Eccoci giunti al “cuore” spirituale della presentazione delle apparizioni e dei messaggi della Madre del Verbo a Kibeho, la sezione che riguarda i “farmaci” da prendere contro i mali moderni e le armi da brandire per la buona battaglia spirituale. Non poteva essere diversamente: preghiera e sacrificio!

 

Come nella vita biologica il rimedio è più determinante del male che si intende con esso rimuovere, la stessa cosa vale per le realtà spirituali: le soluzioni alle possibili catastrofi che la Madonna, qui come altrove, offre agli uomni sono e devono considerarsi il cuore del suo messaggio e il motivo principale della sua presenza materna.

Anche a Kibeho, come altrove, la Madonna ha voluto porre l’accento su due realtà basilari della vita cristiana, nel senso proprio del termine come dimensioni che costituiscono le fondamenta della medesima. Come spesso accade nel caso delle autentiche manifestazioni mariane, è anzitutto la vita  dei veggenti esemplare a tal proposito indicando plasticamente l’urgenza della preghiera e del sacrificio per la salvezza del mondo.

Alla Vergine SS. devono stare davvero a cuore se le sue parole e le sue richieste sono molto esigenti. Alphonsine arrivò a fare anche due settimane di digiuno consecutivo, nutrendosi solo dell’Ostia consacrata e, dopo la prima settimana, di un po’ d’acqua. E non fu la sola fra i veggenti: altri fecero digiuni persino più lunghi, mentre i medici che li tenevano sotto controllo non riuscivano a spiegarsi come facessero a rimanere vivi.

I veggenti, interrogati, spiegavano che quei digiuni erano stati chiesti da Gesù e dalla Vergine Maria per rendere attiva la partecipazione alla Passione di Gesù e attuare il messaggio di penitenza comunicato a Kibeho. Dicevano che era anche un modo per imitare il digiuno di Gesù nel deserto, dove Egli ebbe fame e sete, dedicandosi alla preghiera e alla penitenza in perfetta sottomissione alla volontà del Padre Celeste. Questi particolari digiuni e penitenze dei ragazzi di Kibeho si iscrivono all’interno dei fenomeni mistici e carismatici e, come tali, non sono richesti a tutti i fedeli, ognuno però non è di certo esonerato da mettere in pratica il messaggio della Madre del Verbo con la generosità propria che compete ai figli di Dio.

Vale e sempre varrà questo principio nell’economia della salvezza: “nella Chiesa chi predica fa molto, chi prega fa ancora di più, chi soffre fa tutto”. La preghiera e la penitenza, infatti, sono sempre finalizzate alla conversione del cuore, al cambiamento di vita totale, alla santità. E, in effetti, questa pienezza di vita cristiana, questa intergalità del credere e del vivere da battezzati, è  una delle cose su cui la Madre del Verbo, durante le sue visite celesti, ha insistito di più:

“Ho visto che il mondo era quasi moribondo, e quando sono venuta in suo soccorso, voi avete rifiutato (…). Bisogna essere ferventi in una preghiera sincera e perseveranti nel cammino di conversione interiore. Satana (…) infuria contro di voi perché si rende conto che nella comunità ci sono molti che non mi amano. Ma non abbiate paura perché Io sono con voi per proteggervi”. L’accenno alla presenza e all’azione del nemico infernale è significativo. La Madre Immacolata è una profonda conoscitrice delle arti maligne del demonio e, nella sua bontà, mette in guardia i suoi figli. Niente leggerezza su questo  punto. Bisogna sempre essere vigilanti e pregare molto, come ricorda Nostro Signore nel Vangelo, per avvistare e vincere il serpente infernale.

Di seguito alcune significative parole della Madonna lasciate ad una veggente sul tema della preghiera e della penitenza:

Prega ininterrottamente. E’ questo il compito che ti affido nella tua condizione di sofferenza (…). Mentre tu sei ancora su questa terra, tu devi contribuire per la salvezza di molti uomini caduti nel baratro. Ti incarico di toglierli di là, collaborando con Me (…). Nella sofferenza si trova il vero amore. Ma questa sofferenza dovrà essere accettata con sincerità”.

E ancora: “Raddoppiate lo zelo, figlia mia, per la preghiera in favore del mondo, affinché i peccati diminuiscano e siano perdonati a coloro che lo desiderano”.

“Dobbiamo dedicarci alla preghiera ­- aggiungeva la veggente Alphonsine ­- dobbiamo sviluppare in noi stessi le virtù della carità, della disponibilità e dell’umiltà”. Il 27 marzo 1982 la Madonna chiedeva a Marie Claire: “Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi per ricevere la grazia di pentirvi”.

Nell’apparizione del 31 maggio 1982, a Marie­Claire la Madonna spegò che la sua preghiera preferita accanto al Rosario era quella della Corona dei Sette Dolori. Si tratta di sette misteri ­composti ciascuno da sette Ave Maria in cui si considerano i sette dolori principali nella vita della Madonna. Lei la definisce la sua “preghiera preferita” e la ragione non è difficiele da comprendersi:  grandi sono state le sue sofferenze per nostro amore e noi saremmo figli ingrati se non ce ne ricordassimo con grande riconoscenza. Questa ingratitutide e dimenticanza ferisce il Cuore della Madre che, per questo, chiede di commemorare il suo amore per mezzo del quale, nel sangue dell’anima, ci ha rigenerati alla grazia col Figlio Gesù.

I sette dolori della Madre Addolorata che compongono la Corona sono quelli che la Chiesa da sempre commemora nella Liturgia e nella pratica devozionale:

  • primo dolore: Il vecchio Simeone annuncia a Maria che una spada di dolore le trapasserà l’anima;
  • secondo dolore: Maria fugge in Egitto con Gesù e Giuseppe;
  • terzo dolore: Lo smarrimento di Gesù;
  • quarto dolore: Maria incontra suo Figlio carico della Croce;
  • quinto dolore: Maria sta presso la Croce del Figlio;
  • sesto dolore: Maria riceve il corpo inanimato di suo Figlio;
  • settimo dolore: Maria si reca alla tomba di Gesù

Facciamo in modo che diventi, questa Corona tanto amata dalla Madonna, anche una delle nostre preghiere preferite per poter rallegrare Colei che merita il nostro ascolto e la nostra obbedienza filiale.

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