1. La statua lignea di Akita

Il rilievo della sofferenza fisica oltre che spirituale di Maria, oltre ad essere stato teorizzato da numerosi teologi in linea perfetta con la Dottrina Cattolica, è stato espressivamente mostrato ad Akita.

La statuetta da cui ha parlato la Vergine SS., infatti, che ha essudato sangue per ben 101 volte nel corso dei sei anni e 8 mesi successivi alle apparizioni,  evidenziò un fenomeno unico ­(per quanto mi risulti)­ nella storia delle apparizioni mariane, almeno di quelle approvate: versò ripetutamente sangue dalla mano destra, fino a farne colare delle gocce a terra.

La comunità religiosa ne delle suore restò letteralmente sbalordita. Il significato teologico-spirituale di tale fenomeno è altissimo.

Durante una locuzione suor Agnès percepì le seguenti parole: « Conserva preziosamente il ricordo del sangue di Maria ed incidilo bene nel tuo cuore; questo sangue versato ha un significato profondo (…) per la conversione di tutti i peccatori ».

René Laurentin commenta così il fenomeno della profusione del sangue e il significato della locuzione: « Il messaggio si inscrive dunque nell’ambito della parola profonda di Arnaud de Chartres: sul calvario, Gesù versava il sangue del corpo e Maria quello del cuore » (1).

Un altro fatto straordinario ci aiuta a penetrare ancor più profondamente all’interno di questo mistero del dolore di Maria Addolorata. Allorché M. Saburo Wasaka, lo scultore che aveva realizzato la statua, si recò presso il convento delle suore, osservò la statua e lasciò questa impressionante testimonianza: « Due sono le cose che mi hanno colpito: le guancie che avevo scolpito si erano incavate, il viso sembrava aver ceduto; il suo colore era diventato marrone scuro, l’espressione era divenuta più penetrante » (2). Un fatto, questo, che lascia senza parole. Come se non bastasse, dopo del tempo la statua si spaccò in più punti perché ormai consunta.

2. L’Immagine della Signora di tutti i Popoli

Una speciale attenzione ora va posta, in parallelo, sulla significativa immagine donata ad Amsterdam dalla Signora di tutti i Popoli che, in ben sei messaggi, la descrisse e spiegò in dettaglio con profonda precisione teologica.

Trai diversi elementi simbolici significativi spiccano, non vi è dubbio, la mani stimmatizzate della Signora, le quali recano delle ferite che emanano raggi.

La Signora manifesta, attraverso questo per certi versi “brutale” ma veracissimo simbolismo, da una parte quella sofferenza spirituale a anche fisica che Ella patì unitamente al Figlio divino per la redenzione del mondo e dall’altra il suo totale arbitrio sulle grazie che Lei, in qualità di Mediatrice universale, può distribuire agli uomini.

Al centro delle mani della Vergine Santissima, la veggente Ida vedeva come una ferita dalla quale scaturivano tre raggi che s’irradiavano sulle pecore (le anime). La Signora, sorridendo, le disse: « Questi sono tre raggi, i raggi di Grazia, Redenzione e Pace ».

Grazia del Padre, Redenzione del Figlio e Pace dello Spirito Santo.

Ricordate la Medaglia miracolosa? Anche lì si trova il l’immagine dei raggi per simboleggiare le grazie elargite dalla Madonna.

E’ come, però, se ci fosse una progressione nella manifestazione di questa verità, di questo ruolo mariano: sulla Medaglia miracolosa le grazie provenivano dai diademi preziosi che portava alle dita; ad Amsterdam, invece, è dalle sue mani piagate che esse fuoriescono! La didascalia di questi simbolismi? “Si, Maria Immacolata è la Mediatrice di tutte le grazie (Medaglia miracolosa) ma, se lo può essere, è perché prima è stata Corredentrice patendo con il Figlio per il riscatto del mondo peccatore ed infedele. Così insegna il papa Benedetto XV: la Vergine Santissima « patì e quasi morì col Figlio paziente e morente […], immolò il Figlio suo per placare la divina giustizia, dimodoché a ragione si può dire che Ella ha redento il genere umano assieme a Gesù Cristo » (3).

Amici e fratelli, che raffinata Teologia! È proprio sul solido fondamento di queste verità che la riguardano che Lei può fare questa sublime rivelazione: « Ho posto i miei piedi fermamente sul globo perché in questo tempo il Padre e il Figlio vogliono portarmi in questo mondo come Corredentrice, Mediatrice e Avvocata ».

Nel messaggio di Nostra Signora di tutti i popoli di Amsterdam, così, troviamo un’immagine di una forza straordinaria per significare la sua partecipazione, consumatasi nel dolore e nel sangue, all’opera magna della Redenzione.

Note:

1) R. Laurentin, Akita, in R. Laurentin – P. Sbalchiero, Dizionario delle «apparizioni» della Vergine Maria, Edizioni Art, Roma 2010, p. 825.

2) Ivi, p. 826

3) Benedetto XV, Lettera Apostolica Inter sodalicia, 22 marzo 1918, in AAS 10 (1918) 182 [181-185].

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