Ma allora come va inteso questo Trionfo? Dalla lettura comparata di molte rivelazioni private autorevoli, sembra risultare che Gesù, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, porterà a compimento il suo disegno intervenendo nel mondo in maniera diretta, in due modi: da una parte come Giudice e, dall’altra, attraverso una nuova e potente effusione dello Spirito Santo.

Che Gesù interverrà come “Giudice giustosignifica che, per misericordia verso i giusti che languiscono in mezzo alle prostituzioni della nuova Babilonia odierna, interverrà castigando e purificando il mondo e la sua stessa Chiesa, anche se la profezia riguardante il castigo sembra essere più o meno condizionata quanto al modo di attuazione e alla quantità di dolori che potranno abbattersi sulla terra, e servirà a separare le « pecore dai capri » (Mt 25,32), eliminando i nemici di Cristo e del suo regno per stabilire la pace, la giustizia e l’autorità della Chiesa nel mondo.

Gesù interverrà, poi, in maniera positiva, effondendo il suo Spirito su tutte le genti. Si esprime qui il concetto di “seconda Pentecoste” o “nuova Pentecoste” che troviamo in molte rivelazioni private, alcune delle quali approvate dalla Chiesa. Tra queste, molto chiare sono le apparizioni della Vergine ad Amsterdam. La Madonna spiegava alla veggente, Ida Peerdeman, il senso e gli effetti di questa effusione grandiosa dello Spirito Santo.

Un messaggio a titolo di esempio è il seguente:

« Sappiate che lo Spirito Santo è più vicino che mai […]. Nel nome della Signora di tutti i popoli pregate il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che verrà adesso più pienamente di quanto sia mai accaduto » (1).

Espressioni simili Ella ha usato con il veggente di Itapiranga, Edson Glauber. In proposito, una volta gli ha rivelato:

« Pregate, pregate per accelerare i tempi nuovi di grandi grazie per l’umanità, quando lo Spirito Santo potentemente verrà di nuovo nel mondo a rinnovare tutte le cose con il suo alito Divino » (2).

Uno straordinario evento di grazia…

Quello che certamente si può dire, quindi, è che il Trionfo sarà un “evento di grazia eccezionale”, unico nel suo genere. Ed essendo questo un’estensione della realtà intima del Cuore di Maria su scala mondiale, è facile capire che vi sarà un’effusione di grazia sul mondo, una specie di “pienezza di grazia” che avrà conseguenze meravigliose nella vita del mondo e della Chiesa, della società, delle legislazioni dei popoli. Insomma, tutto sarà all’insegna della grazia, in un modo tale che nessuna epoca storica ne ha fatto esperienza (qui per approfondire questo aspetto).

Ricapitolando, quindi, « le parole finali della Vergine: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!” […] non sembrano essere prefigurazioni di un imminente fine del mondo, quanto di un ritorno del mondo a Dio, di una forte ri-cristianizzazione della società. Questo sulla scia di autorevoli opinioni e rivelazioni private che vanno da san Luigi Grignion de Montfort, a san Giovanni Bosco, fino a san Massimiliano Maria Kolbe e oltre » (3).

La Pax costantiniana del IV secolo, dopo le brutali persecuzioni contro i cristiani dei primi secoli; l’età carolingia in cui, per opera di Carlo Magno, si compì quell’unione politica, morale e spirituale dei paesi dell’Europa nei principi della Fede cristiana (IX secolo); il “trionfo della Chiesa” durante la restaurazione cattolica dopo la bufera protestante del XVI secolo: tutti questi periodi che hanno in qualche modo rappresentato pagine di splendore e di gloria per la Chiesa, in confronto al Trionfo del Cuore Immacolato sono tutti trionfi “incompiuti”o “parziali” che non reggono il confronto, nel senso che un’èra ancora più luminosa è quella che siamo in attesa di vedere.

Per quanto riguarda la cosiddetta Pax costantiniana, benché vi fu un certo trionfo visibile della Chiesa e la cessazione delle persecuzioni, va onestamente riconosciuto che « nonostante […] la prodigiosa vittoria di Costantino e la protezione da lui accordata alla Chiesa, il periodo della dilatazione del Cristianesimo non può dirsi un periodo di santità; esso anzi fu funestato da eresie, da lotte e soprattutto dalla comparsa di Maometto, caratteristico e feroce anticristo della sua epoca. La Chiesa attende ancora il suo grande periodo di trionfo, soprattutto spirituale, poiché la sua grande aspirazione non è quella di trionfare politicamente, ma di salvare le anime e glorificare il Signore » (4).

Riguardo al Medioevo, invece, non vi è dubbio che insieme ad aspetti importantissimi e di grande merito non fu un vero trionfo della Chiesa di Cristo e del suo regno in terra:

« Il Medioevo fu infatti ambiguo, oscillante e caratterizzato dalla commistione di luce e tenebra, tanto da far quasi pensare di essere costituito da due epoche compresenti e conflittuali in una, come i gemelli Giacobbe ed Esaù che si contrastavano nel seno materno » (5).

Proprio al culmine del periodo medioevale, san Bernardo poteva lamentarsi del fatto che “anche questo nostro mondo ha le sue notti, e non poche!”.

È cosa ben constatabile che « a partire dal XV secolo, queste tenebre riuscirono a produrre la Rivoluzione anticristiana, che lentamente ma progressivamente riuscì ad allontanare dalla vera fede dapprima i ceti dominanti, poi gli Stati e infine interi popoli. Lungo l’età moderna la Chiesa, pur conquistando un nuovo continente, perse proprio quello in cui era nata. Sia il Medioevo che la successiva Controriforma, pur essendo stati periodi storici fausti, splendidi e sinceramente cristiani, restarono però imperfetti, limitati e transitori. Essi dunque non resero a Dio quella gloria piena, globale e duratura che gli devono per rigoroso dovere » (6).

In tutte queste epoche, infatti, « il Regno di Cristo nella Chiesa è rimasto incompiuto sia nel suo aspetto quantitativo che in quello qualitativo. Eppure, è assolutamente certo che Dio non lascia le sue opere incompiute, specialmente quelle che riguardano la gloria del suo divin Figlio. Pertanto, dobbiamo aspettarci l’avvento di una nuova epoca storica il cui il Regno si realizzerà pienamente in entrambi quei due aspetti. Ciò si realizzerà quando la Chiesa si riformerà profondamente e restaurerà la cristianità, risanando il moderno divorzio tra vita e Fede, tra civiltà e Religione, tra Stato e Chiesa » (7).

L’impossibilità (nel senso di sconvenienza) che i progetti di Dio rimangano frustrati è un argomento importante che, se non può dirsi principio necessitante, quanto meno apre, anche dal punto di vista razionale oltre che teologico, alla positiva probabilità che Cristo, con un atto di perfetta Giustizia e Onnipotenza, instauri pienamente il suo regno sulla terra attraverso una Chiesa totalmente rinnovata; in questo modo essa, Corpo mistico del Salvatore, potrà dare a Dio Unitrino una gloria che si avvicini quanto più possibile a quella che gli rese Cristo, Verbo Incarnato, e che fu perfetta, completa, del tutto soddisfacente la divina Giustizia.

Cristo è Sposo e Signore della sua Chiesa, il Capo delle sue le sue membra mistiche. Vi sono qui tutti i fondamenti teologici per affermare che la Chiesa, Sposa del Redentore, deve al suo Capo, Signore e Salvatore, per stretta giustizia, quella gloria a cui è obbligata per essere stata da Lui voluta, edificata, redenta, purificata, liberata dalla schiavitù del peccato e del regno di satana. È giusto affermare, quindi, che « sembra molto più conforme alla dignità dell’uomo-Dio e della sapienza di suo Padre, che questo trionfo non venga prorogato all’eternità. Se l’uomo-Dio è Re della terra come lo è del Cielo, perché mai il suo regno non dovrebbe stabilirsi anche sulla terra come in Cielo? Questa gloria, ch’Egli riceverebbe da tutti i popoli liberamente sottomessi al suo imperio, non gli è forse dovuta sotto tutti gli aspetti? E se gli è dovuta, potrà forse suo Padre rifiutargliela […]? D’altra parte, Dio si è pronunciato: Egli ha promesso di dare a suo Figlio le nazioni in eredità [Sal 2,6ss] […]. Siamo persuasi che il regno universale di Gesù Cristo sulla terra cesserà un giorno di essere solo un regno di diritto per diventarlo anche di fatto » (8).

Note:

1) Apparizioni di Amsterdam, 31 maggio 1955 (messaggio della Madonna a Ida Peerdeman).

2) Apparizioni di Itapiranga, 27 dicembre 2014 (messaggio della Madonna a Edson Glauber).

3) C. Gnerre, A quasi cent’anni da Fatima: http://www.civiltacristiana.com/a-quasi-cento-anni-da-fatima/

4) Don D. Ruotolo, La Sacra Scrittura. Psicologia – Commento – Meditazione, vol. XXIV: San Giovanni, L’Apocalisse, Casa Mariana Editrice-Apostolato Stampa, Napoli 2013, p. 514.

5) G. K. Chesterton, Tommaso d’Aquino, Guida, Napoli 1992, p. 54. Il grande apologeta anglosassone chiarisce bene che la cristianizzazione che si ebbe nel periodo medievale ebbe precisi e gravi difetti: innanzitutto fu imperfetta; inoltre fu limitata ad una area geografica ristretta; infine durò per un periodo storico relativamente breve.

6) G. Vignelli, Fine del mondo? O avvento del Regno di Maria?, Fede & Cultura, Verona 2013, p. 63.

7) Ivi, p. 83.

8) H. Ramière, Le Royaume de Jésus Christ dans l’histoire, Périsse Frères, Paris-Lyon 1870, c. XIII, parr. 1 e 2; c. XV, par. 5.

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