parlando di particolari che si intuiscono correlati al Segreto, soprattutto in relazione all’immagine della “luce immensa che è Dio” presente anche nella “terza parte” rivelata. Innanzitutto un auspicio: “Se solo il mondo riconoscesse il momento di grazia che ancora gli è concesso e facesse penitenza”; quindi la confidenza: “Vedo, nella luce immensa che è Dio, la terra scuotersi e tremare dinanzi al soffio della Sua voce: città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti; montagne di gente indifesa; vedo le cataratte fra tuoni e lampi, i fiumi e i mari che trabordano e inondano e le anime che dormono il sonno della morte!…” (3) (e la frase si conclude con dei puntini sospensivi, simili a quell’ “ecc.” che si legge al termine della “seconda parte” del Segreto, dopo l’annotazione sul Portogallo e la fede) » (4).

Note:

1) L’articolo che riferisce questa intervista al Pontefice è stato pubblicato originariamente in Germania, nell’Ottobre 1981, dalla rivista Stimme des Glaubens. Lo pubblicava come rapporto letterale dell’incontro tra Sua Santità Giovanni Paolo II ed un gruppo di cattolici tedeschi, avvenuto a Fulda durante la visita del Pontefice in Germania, a Novembre dell’anno precedente. L’articolo è comparso per la prima volta in italiano sulla rivista Italiana “Si si, no no” pubblicata a Roma da don Francesco Putti, zelante pastore di anime e figlio spirituale di san Pio da Pietrelcina per più di vent’anni, impegnato in una tenace lotta contro il modernismo.

2) Carmelo di Coimbra (a cura di), Cammino sotto lo sguardo di Maria. Biografia di suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria, Edizioni OCD, Roma 2014, pp. 290-291.

3) Ivi, p. 269.

4) S. Gaeta, Fatima tutta la Verità. La storia, i segreti, la consacrazione, San Paolo, Cinisello Balsamo 2017, pp. 72-73.

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