Se si considera il fenomeno delle apparizioni mariane nella sua natura complessa e variegata, si possono individuare delle caratteristiche salienti, comuni all’incirca a tutte le apparizioni (almeno a quelle moderne-contemporanee). Vediamone le principali.

  1. L’apparizione-presenza della persona reale, viva della Madonna

Ella, per miracolo di Dio, può trovarsi localmente, allo stesso tempo, in due luoghi diversi, in anima e corpo, in Cielo e sulla terra. Sono davvero tante le testimonianze dei veggenti, beneficiari delle visite della celeste Messaggera, che hanno fatto esperienza concreta, vitale, di questa presenza dolce e maestosa insieme di Maria che riempie di indicibile gaudio il corpo e l’anima di chi la incontra. Ricordiamo, a titolo d’esempio, l’esperienza di santa Caterina Labouré, veggente di Rue du Bac, che durante la prima apparizione della Vergine ebbe il privilegio di poter posare le mani sulle sue ginocchia.

Così, la privilegiata novizia, racconta nel suo Memoriale: « guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiatami sui gradini dell’altare, appoggiai le mani sulle ginocchia della Santa Vergine. Quello fu il momento più dolce della mia vita. Dire tutto ciò che provai mi sarebbe impossibile ».

Significativo è anche il fatto che della Santa, dopo la morte, furono trovati incorrotti due organi: gli occhi che avevano visto l’Immacolata e le mani che l’avevano toccata. Lei, la Regina glorificata, comunica il pegno dell’immortalità futura ai suoi figli e devoti che vivono con Lei in intimità d’amore.

  1. Uno o più titoli mariani

Si tratta, generalmente, di auto-attribuzioni dalla profonda valenza mariologica e profetica. Con essi e in essi Maria esplicita, precisa, espone, rivela con sempre maggiori dettagli da una parte il mistero della sua persona e della sua vita intima in Dio (si pensi all’“autorivelazione” fatta a Bruno Cornacchiola, il veggente delle Tre Fontane: « Io sono Colei che sono della Trinità divina »); dall’altra la natura della sua missione all’interno del piano della Salvezza da Dio rivelato e realizzato « quando venne la pienezza del tempo » (Gal 4,4): « Io sono la Vergine della Rivelazione », disse allo stesso veggente, palesando il fatto che Lei non è marginale ma al centro del progetto salvifico di Dio:

« La devozione mariana si esprime anche attraverso gli attributi di glorificazione che sono una componente particolare dei messaggi di Maria durante le apparizioni. È la Madonna stessa che si attribuisce tali titoli e li insegna ai fedeli, offrendo in questo modo la chiave di lettura dell’apparizione stessa […]. Alcuni appellativi delle apparizioni suonano fondamentalmente simili a quelli appartenenti alla Litanie lauretane […]. Altri titoli invece abbracciano temi che nelle Litanie lauretane sono formulati diversamente […]. Questi titoli mariani mostrano la sorprendente ricchezza della personalità della Santissima Vergine Maria e possono essere considerati un completamento della preghiera devozionale » (1).

  1. La richiesta di edificazione di un luogo di culto…

Si tratta di una richiesta programmatica: la creazione di centri di rigenerazione spirituale possa fiorire la vita sacramentale, abbondare la preghiera liturgica, paraliturgica; dove possano praticarsi le devozioni, impegnarsi in piccole pratiche di mortificazione e penitenza corporale e spirituale e fare esperienza della santità di Dio. Si tratta della costante più comune a tutte le apparizioni di Maria, dalle primissime fino alle più recenti.

E il motivo di questo modus operandi di Maria non è difficile da capire: se Lei è la Mediatrice della grazia, non può avere altro desiderio che distribuirla a tutti i suoi figli. Ma i canali ordinari della grazia che la significano e la producono, sono i Sacramenti istituiti da Cristo per la nostra salvezza e affidati alla Chiesa, dispensatrice di questi beni. La Madonna non rompe, non cambia l’economia della grazia stabilita da Dio ma in essa si inserisce e agisce mediando, soprattutto attraverso i Sacramenti, ogni grazia e beneficio di cui necessitiamo. Sacramenti di cui la Santissima Eucaristia, celebrata, ricevuta e adorata nei santuari mariani, è il cuore e il centro, la « fonte e il culmine della vita cristiana (2) » (3):

  1. Alcune richieste speciali

In ogni apparizione, di norma, ve ne è una o più di una. Queste richieste speciali servono anche a distinguere ogni apparizione da ciascun’altra, scongiurando l’errore di ridurle tutte ad un’unica indistinta macro-apparizione che le riassumerebbe tutte, il che farebbe torto alla verità e alla Provvidenza di Dio che non trascura mai di lasciare ai singoli individui, alle singole comunità, alle singole nazioni, nei singoli snodi storici, indicazioni particolari e segni singolari di Provvidenza.

Tra queste richieste speciali si possono ricordare, a titolo di esempio, la pratica dei primi cinque sabati (Fatima), la Corona dell’Immacolata (Marienfried), lo scapolare del Sacro Cuore (Pellevoisin), la corona dei Sette Dolori (Kibeho), il dogma di Corredentrice, Mediatrice e Avvocata (Amsterdam), la consacrazione al Cuore Castissimo di san Giuseppe (Itapiranga), ecc.

  1. I messaggi segreti consegnati ai veggenti

Si tratta di messaggi trasmessi da Nostra Signora che si aggiungono a quello pubblico e che, generalmente, chiede che rimangano occulti per un tempo e che poi siano rivelati in seguito (si pensi al segreto di Fatima, a quello di La Salette, ecc.). In alcuni casi (più rari però) questi segreti riguardano la vita privata dei veggenti e di conseguenza la Madonna chiede loro di custodirli come indicazioni personali e non trasmetterli al mondo (i tre segreti consegnati dall’Immacolata a santa Bernadette sono, forse, il caso più noto). Più spesso, invece, si tratta di messaggi che riguardano tutta la Chiesa, tutto il mondo e che hanno una “destinazione universale”: questi segreti di destinazione pubblica hanno solitamente un contenuto profetico, apocalittico, sapienziale di grande attualità e importanza per i nostri tempi.

Spiega opportunamente Stefano De Fiores: « le parole di Maria nelle apparizioni [soprattutto quelle dei messaggi segreti] assumono un carattere profetico in quanto invitano alla conversione, alla penitenza, al cambiamento di vita onde stornare i castighi di Dio […]. Sovente essi si colorano di toni apocalittici perché insistono sull’urgenza di prepararsi agli ultimi tempi (un futuro denso di lotte) e puntano su segreti da svelare a tempo debito. Talvolta il dialogo di Maria assume cadenze familiari e un tono persuasivo sullo stile dei sapienti dell’AT: “Orsù figli miei, pregate. Mio Figlio si lascia commuovere. In breve tempo Dio vi esaudirà” (ai veggenti di Pontmain) » (4).

  1. Numerose profezie

Alcune di queste riguardano singoli individui o paesi; altre tutto il mondo; altre la situazione della Chiesa universale; alcune si riferiscono ad un futuro prossimo; altre ad uno remoto.

Le apparizioni mariane, soprattutto quelle più recenti, sono ricche di profezie che attirano l’attenzione di tanti curiosi oltre che dei veri devoti.

Se da una parte la malsana curiosità in molti spesso spinge a cercare di sapere quello che succederà, sganciando le profezie dall’adesione personale al messaggio di Maria – che, come Lei dice, potrebbe modificare in grandissima parte la maggior parte di tali annunci sul futuro –, è pur vero che il valore di un’apparizione si conosce anche dalle autentiche profezie in essa contenute che non vanno sottovalutate per la serietà dei contenuti, spesso annunciatrici di catastrofi e drammi così gravi e seri che a “fare orecchi da mercante” si peccherebbe di grave imprudenza e banale superficialità.

Ricordo che l’avveramento o il non avveramento delle profezie è uno dei criteri di cui si tiene conto ai fini del discernimento sull’autenticità o meno di una data apparizione:

« La constatazione che si può trarre dalla storia delle apparizioni mariane è che – oltre che con la sua materna partecipazione alle vicende dell’uomo – la Madonna esprime la sua vicinanza pure mediante le profezie (…). Se una profezia annunciata in una manifestazione della Vergine effettivamente si compirà essa costituirà una garanzia della verità dell’apparizione stessa, ovviamente quando si sia certi che il veggente non potesse conoscere in precedenza l’effettivo svolgersi degli avvenimenti (…). Difficoltà di interpretazione, rischio di fanatismo e persino la possibilità di interventi diabolici – non si deve mai dimenticare che Maria e la grande avversaria, la grande nemica del serpente infernale – non possono insomma farci dimenticare l’importanza di certi messaggi. Da leggere in filigrana, senza la frenesia di conoscere il futuro ma piuttosto nel desiderio di cogliere l’insegnamento, l’ammonimento. Il fine ultimo dei messaggi e delle profezie resta, infatti, quello della conversione dei cuori e del lieto abbandono in Dio Signore della storia » (5).

  1. Una serie di appelli…

Queste accorate richieste della Madre Celeste, considerate in una visione di insieme, si strutturano coerentemente in modo da formare un « unico messaggio » mariano con differenti sfumature oppure, ancora meglio, una « convergenza » di messaggi e di elementi ricorrenti nelle diverse apparizioni della Vergine. Si possono ritenere valide entrambe le formulazioni.

La prima sembrerebbe, a primo acchito, permettere meglio di porre l’accento su quell’ “unico progetto” della Provvidenza di cui la Madonna si fa annunciatrice ed esecutrice.

Tuttavia, parlando di unico messaggio si corre il rischio di omologare tutto in un indistinto messaggio generale che sarebbe riduttivo e impoverirebbe molto la bellezza, la singolarità e il valore soggettivo delle diverse apparizioni e dei diversi messaggi.

Come è possibile dire per esempio, che il messaggio di Fatima e quello di Lourdes siano un “unico messaggio” semplicemente formulato in modo differente? Si può e si deve però certamente dire che ci sono convergenze determinanti tra i due messaggi in virtù del filo conduttore, del “trait-d’union” dell’unico progetto e delle finalità comuni (6).

Si può poi riflettere su queste intime connessioni e trovare soluzioni diverse, alcune corrispondenze a preferenza di altre, accentuandone alcune e “sfocandone” altre. Questo è certamente possibile ma sempre all’interno di quella “coerenza evangelica” del messaggio di Maria nelle sue apparizioni, grazie alla quale è possibile registrare e identificare insistenze, corrispondenze, armonie continue e profonde (7).

Ogni apparizione, quindi, non può essere considerata un’ “unità isolata” chiusa in se stessa: anche se, infatti, « ogni apparizione ha un valore a sé e rappresenta qualcosa di completo, con uno specifico messaggio e una specifica finalità, occorre però prestare attenzione al contempo a non isolare le apparizioni, perché esse rientrano tutte nella strategia materna di Maria volta a risvegliare la fede, a proteggere la Chiesa e ad aiutarla nei momenti difficili » (8);

« Le apparizioni mariane non sono singole vicende sperdute nella notte dei tempi o episodi che hanno semplicemente punteggiato i duemila anni di storia del cristianesimo. Si tratta invece di una serie di avvenimenti che hanno un “filo rosso” e che seguono una logica – a prima vista forse difficile da comprendere – ma che poi ad un’analisi più attenta si mostra con evidenza. È come un mosaico fatto di tanti tasselli che soltanto a opera terminata e guardando da lontano l’insieme mostra la ricchezza dei dettagli e l’unità della composizione » (9).

Note:

1) G. Hierzenberger – O. Nedomansky, Tutte le apparizioni della Madonna in 2000 anni di storia, Piemme, Casale Monferrato 1996, p. 44.

2) «L’Eucaristia è « fonte e culmine di tutta la vita cristiana ». Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua»: Catechismo della Chiesa Cattolica, § 1324.

3) « Nell’Eucaristia è la fonte inesauribile della vita soprannaturale, della espansione apostolica, della compagine comunitaria; vi è la vita stessa della Chiesa, perché vi è Gesù Cristo che, unico al mondo, può dire di sé: “Io sono la vita” (Gv 14,6) »: R. Spiazzi, Scientia Salutis, Pontificio Istituto Pastorale, Edizioni Romane Mame, Vicenza 1960, p. 276.

4) S. De Fiores, Apparizioni, in Maria. Nuovissimo Dizionario, EDB, Bologna 2006, vol. 1, 33-34 [21-69].

5) S. Gaeta – A. Tornielli, La Donna, il Drago e l’Apocalisse, Piemme, Piemme, Milano 2011, pp. 16-17.

6) L’opinione del “messaggio unico” ha il suo principale esponente nello studioso Yves Chiron che però esagera davvero cadendo nell’errore di cui parlavo, dal momento che contesta perfino l’organicità delle apparizioni, ritenendole ognuna un caso particolare da esaminare in se stesso. Afferma testualmente: «Non c’è continuità tra i messaggi delle grandi apparizioni mariane del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo,non c’è una specie di rivelazione progressiva. C’è piuttosto un identico messaggio diversamente formulato, secondo i bisogni dell’epoca e del luogo»: Y. Chiron, Enquête sur les apparitions de la Vierge, Perrin-Mame, Paris 1995, p. 174. Ma giustamente il padre Stefano De Fiores si oppone a questa posizione che “dissolve” quasi del tutto le mariofanie, chiudendo gli occhi sulla loro peculiare originalità, rilevarndo che « la posizione di Chiron rischia di omologare le apparizioni nell’identico messaggio non cogliendo la diversità e le divergenze, e tanto meno l’evoluzione » (S. De Fiores, Apparizioni, p. 54).

7) È ciò che ha avuto modo di spiegare con dovizia lo studioso P. Seveau, il quale è autore di una tesi che prende questo titolo: Correspondance évangélique du message de Marie dans les grandes apparitions,Facoltà Teologica “Marianum”, Roma 1970, pp. 253-354.

8) L. Fanzaga – S. Gaeta, La firma di Maria, Sugarco Edizioni, Milano 2007, p. 14.

9) Idem, Il tempo di Maria, Sugarco Edizioni, Milano 2005, p. 71.

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