Questa sezione è, nella geometria dell’analisi degli eventi mariani di Akita, il cuore, la sezione più rilevante di questa presentazione. Il parallelo con le epifanie mariane di Amsterdam, infatti, permetterà di trattare tematiche decisive che si scoprono ad una analisi attenta dei fatti e dei messaggi.

Personalmente sono del parere che la tra le apparizioni di Amsterdam e quelle di Akita intercorra una relazione ancora più stretta che tra queste ultime e quelle di Fatima. Soprattutto per un fatto molto semplice: fu una statuetta raffigurante la Signora di tutti i Popoli che pianse e essudò sangue e diede i suoi messaggi nella diocesi di Niigata.

Ricordo, per dovere di cronaca, che le apparizioni ad Amsterdam della Signora di tutti i Popoli iniziarono nel 1945 e si conclusero nel 1959. Nel 1996 fu autorizzata ufficialmente la venerazione pubblica della Signora di tutti i Popoli e nel 2002 il vescovo della diocesi di Haarlem, mons. J. M. Punt, ha riconosciuto l’origine soprannaturale delle apparizioni di Amsterdam.

Vi sono altri legami di carattere storico che intercorrono tra queste due serie di mariofanie. Prima che la Madonna, parlando da una statua della Signora di tutti i Popoli, desse dei messaggi a Suor Agnes Sasagawa ad Akita, la comunità della veggente delle “Ancelle del S.S. Sacramento” era venuto a contatto con i messaggi di Amsterdam e la Superiora aveva commissionato ad uno scultore locale una statua sul modello dell’immagine raffigurata nella preghiera della Signora di tutti i Popoli.

Più tardi, poi, suor Sasagawa ebbe la visione di un angelo che recitò con lei quella preghiera. Successivamente la suora si recò in pellegrinaggio presso il Santuario della Signora di tutti i Popoli.

In risposta alla richiesta scritta di mons. Bomers, a quel tempo Vescovo della diocesi di Haarlem, circa il riconoscimento di Akita e le relazioni con Amsterdam, nel 1989 mons. Ito diede una risposta positiva che non lascia spazio ad alcun dubbio.

Ma sono soprattutto le “sintonie” dal punto di vista teologico e spirituale tra le due serie di apparizioni mariane che costituiscono la parte più importante ed interessante da scoprire.

La Madre Corredentrice

La realtà che fa da cerniera tra Akita ed Amsterdam è la dottrina della “Corredenzione mariana”. Nostra Signora si è voluta servire, per meglio trasmette questa verità, del segno sensibile delle stimmate raffigurate sia nell’immagine della Signora di tutti i Popoli di Amsterdam e soprattutto scolpite in maniera viva sulla statua lignea di Akita.

Da questo nucleo comune poi si aprono altre riflessioni che traiamo esplicitamente dal messaggio di Amsterdam ma che, implicitamente, non sono assenti all’interno di quello di Akita. Prima di presentare le micro­sezioni che sviluppano il nostro argomento, ecco una spiegazione che ci introduce nel grande mistero della cooperazione di Maria all’opera della Redenzione.

Cosa si intende con “Corredenzione?”. Risponde un noto teologo:

« La corredenzione, nel suo farsi, è la cooperazione stessa di Maria al fianco ed in subordine a Cristo per la Redenzione del genere umano (…). Sulla terra si svolge il momento della cooperazione immediata di Maria e quindi della sua partecipazione immediata alla Redenzione di Cristo. Sulla terra, infatti, si realizza e diventa operante quel “principio di associazione”, detto anche corredenzione associativa, che venne già formulato da Pio IX e Leone XIII (…) e successivamente da Pio XII che ebbe consueto il concetto di socia, associata, consociata, coniunctio, coniuncta. Come per dire: si, il Redentore è Cristo e soltanto Cristo, ma la rivelazione del progetto salvifico del Padre attesta che la Redenzione non si sarebbe effettuata senza il personale, diretto ed immediato contributo di Maria. Un contributo certamente (…) subordinato (…) ma sempre contributo di meriti corredentivi, maturati da Maria accanto a Cristo, in subordine a Cristo, al servizio di Cristo » (1).

È tutta la vita della Madonna ad essere segnata da questa “opera missionaria” in favore del
genere umano, opera che non ha avuto atto solo in una fase determinata della sua vita terrena, a scadenza ridotta per così dire. Al contrario « un tale merito (della Vergine Maria) maturò nel tempo che va dal “Si” all’Angelo dell’Annunciazione fin allo “stare(Gv 19,25) di Maria sulla balza del Golgota, imporporata dal Sangue del Figlio » (2).

Questa universalità anche nel suo aspetto temporale (cioè una vita intera all’insegna della sofferenza corredentiva) va tenuta presente anche per comprendere l’azione di Maria quale Mediatrice universale, con una giurisdizione su tutte le grazie che da Dio giungono fino agli uomini.

Note:

1) B. Gherardini, Assunta in cielo perché corredentrice sulla terra, in Assunta al cielo perché Corredentrice sulla terra, Atti del simposio internazionale sull’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo, Casa Mariana Editrice, Frigento 2013, p. 78.

2) Ivi.

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