Qualche parola sull’aspetto storico e socio-politico del Segreto di Fatima, in riferimento alle due immani catastrofi che hanno interessato con forza la storia del secolo scorso producendo disastri a cui la Vergine Immacolata, lanciando i suoi accorati appelli già nel 1917, volle porre rimedio in tempo, se solo le avessimo obbedito con tempismo e solerzia. Si tratta della Seconda Guerra Mondiale e del Comunismo. 

 

Le interazioni che esistono tra la dimensione storico-politica e quella profetica del messaggio di Fatima sono profonde e vorrei coglierle brevemente in questo e nel prossimo articolo. È noto come la Madonna a Fatima abbia messo in evidenza due mali sociali e politici che già infestavano (la prima Guerra mondiale) o erano sul principio di infestare (il Comunismo e la seconda Guerra mondiale) il mondo.

Per quando riguarda la prima Guerra mondiale, va ricordato che l’Europa si precipitò con furore in questa guerra e in alcuni ambienti anche con solido ottimismo: essa veniva vista come esaltazione dell’uomo e occasione per affermare la Nazione o, addirittura, come benefica “purificazione spirituale”, come sostenevano alcuni modernisti cattolici dell’epoca.

Questo mostruoso conflitto fu una “guerra civile europea fratricida”. Lo scoppio fu brutale e improvviso ma fu la logica conseguenza di un fuoco covato da tempo sotto le ceneri e significò una vera e propria catastrofe per l’intera Europa.

Questo evento disastroso, oltre ad essere un’« inutile strage » (1), come denunciò papa Benedetto XV, fu anche, a detta dello stesso Pontefice, il « suicidio dell’Europa civile » (2), dell’Europa cattolica. Perché? È stato dimostrato, in studi dall’indubitabile valore scientifico, che la prima Guerra mondiale fu voluta e pianificata dalla Massoneria per “resettare lo scacchiere europeo”: il suo progetto era quello di costruire la nuova Europa sulle rovine e sulle ceneri dell’Impero austro-ungarico che doveva essere annientato in quanto ultimo baluardo del Sacro Romano Impero, principale ostacolo all’instaurazione della “Repubblica liberale universale” agognata dai massoni dal tempo della Rivoluzione francese (3).

Scopo della guerra nel piano dei massoni, quindi, doveva essere quella di repubblicanizzare e de-cattolicizzare l’Europa, distruggendo tutte le monarchie considerate residuo dell’ordine antico. In questo senso la prima Guerra mondiale doveva completare in tutta Europa ciò che era iniziato con la Rivoluzione francese.

La volontà della Massoneria era, quindi, principalmente quella di distruggere l’Austria cattolica e di rafforzare la Germania protestante. 

L’Europa che uscì dalla Grande Guerra, quella dei “Trattati di Versailles”, fu un’Europa “rivoluzionata”. La rivoluzione trascendeva l’aspetto diplomatico e geo-politico e andava a coinvolgere anche la cultura e la società, la mentalità comune. La caduta dei quattro grandi Imperi europei (austro-ungarico, tedesco, russo, ottomano) significava, di conseguenza, la caduta dell’idea sacrale dell’impero, passo necessario per la costruzione di un’Europa repubblicana di stampo massonico.

Erano state messe, inoltre, le basi per un nuovo e più disastroso conflitto mondiale perché gli equilibri posti a Versailles erano in realtà falsi equilibri che avrebbero presto offerto dei “casus belli” per lo scoppio della seconda Guerra mondiale.

L’ingente compensazione di guerra imposta a Versailles in favore della Francia, infatti, sarebbe stata la causa dell’insorgere di un forte sentimento nazionalista in Germania, che avrebbe trovato poi sfogo nel Nazismo. Inoltre l’assenza di un forte Impero nei territori exasburgici dell’est creò una zona di attrito e di confronto tra i due colossi della Russia e della Germania, in mezzo ai quali gli staterelli neonati non potevano che essere cuscinetti o vittima.

La caduta dell’Impero ottomano e la nascita sulle sue ceneri della moderna Turchia, stato massonico e secolarizzato, provocò come reazione l’insorgenza di movimenti che propugnavano una re-islamizzazione di tutto il Medio Oriente.

Questa seconda Conflagrazione mondiale, infine, oltre alla strage mostruosa di vite umane (stimate attorno ai 55 milioni (4), vide l’acuirsi dello scontro tra Chiesa Cattolica e ideologie, soprattutto il Nazismo e il Comunismo che, benché differenti nelle terminazioni concrete, hanno la medesima origine nei principi della Rivoluzione francese di matrice massonica. Si possono definire come “due ipostasi della stessa sostanza”.

Note:

1) Benedetto XV, Lettera Ai Capi dei popoli belligeranti, 1° agosto 1917, in AAS 9 (I/1917) 423 [421-423]. Il totale delle perdite causate dal conflitto si può stimare a più di 37 milioni, contando più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati, sia militari che civili, cifra che fa della “Grande Guerra” uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana.

2) Idem, Lettera Il 27 aprile 1915, 5 maggio 1917, al cardinale P. Gasparri, Segretario di Stato, affinché i vescovi di tutto il mondo aggiungano nelle Litanie lauretane l’invocazione «Regina Pacis, ora pro nobis», in AAS 9 (I/1917) 265 [265-267].

3) Si veda il libro di François Fejtő, Requiem per l’Impero defunto, Mondadori, Milano 1999, pp. 480.

4) Per la prima volta in una guerra il numero delle vittime civili (30 milioni di persone) fu superiore a quello delle vittime militari (24 milioni).

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