E’ seriamente urgente rispondere agli appelli della Vergine Maria che, con le sue visite celesti, chiama continuamente l’umanità e la Chiesa alla penitenza, alla preghiera, alla conversione e delinea, attraverso le sue puntuali profezie sul futuro, il quadro di un presente la cui drammaticità si comprende sempre più e sempre meglio alla luce dei segni dei tempi da Lei stessa svelati e interpretati.

 

Nel momento in cui l’umanità si trova ad un pauroso ed inevitabile bivio e la presenza e l’azione del principe delle tenebre si consolidano sempre più nel mondo e nella Chiesa, la Santissima Trinità non poteva lasciare i suoi figli a combattere da soli, con le loro povere ed inconsistenti forze: ci manda, così, la Principessa celeste, la Premurosa Madre a cui spetta la cura delle anime da Lei già generate sul Golgota con il suo sacrificio e il suo martirio del cuore: come diceva il card. Ivan Dias in una omelia programmatica e ormai nota omelia tenuta a Lourdes nel 2007: « lo stabat di Maria (…) vuol dire la sua fedeltà senza compromessi » (1), quella fedeltà di cui Ella è per noi modello sublime. Come disse papa Benedetto XVI a Fatima: « la fedeltà nel tempo è il nome  dell’amore » (2) e di questa carità che arriva fino alla fine la Vergine Benedetta è Testimone luminosa e Maestra ineguagliabile. Chi più e meglio di Lei, allora, poteva essere chiamato alla testa dell’esercito di coloro che devono preparare l’avvento del regno di Pace del Signore Gesù sulla terra?

Il noto mariologo e massimo esperto di apparizioni mariane da poco deceduto, René Laurentin, in una  intervista di diversi anni fa, definiva significativamente le apparizioni mariane un « enigmatico paradosso» . E ne spiegava il perchè:

« Sembrerebbe (…) che gli eventi miracolosi riguardanti la Madonna dovrebbero avere un posto d’onore; e invece tutto sconsiglia di occuparsene. Essi rimangono tuttora, anche nella Chiesa cattolica, un enigmatico paradosso. Nonostante le svalutazioni, però, le manifestazioni della Vergine hanno una grande importanza di fatto; alcune hanno fondato i maggiori santuari e pellegrinaggi cattolici (con l’eccezione di Roma), hanno avuto forti impatti nella vita pubblica, hanno rivoluzionato la conoscenza sperimentale dell’estasi. Soprattutto nell’epoca moderna – fatto nuovo – hanno assunto importanza profetica, storica e culturale considerevole » (3).

L’enigmatico paradosso, quindi, consiste da una parte in una svalutazione del fenomeno delle mariofanie da parte della maggior parte dei settori accademici e curiali e, dall’altra, nella grande importanza di fatto per i motivi elencati dal mariologo francese. Le ragioni da lui riportate le considero, però, una traccia che, seppur importante, resta pur sempre un’indicazione minima. Intendo dire, con questo, che le apparizioni della Madonna sono importanti anche per altre ragioni.

Nel tentativo di individuazione di queste ulteriori ragioni si potrebbe dire, anzitutto, che la loro importanza si coglie nella risposta da esse offerta ad alcuni importanti bisogni della Chiesa e dei credenti oggi, trai quali questi quattro fondamentali:

 

1. Bisogno di conservare una coscienza sveglia per vivere autenticamente la vita cristiana.

Le parole del Signore Gesù valgono sempre e valgono per tutti: « Vigilate e pregate per non entrare in tentazione » (Mt 26, 41). Chi vigila è spiritualmente vivo, è capace di avvistare i pericoli e di porvi rimedio in tempo. Al tempo di Noè gli uomini mangiavano e bevevano mentre l’uomo di Dio, il santo Patriarca, vigile nei Comandamenti del Signore e nella sua Parola, poté essere avvertito da Dio e trovare salvezza per sé e per la sua famiglia, scampando dal grande flagello del diluvio.

La stessa cosa avvenne per Lot al tempo dell’incenerimento di Sodoma e Gomorra. Ma gli esempi tratti dalla storia sacra e dall’agiografia cristiana si potrebbero moltiplicare. La vigilanza è di chi permane nella grazia del Signore, di chi osserva fedelmente la sua Legge e di chi persevera con costanza nei suoi Comandamenti.

Tutte cose, queste, di cui il nostro mondo, “sazio e disperato” (card. Biffi), è assolutamente privo. Eppur si tratta di atteggiamenti e disposizioni necessarie per conseguire la salvezza e la beatitudine eterna. Il problema maggiore, però, è che sono tantissimi battezzati a trovarsi privi di questa “coscienza sveglia”. Questi, con una facilità disarmante, trascurano i precetti del Signore e le massime evangeliche per assumere, al contrario, quelle mondane e concedersi interamente ai piaceri terreni (riassumibili nella triade sesso, soldi e successo). E’ alla perseveranza nel bene, invece, che il Signore Gesù lega la salvezza eterna: « Chi persevererà fino alla fine sarà salvato » (Mt 24, 13) mentre ammonisce che larga e spaziosa è la porta che mena alla perdizione (cf Mt 7, 13).

Chi non persevera nella grazia di Dio non può essere vigile; chi non vigila cade facilmente nella tentazione; chi cede alla tentazione pecca e chi pecca perde la comunione con Dio. La morte che coglie il peccatore in stato di peccato lo conduce alla perdizione eterna. Questa terribile realtà è ribadita con forza dalla Celeste Messaggera che ci visita proprio per evitare questa immane sciagura: « Molte anime vanno all’inferno… », rivelava a Fatima. Ella, nella sua compassione materna, desidera risvegliare le coscienze assopite e rinvigorire quelle fiacche. Lei è la Madre premurosa che, più di tutto, tiene alla salvezza eterna dei suoi figli, soprattutto a quella di coloro che son maggiormente a rischio.

 

2. Bisogno di fatti constatabili

Qualcuno potrebbe obiettare: ma non fu nostro Signore a dire a san Tommaso: « Beati coloro che pur senza aver visto crederanno? » (Gv 20, 31). Si, certamente. Tuttavia il conseguimento della beatitudine appartiene ai perfetti, ma ahimè la perfezione solo in pochi l’hanno già raggiunta. La pura fede è un obiettivo a cui tendere ma il Signore misericordioso, nella sua bontà, si piega sulla debolezza di coloro che pur credendo sono imperfetti nella fede.

Ed allora concede i “signa visibilia”, i segni visibili della sua presenza e della sua azione provvidente. La Vergine Maria che appare, che si manifesta è uno dei segni più belli, più potenti, più autentici che rivelano il Vero Dio e la sua santissima Volontà hic et nunc, qui ed ora: « La fondamentale oscurità della fede è penosa per molti credenti. I teologi mettono in questione le rappresentazioni sensibili e demitizzano la Bibbia: si richiamano astrattamente al piano della salvezza. Ma per tanti credenti questo discorso non è comprensibile: hanno bisogno di fatti, di rappresentazioni concrete, esistenziali ed obiettive dell’intervento di Dio nel mondo. Le apparizioni hanno un ruolo di comprensione di fronte ad una rappresentazione astratta del mistero cristiano e rispondono al bisogno di fatti » (4).

 

3. Bisogno di sicurezza

La sicurezza, la vera sicurezza per l’uomo proviene dalla fede informata dalla carità: proviene dalla speranza nelle promesse del Dio che non può ingannarci. Le sue promesse sono il fondamento della nostra speranza. Maria Vergine in mezzo a noi è il segno concreto che le promesse divine sono vere. La sua presenza costante e la sua azione mediatrice in favore degli uomini sono il timbro della verità della nostra Fede, della santa Fede cattolica.

L’Immacolata in mezzo agli uomini è la « Stella della speranza », come afferma in maniera scultorea Papa Benedetto XVI nell’Enciclica Spe salvi: « Quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza – lei che con il suo “ sì” aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell’Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)? » (5).

Maria nostra Madre è, secondo le luminose parole di san Giovanni Paolo II, « segno di sicura speranza » nella storia degli uomini: « Maria rimane così davanti a Dio, ed anche davanti a tutta l’umanità, come il segno immutabile ed inviolabile dell’elezione da parte di Dio (…). Questa elezione è più potente di ogni esperienza del male e del peccato, di tutta quella “inimicizia” da cui è segnata la storia dell’uomo. In questa storia Maria rimane un segno di sicura speranza » (6).

Con Lei tra noi non abbiamo da temere nulla, abbiamo Colei che ci salverà da ogni male e ci guiderà ad ogni bene: o Maria, « spezza i legami agli oppressi, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene ».

 

4. Bisogno di prospettive sicure per il futuro che permettano al credente di impiegare sapientemente il presente in quanto la Vergine prospetta gli eventi venturi in relazione alla riposta affermativa o negativa ai suoi appelli.

È forse cosa senza valore sapere che la paurosa crisi di ordine morale e spirituale chel’umanità e la Chiesa vivono sono destinate ad una loro soluzione, che le sofferenze dei buonihanno una finalità che supera quella della santificazione e salvezza personali, ma sono strumentiche preparano un tempo unico atteso e sospirato da secoli da anime sante e beate?

Sembra forse poco venire a sapere che la situazione presente non è ordinaria, che la minoranza di coloro che difendono la vera Dottrina e la vivono quotidianamente non si trovano ad essere pochi perché sbagliano direzione ma piuttosto perché godono di una grazia specialissima che li sostiene e accompagna nel proseguire sulla strada vera e giusta voluta ed indicata dal Cielo? Sembra forse poco sapere che questo « parvulus grex », questo piccolo gregge non é un gruppo di poveri illusi, bensì l’esercito scelto dalla Madonna che con la sua fedeltà deve preparare la vittoria del bene in tempi non lontani? Tutto questo non è certamente cosada poco! Queste certezze fisse davanti agli occhi regalano al cuore infinita pace, confidenza e coraggio che spingono ogni battezzato a « non essere pigro nello zelo ma fervente nello spirito e a servire il Signore » (cf. Rm 12, 11).

 Note:

1) Card. Ivan Dias, Omelia, Lourdes, 8.12.2007: http://it.arautos.org/view/show/3703-lourdes-e-la-lotta-tra-il-bene-e-il-male.

2) Benedetto XVI, Omelia durante la celebrazione dei Vespri con sacerdoti, religiosi, seminaristi e diaconi a Fatima, 12 Maggio 2010: http://w2.vatican.va/content/benedict xvi/it/speeches/2010/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20100512_vespri-fatima.html

3) Apparizioni, segno di contraddizione, Intervista a René Laurentin, in Avvenire  (9/5/2010).

4) S. de Fiores, Apparizioni, in Maria. Nuovissimo dizionario, EDB, Bologna 2006, vol. 1, p. 39 [21-69].

5) Papa Benedetto XVI, Spe salvi, § 49.

6) Si tratta della conclusione del n. 11 della lettera enciclica del Pontefice. Vale la pena leggere anche le righe che precedono questo passo e che ne illuminano ancora meglio il profondissimo significato: « Nel disegno salvifico della Santissima Trinità il mistero dell’incarnazione costituisce il compimento sovrabbondante della promessa fatta da Dio agli uomini, dopo il peccato originale, dopo quel primo peccato i cui effetti gravano su tutta la storia dell’uomo sulla terra (Gn 3,15) (…). Come risulta dalle parole del protoevangelo, la vittoria del Figlio della donna non avverrà senza una dura lotta, che deve attraversare tutta la storia umana. “L’inimicizia”, annunciata all’inizio, viene confermata nell’Apocalisse, il libro delle realtà ultime della Chiesa e del mondo, dove torna di nuovo il segno della “donna”, questa volta “vestita di sole” (Ap 12,1). Maria, Madre del Verbo incarnato, viene collocata al centro stesso di quella inimicizia, di quella lotta che accompagna la storia dell’umanità sulla terra e la storia stessa della salvezza (…) ».

Questo segno di sicura speranza, o ancor meglio questa stella di speranza è tale perché Eletta da Dio quale protagonista accanto al Figlio Divino nell’opera della salvezza universale. Ecco la motivazione profonda che sta dietro le sue numerosissime e importantissime apparizioni. Ecco perché possiamo sussultare di gioia nel saperci accompagnati, protetti e guidati da Colei a cui spetta l’attesa vittoria finale…

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