« Tempi difficili arriveranno per gli uomini e le donne di fede. Un uomo orgoglioso ordinerà la modifica della Professione di Fede e le sue azioni compiaceranno gli uomini perversi. Sarà una grande offesa al mio figlio Gesù. Soffro per quello che vi attende. Pregate » (messaggio 4.424, 31.1.2017).

« Sarete perseguitati da colui che agisce come agnello, ma ha un cuore di lupo. State attenti. Solamente nella Verità del Vangelo e del Vero Magistero della Chiesa incontrerete la vostra Vera Liberazione e Salvezza » (messaggio 4.509, 5.8.2017).

Quelle riportate sono due profezie impressionanti trasmesse da Nostra Signora di Anguera nello spazio di qualche mese di distanza.

Non bisogna sorprendersi se il linguaggio appare “criptico”: si tratta di una modalità comunicativa da sempre in vigore della Chiesa e che trova un suo vero e proprio genere letterario nella stessa Sacra Scrittura, vale a dire il genere profetico in cui sono stati redatti diversi libri della Sacra Bibbia.

La profezia non è una didascalia ma necessita di una didascalia.

La profezia è sempre preannuncio e richiamo: preavvisa circa il futuro e allo stesso tempo impone un cambiamento nel presente.

La profezia è luce e fuoco; luce che rischiara le tenebre dell’errore e della menzogna, fuoco che accende gli animi e, liberandoli dalla sterile mediocrità e dall’accomodamento in uno stato di tiepidezza stomachevole (cf Ap 3, 15-16), li spinge efficacemente ad amare di più Dio osservandone i Comandamenti di vita.

E’ questo, potremmo dire, il “contesto remoto” di tutte le profezie mariane dei nostri tempi. E’ questo il contesto anche delle straordinarie profezie della Regina della Pace di Anguera che dal 1988 ad oggi ha trasmesso vaticini profetici sorprendenti, delineando il quadro del futuro in maniera così completa che se si volesse confrontare questo evento mariofanico con tutte le apparizioni mariane recenti e non recenti, forse difficilmente se ne troverebbe una che presenti un quadro profetico così dettagliato che, sebbene sia presente e anche molto accentuato in numerosissime epifanie degli ultimi secoli, con Anguera sembra veramente di essere giunti all’apoteosi.

Con la promessa di dedicarmi maniera più accurata alle profezie della Regina della Pace di Anguera in futuro, vorrei qui “en passent” commentare brevemente queste due profezie che non possono non colpire se contestualizzate nel nostro presente, alla luce degli eventi intra-ecclesiali che stanno turbando non poco il mondo cattolico e non.

Non a caso ho riportato insieme queste due profezie perché a mio parere con uno “sguardo sinottico” e con un confronto reciproco, si possono scoprire dettagli molto interessanti.

Innanzitutto si parla di un individuo a motivo del quale il gregge fedele di Cristo sarà sottoposto a una dura prova e al quale sarà causata una grande sofferenza, una vera e propria persecuzione. Fisica o morale non si sa, ma di certo una persecuzione che metterà in angustia spirituale coloro che, nella Chiesa, si mantengono fedeli al Signore.

Si tratta di un individuo la cui attività non è supportata da una vita virtuosa dal momento che l’orgoglio di cui è fatto schiavo è il vizio capitale che conduce con sé ogni altra deviazione nell’animo umano; un uomo orgoglioso non può essere, dunque, un servitore del Signore né può essere al servizio del Regno di Cristo e del bene delle anime

Quest’individuo ha il potere niente meno che di cambiare la professione della fede, un individuo che non è in accordo con la Fede e con il Magistero di sempre ma anzi vi si oppone, la rifiuta e, come conseguenza finale, vorrà eliminarla e, come pare di capire dalla profezia, il suo tentativo andrà a buon fine.

Ordinerà il “cambiamento della professione della fede” e dunque dei nuclei fondamentali di ciò in cui la Chiesa da sempre crede, della Verità che salva, non certo di aspetti marginali o secondari.

Inoltre, si noti che nelle due profezie non si parla di una comunità di persone ma di un individuo identificabile o meglio già identificato perché la Rivelazione parla di costui:

« Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago » (Ap 13, 11). 

Benché la visione profetica di san Giovanni parli di un agnello e di un drago, se si accosta a questo versetto quello del Vangelo in cui Gesù preavvisa i suoi apostoli: « Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe » (Mt 10, 12) allora il raffronto risulta completo.

Quest’individuo, in pratica, oltre a presentarsi come una incarnazione escatologica del falso profeta, riassume nella sua persona le caratteristiche di tutti coloro da cui Gesù ha raccomandato di stare in guardia e verso cui usare la massima prudenza perché, appunto, sono lupi famelici, pericolo continuo per le anime dei giusti.

Si tratta di un ingannatore perché, alle apparenze di un agnello, oppone un cuore (ovvero le sue profonde intenzioni) corrotto, da lupo, divoratore della grazia delle anime buone ed indifese.

La Madonna sembra delineare una situazione, se non presente, quantomeno non lontana: quindi la comparazione di questa profezia con la figura del falso profeta è significativa perché getta luce profonda sui nostri tempi indicandoli come i tempi apocalittici di cui la Rivelazione biblica ha parlato e che le rivelazioni private, soprattutto quelle mariane, altro non fanno che rispolverare, chiarire, dettagliare, indicare come presenti nel nostro presente e che Santa Madre Chiesa ha, da parte sua, sempre  proposto all’attenzione dei suoi figli.

L’appello accorato, in questo scenario, è quello stesso che proviene dalle labbra materne di Maria Immacolata, la Regina della Pace di Anguera, quello dunque di essere pronti alla battaglia finale che si prospetta dinanzi a noi con le armi della fede, della preghiera, del Rosario, della confessione, dell’Eucarestia, dell’amore alla Verità, seguendo in tutto il vero Magistero della Chiesa con quella intraprendenza e quel coraggio necessari per poter proclamare la verità, per non tradirla e per ricevere così un giorno una meritata ricompensa nel Regno dei Cieli.

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