Nell’affrontare il discorso sulle apparizioni mariane moderne, a mio avviso è di capitale importanza cogliere quella che definisco « urgenza profetica » (1) delle apparizioni mariane (nello specifico di quelle moderne-contemporanee) per cui, per comprendere il loro pieno significato, come affermava il card. Ivan Dias, bisogna collocarle in un contesto dalle sfumature profetiche e apocalittiche, vale a dire « nel più largo contesto della lotta permanente e feroce esistente tra le forze del bene e del male fin dal principio della storia dell’umanità, nel giardino del Paradiso, e che continuerà fino alla fine dei tempi » (2).

È innegabile che « oggi la prima grande interpretazione profetica della storia che ci propone la Madonna consiste nel sollecitarci una particolare attenzione, in quanto la battaglia che si svolge nel mondo e della quale scorgiamo i fenomeni, in realtà, è la grande battaglia tra il bene e il male, fra la luce e le tenebre. Nel medesimo tempo la Madonna ci dice che questa battaglia è stata già vinta da Cristo, mediante la sua morte e la sua Resurrezione. E con Lui siamo chiamati anche noi a vincere » (3).

Come fa notare il giornalista cattolico Antonio Socci, « in duemila anni di storia della Chiesa mai, veramente mai, si è avuta una tale concentrazione di apparizioni mariane [come oggi] e una tale concentrazione di profezie che – tutte convergenti – indicano il nostro tempo come un tempo di svolta quasi apocalittica […]. Le apparizioni mariane a cui mi riferisco iniziano a Parigi nel 1830, in Rue du Bac, e arrivano a quelle di Kibeho, in Ruanda, pochi anni fa. Parlo quindi di casi il cui carattere soprannaturale è stato riconosciuto dalla Chiesa Cattolica » (4).

A sostegno delle sue riflessioni, A. Socci spiega che non sono solo le profezie di mistici e profeti autorevoli che unanimemente convergono tra loro a farlo riflettere su questo carattere unico dei nostri tempi e delle apparizioni mariane più recenti ma anche e soprattutto gli ultimi pontefici del Novecento che hanno preso coscienza di ciò che stava accadendo e di ciò che sarebbe accaduto alla Chiesa, parlando in modo chiaro dei drammi e delle tragedie che si prospettavano sullo scenario se l’umanità non avesse invertito rotta. E riporta alcune testimonianze dei papi Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI:

  • « oggi quasi tutta l’umanità va rapidamente dividendosi in due schiere opposte, con Cristo o contro Cristo. Il genere umano al presente attraversa una formidabile crisi che si risolverà in salvezza con Cristo o in funestissime rovine » (Pio XII, 1951);
  • « noi diciamo: il mondo è in pericolo. Perciò noi siamo venuti ai piedi della Regina della Pace a domandarle, come dono, la pace che solo Dio può dare […]. Uomini, pensate alla gravità e alla grandezza di quest’ora, che può essere decisiva per la storia della presente e della futura generazione » (Paolo VI, 1967, pellegrinaggio a Fatima);
  • « c’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede sopra la terra?”[…]. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non-cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia » (Paolo VI a Jean Guitton);
  • « ci troviamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai visto. Non penso che la comunità cristiana l’abbia compreso totalmente. Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e l’Anti-Chiesa, tra il Vangelo e l’Anti-Vangelo » (Karol Wojtyła, alla vigilia del suo pontificato);
  • « il nostro futuro e il destino del nostro pianeta sono in pericolo » (Benedetto XVI, 2010, al corpo diplomatico) (5)

È quindi, la nostra, una crisi epocale che non trova la pari in altre epoche storiche anch’esse buie ma che non concentravano, al loro interno, tutta la situazione di uno sfacelo veritativo, morale, spirituale, economico, legislativo e culturale esteso su scala mondiale planetaria, frutto di un rinnegamento della civiltà cristiana antica (almeno nel “vecchio Continente” ma non solo) e di una orgogliosa dichiarazione di guerra al Dio vivo e vero (reduplicando il “non serviam” luciferino), empia e blasfema:

« In passato la minaccia alla Chiesa proveniva sostanzialmente dall’esterno; ora invece la situazione è cambiata e in generale presenta degli aspetti inediti.

La Chiesa nel mondo occidentale è sottoposta a un grande degrado cui non sembra si possa porre rimedio in tempi rapidi: nell’immediato non ci sono segni di ripresa dallo scontro culturale emerso dall’attacco morale intellettuale condotto contro il cattolicesimo nel XX secolo […]. La sensazione è che al momento gran parte della Chiesa occidentale non sia in grado di trasmettere la fede alle generazioni future; una situazione che essenzialmente perdura dal Concilio Vaticano II. Gli ordini religiosi continuano a declinare, dilaga la banalità liturgica e si assiste a una preoccupante mancanza di disciplina e di ortodossia dottrinale in molti ambiti della Chiesa. Papa Paolo VI parlò al riguardo del “fumo di satana” entrato nella Chiesa e si direbbe che questa definizione non sia un’esagerazione. In senso più generale, negli ultimi anni […] non si è registrato un grande, effettivo progresso dal punto di vista ecumenico per quanto riguarda la Chiesa ortodossa e quella protestante. Il mondo cristiano nel suo insieme resta quindi una “casa divisa” e di conseguenza non riesce a essere efficace come dovrebbe. Lo stesso dicasi per il movimento mariano: anziché assistere all’unione dei cattolici che proclamano il messaggio di Fatima, si è verificato un processo di divisione […].

In aggiunta, le persecuzioni effettuate dall’Islam in numerosi punti del mondo destano sempre più preoccupazione, mentre in Cina, Corea del Nord, Vietnam e Cuba i regimi comunisti sono ancora al loro posto e continuano a vessare i cristiani o addirittura a perseguitarli apertamente […]. In alcuni casi, nonostante le strutture di un tempo siano scomparse, la vecchia mentalità comunista è ancora presente e i cristiani continuano ad avere gravi difficoltà.

La minaccia morale proveniente dalla nuova società tecnologica a livello mondiale è immensa. Come previsto, avere accettato l’aborto come cosa normale ha generato una corruzione della scienza medica, ed ora ci troviamo davanti alla prospettiva e al dato di fatto della sperimentazione sugli embrioni, della clonazione e di altre forme di sfruttamento che ricordano i programmi medici nazisti, ma con un potenziale infinitamente più perverso, poiché, al momento, non sono effettuate esclusivamente da singoli stati “fuori legge” e, anzi, minacciano di diffondersi su scala mondiale » (6).

In questo contesto, nelle apparizioni della Vergine, soprattutto le più recenti, vi è come un “disegno unico”: tutte le apparizioni, cioè, appartengono ad un unico piano divino-salvifico per l’umanità che trova le sue radici negli inizi stessi della storia della salvezza. In questo piano Maria Santissima entra in pienezza di azione, oggi più che in altri momenti della storia (7).

Note:

1) Il termine l’ho coniato solo in parte, prendendo in realtà spunto dal discorso che mons. Laurentin faceva sulla necessità di congiungere, nell’accostarsi alle apparizioni mariane, la prudenza e l’urgenza. Nel perfetto equilibrio tra i due atteggiamenti sta anche la garanzia che questi fenomeni portino davvero frutti nella Chiesa. In un suo articolo di diversi anni fa, diceva così: « I buoni cristiani, che sono sensibili alle apparizioni, sono presi sovente tra due fuochi: “Prudenza!”, dicono loro i preti. Quando un’apparizione non è riconosciuta, non andateci, non parlatene. “Urgenza!”, dice il messaggio. E se è Nostra Signora che viene sulla terra a richiamarci, a stare lontani sarebbe una colpa e un errore. Quando il segnale d’allarme avverte che c’è del fuoco, non si dice forse… “Mentre arrivano i pompieri, cominciamo a fare qualcosa?”. Allora: prudenza o urgenza? Questo dilemma definisce il problema. Bisogna dire: urgenza e prudenza, non ci si sbaglierà rispondendo con urgenza al messaggio del Vangelo, che le apparizioni ci rammentano: conversione e preghiera, penitenza e digiuno, pace e riconciliazione. Si può rispondere a questi inviti urgenti, restando prudenti, attenti al discernimento, docili alla Chiesa, rispettosi del suo giudizio, preoccupati del buon andamento delle cose »: R. Laurentin, Quel messaggio dal cielo, in Avvenire, 18.05.1988.

2) Card. Ivan Dias, Omelia di apertura dell’anno giubilare in occasione del 150 anniversario delle apparizioni a Lourdes, in http://atempodiblog.unblog.fr/2007/12/23/lomelia-del-cardinale-ivan-dias-nel 150%C2%B0-anniversario-delle-apparizioni-a-lourdes-3/, 8.12.2008.

3) L. Fanzaga – S. Gaeta, La firma di Maria, Sugarco Edizioni, Milano 2007, p. 15.

4) http://www.antoniosocci.com/il-mio-nuovo-libro-la-profezia-finale/.

5) Ibidem.

6) D. A. Foley, Il libro delle apparizioni mariane. Influenza e significato nella storia degli uomini, Gribaudi, Milano 2004, pp. 529-530.

7) Il vescovo di Grenoble, in occasione del centenario delle apparizioni di La Salette, tenne una splendida omelia durante la celebrazione della Messa, in cui disse queste significative parole: « Tutte le apparizioni [di Maria] si legano l’una all’altra come una catena d’amore puro per avvertirci dei pericoli che incombono sul mondo e sono nel mondo. Purtroppo, questo legame esistente tra tutte le apparizioni, questo discorso unico della Madonna non viene visto dalla cecità umana. La tendenza è quella di assolutizzare ogni singolo messaggio di Maria e perdere di vista la globalità del discorso unico. Eppure basterebbe notare le ripetute raccomandazioni della Madre di Dio: Espiate! Convertitevi! Pregate molto! »: citato da C. Siccardi, Fatima e la Passione della Chiesa, Sugarco Edizioni, Milano 2013, pp. 130-131 e da G. Hierzenberger – O. Nedomansky, Tutte le apparizioni della Madonna in 2000 anni di storia, Piemme, Casale Monferrato 1996, p. 41.

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