Cinque eventi mariani programmatici nel quadro dei tempi di Maria · Le apparizioni della Regina della Pace ad Anguera

24_La SS. Eucaristia: ultimo «katéchon»? La prospettiva dei messaggi di Anguera

Nei vv. 6-7- del capitolo 3 della 2 Lettera ai Tessalonicesi, san Paolo parla del mistero di iniquità, della manifestazione dell’Anticristo e di un misterioso ostacolo che la impedisce fino al momento in cui essa si compirà (in greco “kate’chon) (1).

E’ di fondamentale importanza, per comprendere il discorso circa il katechòn, conoscere un principio fondamentale di interpretazione della Sacra Scrittura e cioè quello secondo cui tutti – o almeno la maggior parte – dei passi profetico-apocalittici del Nuovo Testamento, poiché redatti in questo particolare genere letterario (quello profetico-apocalittico appunto), ne assumono le caratteristiche.

Una di queste è l’importante “legge dell’anticipazione” per cui un evento anticipato ed accennato in precedenza viene poi chiarito nel corpo e nel prosieguo della profezia biblica. Nel nostro caso, san Paolo parla due volte del kate’chon ritornando, nello spazio di due versetti, sullo stesso concetto e approfondendolo.

Tale legge però, come spiega opportunamente il Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, non riguarda solo né principalmente l’aspetto letterario della profezia ma anche e soprattutto quello temporale: cioè le profezie che riguardano direttamente il tempo dell’Anticristo e della seconda venuta di Cristo riguardano indirettamente ma realmente (si tratta cioè di un vero senso della Sacra Scrittura e non solo di una “accomodazione biblica”(2anche il tempo che segna il trapasso – per dirla con il Venerabile Bartolomeo Holzhauser – tra la quinta e la sesta epoca della vita della Chiesa, l’epoca delle “rivoluzioni” (la nostra quella cioè segnata dalle 4 grandi rivoluzioni luterana, francese, comunista, sessantottina) e quella della “consolazione” (quella che attendiamo cioè l’epoca del trionfo del Cuore Immacolato). Questo tempo è “anticipazione” e “prefigurazione” di quello dell’Anticristo per cui in esso si proporranno delle dinamiche, delle realtà, dei personaggi che anticipano e prefigurano quelli del tempo che precederà la fine del mondo.

Questo quadro interpretativo è, dicevo, di fondamentale importanza per la comprensione delle profezie bibliche (e di conseguenza di quelle mariane che a quelle fanno capo e riferimento), di cui quella di 2 Tessalonicesi 2, 3-11 è una delle più oscure sebbene sia anche una delle più rilevanti.

Questo kate’chon, così, sarebbe una persona/cosa/avvenimento (non è possibile determinarlo con certezza) che esisterebbe in entrambi i periodi temporali suddetti – cioè sia prima del Trionfo del Cuore Immacolato che prima della Parusia di Cristo – la cui eliminazione provocherà la manifestazione del l’uomo iniquo, presumibilmente l’Anticristo alla fine dei tempi e una sua terrificante prefigurazione alla fine dell’epoca delle rivoluzioni (la nostra…).

E’ esattamente qui che entra in gioco il discorso sulla “messa ecumenica” e sulle predizioni della Regina della Pace di Anguera.

Prima di entrare “in medias res”, però, propongo qualche nota esplicativa circa le interpretazioni che si sono date e che si potrebbero dare di questo misterioso kate’chon, realtà così oscura che lo stesso Sant’Agostino fu costretto a dichiarare: « io confesso di ignorare ciò che ha voluto dire San Paolo » (3).

Tuttavia, alla luce di diversi tentativi di interpretazione fatti dai grandi del passato (Padri, Dottori, Commentatori della Sacra Bibbia) e degli avvenimenti presenti così particolari di cui numerosi profeti dei secoli scorsi hanno parlato è possibile, a mio avviso, avvicinarsi molto a ciò a cui San Paolo faceva riferimento nei versetti 6-7 di 2 Tessalonicesi.

Cosa può dunque essere e significare questo misterioso kate’chon?:

1. Molti Padri dei primi secoli pensarono fosse l’Impero romano, scomparso il quale sarebbe venuto l’anticristo.

2. San Tommaso e altri Dottori, invece, lo videro in quell’impero spirituale ed universale della Chiesa sulle Genti che, con la progressiva corruzione del mondo e l’avanzamento del regno delle tenebre sarebbe scomparso, facilitando così l’avvento e la manifestazione dell’uomo empio che si oppone a Dio.

3. Altri Padri pensarono, invece, ad un trionfo storico e visibile della Chiesa sulla Terra (un’anticipazione parziale ed imperfetta del futuro Regno di Cristo escatologico ovvero la Gerusalemme Celeste) che, alla fine della sua durata, estinguendosi per una nuova corruzione dei costumi e per una più grave apostasia dalla vera Fede, aprirebbe la strada all’avvento dell’anticristo (1).

4. Più di un autore contemporaneo è dell’idea, invece, che il katéchon debba identificarsi con la SS. Eucaristia, posizione che faccio mia.

La mia personale opinione, considerando le profezie della Madonna degli ultimi secoli da una parte e gli avvenimenti recenti dall’altra, è che questo ostacolo tolto il quale l’ira di satana non sarà più contenuta e che aprirà le porte prima alla piena manifestazione del « mistero di iniquità» e di una terrificante prefigurazione dell’Anticristo (alla fine del nostro tempo, prima del Trionfo del Cuore Immacolato) e in seguito a quella dell’Anticristo stesso (alla fine dei Tempi) potrebbe essere lo stesso, cioè la presenza reale di Cristo sugli altari e nei tabernacoli. Ma la prima eliminazione di questo katéchon sarebbe parziale mentre, la seconda (quella prima dell’anticristo), totale.

Nel primo caso tale rimozione parziale potrebbe avvenire a causa dell’avanzamento di una falsa celebrazione eucaristica in cui non siano più transustanziati il pane ed il vino eucaristici a causa di una modifica delle parole consacratorie che invaliderebbe il Sacramento.

E così la Santissima Eucaristia, l’ultimo « katéchon » (2 Ts 2, 6-7), potrà essere rimosso perché i nemici di Dio pianificano di farlo scomparire dagli Altari e dai Tabernacoli.

Così giungerà il tempo in cui la Presenza Reale di Gesù nel SS. Sacramento resterà solo in pochi luoghi e presso alcune persone fedeli che lo conserveranno nei giorni di più atroce persecuzione.

La Madonna ad Anguera sembra prevedere e delineare una tale situazione:

– « Cari figli, verranno giorni in cui gli uomini e le donne di fede troveranno l’Eucaristia solo in luoghi segreti. Ci sarà grande persecuzione dei cristiani e tutto sarà come nel tempo in cui il Mio Gesù affidò la Sua Chiesa a Pietro. Oggi ne abbiamo in abbondanza nell’altare, ma verrà il giorno in cui non si troverà il Prezioso Alimento. I Consacrati berranno il calice amaro del dolore. I Ministri del Mio Gesù che rimarranno fedeli agiranno come all’Inizio del Cristianesimo; Troveranno aiuto nelle case dei fedeli e lì celebreranno la Santa Messa » (n° 4.473, 23/5/2017).

Inoltre la Regina della Pace invita ad una ardimentosa difesa dell’Eucaristia che si traduce in una salvaguardia sia della verità che della realtà della reale Presenza di Cristo nel SS. Sacramento. Dall’altra parte la Vergine SS. invita con forza a stringersi all’Eucaristia con amore, affetto e devozione per trovare in Essa le forze necessarie nel tempo della grande guerra spirituale in cui il gregge fedele di Cristo e Maria sta vivendo oggi.

Quasi in ogni messaggio, infatti, la Regina della Pace ripete a tutti: « nell’Eucaristia è la vostra forza. Cercate forze nell’Eucaristia »:

– « Alimentatevi con l’Eucaristia, perché solamente così potete sostenere il peso della croce. Siate uomini e donne di preghiera » (n° 4.506, 29/07/2017).

Note:

1) Cf Padre M. Sales, Il Nuovo Testamento commentato, vol. 2: Le Lettere degli Apostoli e l’Apocalisse, Scuola tipografica salesiana, Milano 1925, pp. 368-369.

2) L’accomodazione non è un vero senso della Sacra Scrittura ma un’accostamento di convenienza che si fa tra un passo biblico ed una persona o una cosa per una certa corrispondenza che c’è tra il testo e quella determinata cosa o persona. Sarebbe un’accomodazione, per es., l’applicazione che si fa di una pericope biblica ad un santo. In tal caso quel passo si dice che viene “accomodato” al santo per la corrispondenza esisitente tra il contenuto del testo e la vita di quel santo in questione.

3) Sant’Agostino d’Ippona, De Civitate Dei, XX, 19, 3.

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