La Consacrazione ed il Cuore Immacolato in alcune apparizioni moderne

Il Cuore Immacolato nei messaggi della Madonna a Belpasso

Il Cuore Immacolato

Nei messaggi di Belpasso risulta in tutta evidenza un fatto capitale: al Cuore Immacolato è stato affidata una missione profetica grandiosa, motivo per cui dal riconoscimento e dal culto che si tributerà al Cuore dell’Immacolata verrà al mondo ogni bene, ogni grazia di rinnovamento e restaurazione. E’ mia intenzione offrire – e lo faccio in questo articolo – qualche spunto a riguardo, glossando alcune parti del messaggio della Regina della Pace di Belpasso, integrando il tutto con qualche testimonianza del veggente Rosario.

«Il mio Cuore Immacolato sarà il vostro rifugio».

È esattamente quanto la Vergine Santa promise a suor Lucia di Fatima e, per suo mezzo, a tutti i veri devoti del suo Cuore Immacolato.

«Cercate di rendere la vostra anima pura e limpida come l’acqua sorgiva, soli non potete nulla, ma con la grazia del Signore, con il suo e il mio aiuto, potrete ottenere la pace con voi stessi, con i fratelli e con il Signore. Ma se volete ottenere ciò, passate attraverso il mio Cuore, vi porterà a Gesù e troverete la vera pace».

Ricordiamolo: rendere la nostra anima pura e limpida è il fine a cui deve tendere la nostra vita;a questa “purezza” appartiene la beatitudine della visione di Dio (cf Mt 5,8) ed è pegno della gloria eterna.

Ma l’impresa è ardua, impossibile alle sole forze umane. Il Cuore Immacolato, in questo senso, è mediatore per noi di santità e, di conseguenza, di pace vera.

La Vergine ai suoi consacrati fa la richiesta di essere veri discepoli del Cuore Immacolato, con l’anima «pura e limpida come l’acqua sorgiva». Cosa significa? Il vero devoto al suo Cuore Immacolato è consapevole della missione di dover essere sale della terra, fermento di rinnovamento del mondo. Con la sua opera è capace di trasformare, di iniettare energie nuove, positive, vivificatrici nella società. Il vero devoto al Cuore Immacolato è persona nuova, fatta nuova da Maria, trasfigurata nella luce della «donna vestita di sole» (Ap 12,1), circonfusa di splendore, della Tutta Santa.

Il consacrato a Lei sa che la sua opera nel mondo è potente, efficace perché trae la sua forza dall’intima unione che lega la sua anima con quella della sua Immacolata Signora. È un vero apostolo, coraggioso, intraprendente, pienamente abbandonato, affidato con confidenza di figlio alla sua Madre e Regina. Questo significa essere “sale della terra”. È un “sapore” che non gli deriva dalle sua capacità e potenzialità ma dalla virtù che promana dal legame spirituale, del tutto speciale, che si crea tra Maria e l’anima consacrata.

«Il Signore desidera che non si abbandoni la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi continuerà a praticare questo culto, io prometto la salvezza, e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me per ornare il suo trono».

È la perfetta replica delle parole e delle promesse fatte dalla Vergine a Fatima. Ancora una volta si può cogliere l’ammirabile unità del piano divino che si cristallizza nel progetto di salvezza universale per mezzo della devozione al Cuore Immacolato estesa a tutto il mondo, a ogni categoria di persone, semplici e dotti, pastori e fedeli laici. Fatima, nella sua centralità, è l’evento propulsore da cui si diparte, si ramifica, si particolarizza questo grandioso progetto-messaggio nelle mariofanie di cui ci stiamo occupando.

«Portate i vostri cuori al mio, li renderò tali da essere degni del Cuore di mio Figlio. Avrete in voi una sorgente che zampilla fino alla Vita eterna».

La Madonna parla di una «sorgente che zampilla» in coloro che portano il loro cuore al suo: l’immagine è classica e nel linguaggio biblico sta sempre a significare lo Spirito Santo. Il parallelismo tra acqua e Spirito Santo, ovvero tra acqua e grazia, tra acqua e pienezza di ogni bene è rilevato in numerosi passi scritturali:

  • «O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate» (Is 55,1);
  • «[Il Signore] cambiò il deserto in lago, e la terra arida in sorgenti d’acqua» (Sal 107,35);
  • Gesù disse: «Ecco sono compiute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita» (Ap 21,6).

Numerosi sono i legami simbologici tra acqua/Spirito rilevati dalla Sacra Scrittura.

Come l’acqua è segno di benedizione, così è lo Spirito Santo. Isacco benedicendo il figlio Giacobbe, chiede a Dio che gli conceda l’acqua, che è segno di fecondità: «Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto» (Gn 27,28).

Come l’acqua è vita, così è lo Spirito Santo. nel momento della creazione la terra arida ha preso vita dallo Spirito che aleggiava sulle acque: «In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Gn 1,1-2).

Come l’acqua è feconda, così è lo Spirito Santo. Come l’acqua è capace di fecondare e trasformare un deserto in frutteto, così lo Spirito può riversare la sua benedizione feconda sul popolo infedele, trasformandolo in vero “Israele”: «Farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri» (Is 44,3).

Come l’acqua disseta, così è lo Spirito Santo. A Gerusalemme, durante la festa dell’acqua dei pellegrini, Gesù si alza in piedi ed esclama a gran voce: «“Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv 7,37-39).

Come l’acqua è purificatrice, così è lo Spirito Santo. L’acqua purifica, lava e fa sparire le immondezze. Così la sorgente d’acqua dello Spirito si riverserà su Gerusalemme e il popolo di Dio troverà in queste acque la purezza: «In quel giorno vi sarà per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l’impurità» (Zac 13,1).

Nel Battesimo cristiano l’acqua è segno di purificazione non del corpo ma dell’anima: «E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!» (1Cor 6,11).

È proprio in tutta questa ricchezza semantico-biblica che va raccolto e inteso il breve e delicato messaggio in cui la Madonna promette «acqua zampillante» a chi si accosta al suo dolcissimo Cuore. Lo Spirito Santo è il fedele Sposo della Vergine Santa e, come ricorda san Luigi Grignion, dove c’è Maria lì c’è anche il suo Sposo divino e dove non c’è Lei non c’è neppure Lui:

«Quando lo Spirito Santo, suo Sposo, la trova in un’anima, vi vola, vi entra pienamente, si comunica a quest’anima tanto più abbondantemente quanto più posto essa dà alla sua Sposa; e una delle grandi ragioni per cui lo Spirito Santo non compie adesso meraviglie sorprendenti nelle anime, è che non vi trova un’unione abbastanza grande con la sua fedele e indissolubile Sposa»[1].

Nessuna sorpresa, dunque, nel leggere che la pienezza dello Spirito Santo ricolmerà le anime dei consacrati a Maria. Pienezza di Spirito Santo con tutti gli effetti che ne derivano: pienezza di doni e carismi, certo, ma soprattutto pienezza di virtù, di perfezioni spirituali e morali. La pienezza della grazia è ciò che davvero la Madonna promette ai devoti al suo Cuore.

«Confidate e abbandonatevi totalmente a Lui e al mio Cuore Immacolato».

«Molte anime percorrono un sentiero che le allontana da Dio, ma Egli nella sua infinita misericordia vuole salvarle affidandole alle cure del mio Cuore Immacolato. All’inizio vi saranno ostacoli per l’adempimento di questa richiesta, ma poi sarà riconosciuta come un baluardo di difesa e molte anime saranno salve».

Le cure del Cuore Immacolato di Maria sono capaci di salvare dall’abisso le anime dei peccatori. Si tratta di una verità rivelata e confermata da Maria nelle sue apparizioni a più riprese e a più veggenti. È una verità importante e urgente da afferrare perché si chiarisca sempre meglio e sempre più il ruolo specialissimo che Maria ha nel piano salvifico divino e che si rende manifesto in questi ultimi tempi, i “tempi di Maria”.

Conviene notare l’espressione «baluardo di difesa». È un altro modo di dire “rifugio”. Ma in modo più efficace. Il baluardo è una fortificazione. Fa riferimento ad un contesto di guerra. La Madonna insiste. Siamo in guerra. Una guerra spirituale. Una guerra spirituale che assume sempre di più, col passare dei mesi, col passare degli anni, dimensioni “cosmiche”: i nemici si moltiplicano, si fanno sempre più presenti, organizzati, sferrano con maggior frequenza ed efficacia i loro attacchi, impiegano con successo le loro mortifere armi. Ecco la necessità di dimorare in un baluardo per non essere colpiti anche noi da questi colpi letali: questa fortezza è il Cuore di Maria e in esso abiteremo nella misura della perfezione della nostra consacrazione.

Dalle relazioni di Rosario:

«Se noi ci mettiamo a studiare bene il messaggio, non il singolo, ma cerchiamo di trovare un filo conduttore tra i vari messaggi, vi è una costruzione, una missione che il Signore ha affidato al Cuore Immacolato della Madonna. Cercando di capire precisamente qual è questa missione, la prima cosa che salta agli occhi è che il Signore vuole che la devozione al Cuore Immacolato di Maria diventi un culto; dire culto è più profondo che dire devozione».

Comunicazione di Gesù al veggente:

«Voglio che si diffonda ancora, si conosca di più e si pratichi maggiormente la devozione al Cuore Immacolato della mia Santissima Madre come atto di culto che conduce al mio Cuore».

Dal messaggio di Belpasso apprendiamo con chiarezza una verità eccezionale: fa parte della volontà e del progetto del Cuore di Cristo che gli uomini riconoscano il ruolo originale che spetta al Cuore Immacolato di Maria e lo venerino con un culto del tutto speciale.

Un progetto eterno e immutabile perché ha come sorgente Dio; un progetto perfetto perché è progetto divino; un progetto efficace perché Dio lo ha stabilito per l’umana salvezza, per cui deve necessariamente avere il suo effetto, altrimenti Dio sarebbe come gli uomini e i suoi piani sarebbero fallibili, limitati, come quelli dei poveri uomini che fanno progetti e, tanto spesso, non ne vedono la realizzazione. Tuttavia, questa efficacia è, come ben sappiamo, sempre condizionata alla risposta degli uomini. Ma per quanto riguarda la parte di Dio, possiamo dire che la consacrazione, in quanto piano e progetto divino, è destinata a salvare gli uomini, a santificarli, ad aprire loro l’eternità beata in Paradiso.

La consacrazione è, in potenza, la salvezza di tutto il genere umano, senza esclusione di individui. Non si tratta di una cosa di poco conto comprendere l’efficacia salvifica universale della consacrazione ai Sacri Cuori, verità a più riprese affermata nei messaggi mariani degli ultimi decenni, che dobbiamo fare nostra e offrirla a quante più persone possibili per il loro bene, per la loro felicità temporale ed eterna.

C’è una “missione”,quindi, e questa missione è come la “trama nascosta” all’interno dei messaggi e non solo di Belpasso ma, in genere, di tutte le apparizioni mariane dei nostri tempi, anche se questa trama è più o meno “svelata” a seconda dei casi; c’è quindi una “costruzione” fondamentale: la missione che il Signore ha affidato al Cuore Immacolato di Maria, una missione che ha a che fare con la salvezza del mondo, della Chiesa, delle anime in questo periodo di tenebre più fitte e assolute.

Ecco perché il Cuore di Maria deve essere “intronizzato”, la devozione all’Immacolato Cuore di Maria deve diventare un “culto”, non certamente di latria che spetta solo a Dio ma comunque qualcosa che si avvicina molto, sempre nell’ambito della venerazione che è lecito tributare a una semplice creatura. Un culto ricco di spessore teologico, non una semplice e banale devozioncella. Culto la cui grandezza è proporzionata alla dignità della persona di Maria e alla dignità e grandezza della missione che le è stata affidata.


[1] San Luigi M. Grignion di Montfort,Trattato della vera Devozione alla Vergine Maria, parag. 35.

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