Diversi messaggi trasmessi dalla Vergine del Rosario di San Nicolás si riferiscono al Cuore Immacolato di Maria, considerato nella sua dimensione spirituale come rifugio, protezione, guida. Non mancano, tuttavia, alcuni rilievi più teologici, che gettano luce sul mistero del Cuore purissimo di Maria Immacolata.

A seguire alcuni messaggi accompagnati da qualche mia considerazione spirituale.

«Io offro ai miei figli il mio Cuore, perché in esso trovino rifugio, e gli assicuro che il mio Cuore li porterà a Cristo».

Con espressioni leggermente diverse, è la stessa cosa che la Regina del Rosario di Fatima disse a Lucia don Santos. Il Cuore Immacolato di Maria è rifugio e via: guida e protezione sono due esigenze fondamentali della vita dell’uomo, in tutti gli ambiti della sua vita ed esperienza umana. L’uomo in ogni tempo ha bisogno di guida e protezione. E, spiritualmente, questo ci viene garantito, accordato dal Cuore della Sovrana del Cielo e della terra, Colei a cui tutto è possibile operare per il bene degli uomini, in particolar modo dei suoi figli più devoti e a Lei tutti consacrati.

Messaggio di Gesù: «Voglio un rinnovamento dello spirito, un allontanamento dalla morte e un attaccamento alla vita. Il Cuore di Mia Madre è quello scelto perché si realizzi ciò che chiedo. Le anime arriveranno a me, per mezzo del suo Cuore Immacolato».

Il Cuore di Maria è presentato dal Signore Gesù in persona come la via della salvezza: in esso tutto è perfetto ed è strumento di rinnovamento e santificazione delle anime. Grandi, immensi sono i beni di cui questo Cuore ammirabile è mediatore: «Un rinnovamento dello spirito, un allontanamento dalla morte e un attaccamento alla Vita», che è Cristo stesso.

È la preziosità del Cuore Immacolato che si fa garante dei beni dello spirito, plasticamente sintetizzati nella triade del messaggio. La santità si costruisce sul rinnovamento dello spirito, ma non può esservi vero rinnovamento interiore senza un “allontanamento dalla morte”, dal peccato, da ogni forma di male, che è condizione necessaria per un “radicamento” nella vita divina, Cristo: «Rimanete in me e io in voi […]. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» (Gv 15,4-5).

È un disegno provvidenziale che attraverso il Cuore materno di Maria passi la restaurazione del mondo, della Chiesa, di ogni singola anima: questo Cuore è quello scelto per la realizzazione di tutto questo. Si noti pure, nel messaggio, la presenza della formula essenzialissima e basilare di consacrazione: “Ad Iesum per Mariam”.

Stesse idee fondamentali ritroviamo in un altro messaggio di Gesù alla veggente:

«Oggi avverto il mondo, perché il mondo non se ne rende conto: le anime sono in pericolo. Molte sono perdute. Poche troveranno la salvezza a meno che non accolgano Me come loro Salvatore. Mia Madre deve essere accolta. Mia Madre deve essere ascoltata nella totalità dei Suoi messaggi. Ho scelto il Cuore di Mia Madre, in modo che ciò che chiedo sarà adempiuto. Le anime verranno a Me tramite il Suo Cuore Immacolato».

Dio ha scelto il Cuore Immacolato, semplicemente questo. Cosa semplicissima da capirsi e, allo stesso tempo, sublime. Se questo è il progetto di Dio, chi è l’uomo per dissentire? Chi è l’uomo per percorrere altre vie che non siano Maria, servirsi di altri mezzi che non siano il suo Cuore Immacolato? L’obbedienza a Dio comporta l’accettazione dei mezzi di salvezza da Lui stabiliti per portare a compimento il suo progetto di misericordia sul mondo. Il Cuore Immacolato, soprattutto nei nostri tempi, è il mezzo di salvezza, in quanto è il mezzo che riassume tutti gli altri perché la grazia della restaurazione di tutto passa per il filtro del Cuore di sua Madre, per le sue mani immacolate.

Il nostro impegno nella via di Dio dovrà caratterizzarsi per essere un impegno nella luce di Maria, sotto l’azione di Maria alla quale ci si può sottoporre solo nutrendo una profonda devozione al suo Immacolato Cuore.

Visione di Gladys: «Ho una visione: vedo la terra divisa in due parti; una parte rappresenta due terzi e l’altra un terzo, nella quale vedo la Santissima Vergine. È con il Bambino e dal suo petto escono raggi di Luce che si dirigono verso la parte che rappresenta i due terzi della terra. Poi mi dice: “Gladys, stai vedendo il mondo semidistrutto. Quei raggi di Luce, li emette il mio Cuore, che vuole salvare quante più anime possibile. Il mio Cuore può tutto, ma è impotente se il cuore non vuole. I mezzi per salvare l’anima sono: la preghiera e la conversione. L’anima deve disporsi per non essere imprigionata eternamente dalle tenebre”».

Leggendo questo bellissimo riferimento, come poterebbe non affacciarsi alla mente la terza parte del segreto di Fatima, dove l’Angelo, emissario della Giustizia divina, con la spada di fuoco, prossimo a incenerire la terra per le sue gravi e numerose colpe, viene fermato tempestivamente dalla mano della Madonna? Commentava così il card. Ratzinger, nel 2000, questa sezione della visione profetica del terzo segreto:

«La parola chiave di questo “segreto” è il triplice grido: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”. Ci ritorna alla mente l’inizio del Vangelo: “Pænitemini et credite evangelio” (Mc 1,15). Comprendere i segni del tempo significa: comprendere l’urgenza della penitenza – della conversione – della fede. Questa è la risposta giusta al momento storico, che è caratterizzato da grandi pericoli […].

L’angelo con la spada di fuoco a sinistra della Madre di Dio ricorda analoghe immagini dell’Apocalisse. Esso rappresenta la minaccia del giudizio, che incombe sul mondo. […]. La visione mostra poi la forza che si contrappone al potere della distruzione – lo splendore della Madre di Dio, e, proveniente in un certo modo da questo, l’appello alla penitenza»[1].

Quella mano, o meglio quel Cuore di Maria (in riferimento a questa visione) ha realmente il potere di salvarci ma non senza la nostra cooperazione, scolpita nelle parole dell’Angelo: «Penitenza, Penitenza, Penitenza!», che sono le stesse della Madonna a Lourdes e fanno il paio con quelle dette dalla Vergine a Gladys:

«I mezzi per salvare l’anima sono: la preghiera e la conversione. L’anima deve disporsi per non essere imprigionata eternamente dalle tenebre».

Neanche è da trascurare quella frase che potrebbe essere sfuggita a qualcuno ma che a ben riflettere appare come incredibile: «Il mio Cuore può tutto». È l’affermazione più chiara dell’onnipotenza di Maria, che la Teologia cattolica definisce “supplex”(supplice),nel senso che ottiene infallibilmente quanto chiede a Dio. L’unica differenza tra Dio e Maria è – si potrebbe dire – che Dio è Onnipotente per natura e per ciò stesso «opera tutto ciò che vuole» (Sal 115,3); Maria per grazia, per cui ottiene tutto ciò che vuole da Colui che può fare ciò che vuole. È dunque, anche quella di Maria, una vera onnipotenza benché “mediata”. Eppure, quella di Maria, resta sempre un’onnipotenza “condizionata”,perché vuole dipendere dalla nostra risposta, dalla nostra accettazione delle sue richieste, dalla nostra collaborazione con Lei, dalla nostra cooperazione alla grazia: «Il mio Cuore […] è impotente se il cuore non vuole».

Quanta e quale responsabilità!


NOTE

[1] Card. J. Ratzinger, Commento teologico al terzo Segreto di Fatima.

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