In una sua recente conferenza sul messaggio di Fatima (Galt House, Louisville, Kentucky 22 luglio 2017) Card. R. L. Burke, oltre ad offrire un ampio stralcio sulla crisi della Chiesa e del mondo e del modo migliore per affrontarla, ha affermato senza esitazione che il Terzo Segreto di Fatima parla dell’apostasia nella Chiesa. Il discorso è così bello che ho pensato di offrirlo ai lettori facendo notare che quella del Card. Burke è solo l’ultima di una schiera numerosissima di voci di eminenti figure della Chiesa che concordano sul fatto che il tema terribile dell’apostasia nella Chiesa è presente nel messaggio-segreto di Fatima ed uno dei temi più cogenti della profezia trasmessa al mondo dalla Regina del Rosario.

Il testo della conferenza del card. Burke è stato tradotto in italiano (« Il Messaggio di Fatima: Pace per il mondo » – Raymond Leo card. Burke) ed è reperibile in italiano integralemente qui. Ne riporto ampi stralci, le parti che mi sono sembrate più significative. I titoli all’inizio delle sezioni, i grassetti e i corsivi sono miei e li ho inseriti per facilitare la recezione e l’assimilazione del contenuto.
Buona lettura.

 

1. L’importante conferenza di Card. Burke

I. Sulla situazione nel mondo

“Viviamo nei momenti più turbolenti del mondo e anche della Chiesa. La secolarizzazione ha devastato la cultura di molte nazioni, specialmente in Occidente, alienando la cultura dalla sua unica vera fonte in Dio e nel Suo progetto per noi e per il nostro mondo. Ed ecco l’attacco giornaliero e diffuso contro la vita umana innocente e indifesa con la conseguente violenza senza precedenti nella vita familiare e nella società in generale. Ed ecco l’ ideologia del genere sempre più virulenta, che propaga una totale confusione sulla nostra identità maschile e femminile, e porta alla profonda infelicità e persino alla diffusa autodistruzione nella società.

Ed ecco anche il diniego della libertà religiosa che tenta di ostacolare, se non scongiurare completamente, qualsiasi discorso pubblico su Dio e il nostro indispensabile rapporto con Lui. Con la negazione della libertà religiosa accade che le persone timorate di Dio sono forzate ad agire contro la loro retta coscienza, cioè contro la legge di Dio scritta nel cuore dell’uomo. In paesi che si presumono liberi, il governo impone alla prassi sociale l’aborto, la sterilizzazione, la contraccezione, l’eutanasia e la mancanza di rispetto per la sessualità umana, fino al punto da indottrinare i bambini piccoli con l’iniqua “teoria del gender“. Allo stesso tempo, il materialismo ateo e il relativismo conducono alla ricerca senza scrupoli di salute, piacere e potere, mentre le norme di legge, dettate dalla giustizia, sono calpestate (…)”.

II. Sulla confusione nella Chiesa

“In modo diabolico, la confusione e l’errore che ha portato la cultura umana verso morte e distruzione sono entrati anche nella Chiesa, così che essa si avvicina alla cultura senza mostrar di conoscere la propria identità e missione, senza mostrare la chiarezza e il coraggio di annunciare il Vangelo della Vita e dell’Amore Divino alla cultura radicalmente secolarizzata.

Ad esempio, dopo che il 30 giugno il Parlamento tedesco ha deciso di accettare il cosiddetto “matrimonio omosessuale”, il Presidente della Conferenza Episcopale tedesca ha dichiarato che la decisione non era una preoccupazione importante per la Chiesa che, secondo lui, dovrebbe essere più preoccupata per l’intolleranza verso le persone omosessuali” (…).

“Recentemente, il 4 marzo scorso, quando ho parlato con il cardinale Meisner di Colonia, egli era sereno, ma, al tempo stesso, ha espresso la sua determinazione a continuare il combattimento per Cristo e per le verità che ci insegna, in una linea ininterrotta, attraverso la Tradizione Apostolica.

La fedeltà del cardinale Meisner al suo ufficio di pastore del gregge, anche dopo la cessazione della carica di Arcivescovo di Colonia, è stata una straordinaria fonte di forza per molti altri pastori della Chiesa che lottano ogni giorno per guidare il gregge alla maniera di Cristo. Chissà perché mai molti pastori tacciono sulla situazione in cui si trova la Chiesa o hanno abbandonato la chiarezza del suo insegnamento per la confusione e l’errore, pensando erroneamente di affrontare in modo più efficace il collasso totale della cultura cristiana” (…).

“Qualche tempo fa, un cardinale a Roma ha commentato quanto sia bene che i media secolari non attacchino più la Chiesa, come avveniva così ferocemente durante il pontificato di papa Benedetto XVI. La mia risposta è stata che l’approvazione dei media secolari è per me, al contrario, segno che la Chiesa sta fallendo nella sua chiara e coraggiosa testimonianza al mondo per la salvezza del mondo” (…).

“La pienezza del potere (plenitudo potestatis) indispensabile per l’esercizio dell’ufficio del Successore di Pietro è falsamente rappresentata come potere assoluto, tradendo così il Primato del successore Pietro che è il primo tra noi nell’obbedire a Cristo vivente per noi nella Chiesa attraverso la Tradizione Apostolica.

Le voci secolari promuovono l’immagine del Papa come riformatore rivoluzionario, cioè come colui che intraprende la riforma della Chiesa rompendo con la tradizione, con la norma della fede (regula fidei) e la corrispondente norma di legge (regula iuris).

Ma l’ufficio di Pietro non ha nulla a che fare con la rivoluzione, che è soprattutto un termine politico e mondano” (…). La pienezza del potere, l’esercizio senza ostacoli dell’ufficio del Romano Pontefice, servono proprio a proteggerlo da quel tipo di pensiero mondano e relativista che porta alla confusione e alla divisione. Inoltre gli permettono di annunciare e difendere la fede nella sua integrità” (…).

“Ricordo che uno degli eminenti padri della sessione straordinaria del Sinodo dei Vescovi, tenutosi nel mese di ottobre del 2014, mi si è avvicinato durante una pausa per dirmi: “Cosa sta succedendo? Chi di noi sostiene ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato è ora chiamato nemico del Papa?”. Con la conseguenza che si è tentati di rimanere in silenzio o di cercare di spiegare la dottrina con un linguaggio che confonde o addirittura contraddice la dottrina. Sento il dovere di correggere la comprensione dei fedeli sull’insegnamento della Chiesa e sulle dichiarazioni del Papa col metodo di distinguere, come ha sempre fatto la Chiesa, le parole dell’uomo che è papa dalle parole del papa come vicario di Cristo in terra” (…).

“Nel Medioevo, la Chiesa ha parlato dei due ‘corpi’ del Papa: il corpo dell’uomo e il corpo del Vicario di Cristo (…)”. Papa Francesco ha scelto di parlare spesso nel suo primo corpo, quello dell’uomo che è Papa. Infatti, anche nei documenti che in passato hanno rappresentato un insegnamento più solenne, egli afferma chiaramente che non sta offrendo insegnamenti magisteriali ma il suo pensiero. Tuttavia coloro che sono abituati ad un diverso modo di parlare papale vogliono fare di ogni sua affermazione Magistero. Ciò è contrario alla ragione e a ciò che la Chiesa ha sempre creduto. È semplicemente sbagliato e dannoso alla Chiesa ricevere ogni dichiarazione del Santo Padre come espressione dell’insegnamento papale o magistero” (…).

“Qualsiasi dichiarazione del Romano Pontefice deve essere compresa nel contesto dell’insegnamento e della pratica costante della Chiesa, affinché la confusione e la divisione dell’insegnamento e della pratica della Chiesa non entrino nel suo corpo a grande danno delle anime e grande danno dell’evangelizzazione del mondo” (…).

“Pur mantenendo saldamente la fede cattolica per quanto riguarda l’Ufficio Petrino, non possiamo cadere in un’idolatria del papato che renda ogni parola pronunciata dal Papa come dottrina, anche se viene interpretata in modo contrario alla stessa parola di Cristo, ad esempio, per quanto riguarda l’indissolubilità del matrimonio” (…).

“Non si tratta di un legittimo cosiddetto “pluralismo” nella Chiesa, che è una legittima differenza di opinione teologica. I fedeli non sono liberi di seguire le opinioni teologiche che contraddicono la dottrina contenuta nelle Sacre Scritture e nella Sacra Tradizione e confermata dal Magistero ordinario, anche se tali opinioni trovano ampia udienza nella Chiesa e non vengono corrette dai suoi pastori come sono invece obbligati a fare” (…).

II. Sul messaggio e sul segreto di Fatima

“Osservando il centenario delle apparizioni di Nostra Signora di Fatima, dobbiamo ricordare come il suo messaggio o, come viene chiamato: il suo segreto, è destinato principalmente ad affrontare l’apostasia diffusa nella Chiesa e il fallimento dei suoi pastori nel correggerlo.

Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è, innanzitutto e principalmente, il trionfo della Fede che ci insegna qual è il giusto rapporto con Dio e con gli altri” (…).

III. La nostra risposta in questi tempi apocalittici…

“Quale poi deve essere la nostra risposta ai tempi estremamente difficili in cui viviamo, tempi che realisticamente sembrano apocalittici? Deve essere la risposta della fede, della fede nel Nostro Signore Gesù Cristo che è vivo per noi nella Chiesa” (…). Conosciamo quanto ci insegna Cristo nella Chiesa. È contenuto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che è l’insegnamento ufficiale della Chiesa. Il suo insegnamento non cambia. In mezzo alla confusione e alla divisione attuale, dobbiamo studiare più attentamente gli insegnamenti della fede contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica e essere disposti a difendere quegli insegnamenti contro ogni falsità che possa erodere la fede e quindi l’unità della Chiesa” (…).

“Per rimanere completamente uniti a Cristo, per essere un cuore solo con il Sacro Cuore di Gesù, dobbiamo andare alla Beata Vergine Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa, per imitare l’unità del suo Cuore Immacolato con il glorioso cuore trafitto di Gesù e per chiedere la sua materna intercessione” (…).

“Invocando l’intercessione della Beata Vergine Maria, dobbiamo anche invocare frequentemente durante il giorno l’intercessione di San Michele Arcangelo. Non c’è dubbio che la Chiesa si trovi a vivere un momento particolarmente feroce di battaglia contro le forze del male, contro Satana e le sue coorti. C’è un coinvolgimento decisamente diabolico nella confusione, divisione e errore sempre diffusi all’interno della Chiesa” (…).

“La nostra Madre benedetta ci rende consapevoli della nostra comunione con tutti i santi e, in modo particolare, con san Giuseppe, il suo casto sposo e padre adottivo del suo divin Figlio. San Giuseppe è il patrono della Chiesa universale. Dobbiamo pregare ogni giorno per la pace della Chiesa, per la sua protezione contro ogni forma di confusione e divisione che sono sempre opera di Satana. Non senza ragione, uno dei titoli di San Giuseppe è “Terrore dei demoni”. Come buon padre, intercederà per la Chiesa, il Corpo Mistico di Cristo.

La nostra Madre ci conduce anche a chiedere l’intercessione di San Pietro per il suo successore, Papa Francesco, perché sappia risolvere al meglio la grave situazione del mondo e della Chiesa, insegnando fedelmente la parola di Cristo e indirizzandolo al comportamento amorevole e fermo di un vero padre spirituale per la situazione del mondo d’oggi” (…).

“Avvicinandoci alla Madre di Dio che ci conduce in modo incessante al suo Divin Figlio, dobbiamo rimanere sereni in ragione della nostra fede in Cristo che non permetterà alle “porte dell’inferno” di prevalere contro la sua Chiesa. Serenità non significa ignorare o negare la gravità della situazione in cui si trovano il mondo e la Chiesa. Significa piuttosto che siamo pienamente consapevoli della gravità della situazione, mentre allo stesso tempo presentiamo tutte le esigenze del mondo e della Chiesa a Cristo nostro Salvatore per intercessione della Beata Vergine Maria, San Michele Arcangelo, San Giuseppe, e tutta la comunione dei santi.

Serenità significa che non cediamo ad una disperazione mondana che si esprime in modi aggressivi e ingiuriosi. La nostra fiducia è in Cristo. Sì, dobbiamo fare tutto quanto è in nostro potere per difendere la nostra fede cattolica in qualsiasi circostanza in cui è sotto attacco, ma sappiamo che la vittoria appartiene in definitiva e unicamente a Cristo. Così, quando noi abbiamo fatto tutto quello che possiamo, restiamo in pace, anche se riconosciamo che rimaniamo “servi inutili” (…).

“È mia speranza che queste riflessioni siano utili per vivere la vostra fede cattolica il più pienamente e perfettamente possibile in questi tempi travagliati. Spero, in modo particolare, che vi aiuteranno a vivere la vita della pace secondo il Cuore Immacolato di Maria, dal quale il Figlio di Dio ha preso un cuore umano, al fine di acquistare la pace per i nostri cuori per sempre” (…).

“Non dubitiamo mai che la Beata Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Grazia Divina, ci condurrà al suo Divin Figlio, affinché i nostri cuori, una cosa sola con il suo Cuore Immacolato, possano sempre riposare nel Suo Cuore, unica fonte della nostra salvezza”.

Conclusione (nostra):

La nostra più sentita gratitudine al Cardinale per la sua “parresia” apostolica! Parlare con verità, denunciare l’errore, annunciare la vera e non falsa speraza che non elude la prospettiva della croce ma la contempla come possibilità reale e attuale per i veri credenti fedeli a Dio e alla sua Chiesa oggi e come unico strumento per ottenere la Pace che attendiamo con il Regno del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

E’ di pastori che agiscono e parlano in questo modo che il popolo di Dio ha urgente bisogno oggi più che mai!!

 

2. Il Cardinal Burke ritorna sul tema

In una intervista a The Wanderer risalente ad un mese e mezzo fa (16 agosto 2017), Card. Burke è ritornato sul tema del Segreto di Fatima.

Il contesto che fa da sfondo alle sue dichiarazioni su questo tema è il problema dello scisma nella Chiesa, situazione che gli sta molto a cuore. Il Cardinale ha affermato che i fedeli cattolici, delusi dal governo della Chiesa da parte di Papa Francesco, non devono indulgere ad alcuna nozione di “scisma”. E ha detto:

« La gente parla di uno scisma de facto. Sono assolutamente contrario a qualunque forma di scissione formale – uno scisma non potrebbe mai essere corretto. Tuttavia, le persone possono vivere in una situazione scismatica se l’insegnamento di Cristo è stato abbandonato. La parola più appropriata sarebbe quella usata dalla Madonna nel suo Messaggio di Fatima: apostasia. Ci può essere apostasia all’interno della Chiesa e questo, infatti, è ciò che sta succedendo ».

Ed ha aggiunto: « Nostra Signora l’ha attribuito al fallimento dei pastori nel portare la Chiesa all’unità ».

 

 

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