In poche righe ripercorriamo quanto avvenne in Portogallo tra il 1916 e il 1917, eventi celesti che coinvolsero dapprima tre pastorelli e poi, dopo non molto tempo, tuttta la Chiesa e tutto il mondo. Quest’anno celebriamo l’anniversario centenario di quegli avvenimenti e quei messaggi.

 

Prima Guerra mondiale. Una trincea qualsiasi, in un luogo qualsiasi, da qualche parte in Europa. L’ora e i minuti però sono incisi nella storia: le 17.30. Centosessantotto tonnellate di gas al cloro, 5.730 bombole, 10 minuti, 5.000 morti. Il gas era denso, spinto dal vento superava la terra di mezzo e si accumulava a terra negli scavi, i soldati erano quasi stupiti, gli occhi si offuscavano fino a che la vista spariva, respirare faceva male fino a perdere i sensi. Poi per molti non c’era che buio.

Siamo a Ypres in Belgio nel 1915, le forze tedesche speri­­mentano per la prima volta sul fronte occidentale le armi chimiche. Lo avevano già fatto contro la Russia ma il freddo aveva vanificato gli effetti del nuovo strumento. I cadaveri sul campo sono canadesi, algerini e poi anche tedeschi. Le manifestazioni che solo un anno prima avevano attraversato rumorose le nazioni europee, invocando festosamente una guerra purificatrice, erano ora lontane. Scordate le pretese irredentiste, dimenticati i cori patriottici dei nazionalisti, solo parole i progetti dei rivoluzionari che nella guerra vedevano il ponte verso il Comunismo. Mentre l’ordine delle grandi monarchie e della civiltà tradizionale capitolava, su calcolato progetto della Massoneria, milioni di giovani europei sradicati dalle campagne si ritrovarono fra campi e montagne, immobili, corpi senza vita, trofei di ideologie e ideali in cui non avevano mai nemmeno creduto.

Nelle pagine del diario di un giovane sottotenente, Giuseppe Salvemini, si legge:  « Continuamente cadevano vicino e sopra noi membra spezzate, frammenti di corpo, materia calda e sanguinolente e ci macchiava gli abiti, il volto e ci terrorizzava dallo spavento. Il medico […] continuava a tagliare e a gettare davanti a sé, in un mucchio, braccia, gambe, mani, pezzi di carne e ritagli di pelle sanguinanti. Poi i due aiutanti indoravano con la tintura di iodio la parte amputata e la impacchettavano di cotone, fasciandola strettamente con la garza. Quindi prendevano il misero e, come una balla di stracci, lo gettavano nel mucchio dei feriti fasciati! ».

Parole terribili.

Pochi anni dopo tre bambini portoghesi si sarebbero trovati a offrire cilici e penitenze alla Vergine Maria per supplicare misericordia sull’umano genere. Il loro sangue innocente a pagare per il sangue colpevole del peccato, la loro penitenza ad attirare pace sul mondo.

Ancora prima Guerra mondiale, ma non in trincea. In un luogo qualsiasi, una prateria del Portogallo. L’ora e il giorno però scritti nei progetti divini: 1917, il 13 maggio, ore 12.00. Il tempo era sereno e tre pastorelli potevano portare le pecore al pascolo.

Non sapevano che di lì a poco la loro vita sarebbe cambia­­ta per sempre, quando due lampi improvvisi annunciarono qualcosa di inimmaginabile. I loro nomi: Lucia, Giacinta e Francesco (rispettivamente 10, 9 e 7 anni) (1). Quello che non avrebbero mai immaginato: una Signora vestita di bianco che viene dal Cielo e mostra loro realtà misteriose e terribili.

Facciamo un passo indietro. Già nel 1916 apparve loro tre volte l’Angelo del Portogallo. Seguiamo il racconto degli avvenimenti così come lo ha raccontato suor Lucia nelle sue Memorie, redatte sotto obbedienza del suo vescovo quando era religiosa presso le suore Dorotee. La prima volta l’Angelo disse:

« – Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me.

E, inginocchiandosi per terra, curvò la fronte fino al suolo. Spinti da un movimento soprannaturale, lo imitammo e ripetemmo le parole che gli sentivamo pronunciare: – Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano » (2).

La seconda volta disse:

« – Cosa fate? Pregate! Pregate molto! I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo orazioni e sacrifici. […]. Io sono […] l’Angelo del Portogallo. Soprattutto, accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà » (3).

« Queste parole dell’Angelo – spiega suor Lucia – s’impressero nel nostro cuore come una luce che ci faceva capire chi era Dio, come ci amava e voleva essere amato; il valore del sacrificio e quanto Gli era gradito, come in attenzione ad esso, convertiva i peccatori » (4).

Nella terza apparizione, invece, portava nella mano un calice con sopra un’Ostia, dalla quale cadevano alcune gocce di Sangue nel calice. Lasciando il calice e l’Ostia sospesi in aria, si prostrò a terra ripetendo tre volte la preghiera:

« – Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori.

Dopo, alzatosi, prese di nuovo in mano il calice e l’Ostia e diede a me l’Ostia, quel che c’era nel calice lo diede da bere a Giacinta e a Francesco, dicendo allo stesso tem­­po:

Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio » (5).

Il 13 maggio 1917 ebbe luogo la prima apparizione della Ma­­donna. Dopo aver promesso ai pastorelli che sarebbero tutti e tre andati in Cielo, anche se Francesco avrebbe dovuto recitare molti Rosari, disse loro: « Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra » (6).

Nella seconda apparizione del 13 giugno spiegò a Lucia:

« Gesù vuole servirsi di te per farMi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Im­­macolato […]. Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio » (7).

Il 13 luglio apparve nuovamente. Promise di compiere un mi­­racolo a ottobre, cosicché tutti avrebbero potuto credere. Ma il fatto eccezionale fu la visione dell’inferno che i tre pastorelli ebbero.

Suor Lucia racconta:

« Vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero brace trasparenti e nere, o bronzee, in forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportate dalle fiamme che uscivano da loro stesse, insieme a nuvole di fumo che cadevano da ogni parte, uguali al cadere delle scintille nei grandi (incendi), senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che suscitavano orrore e facevano tremar di paura. (Dev’esser stato dinanzi a questa visione che lasciai scappare quell’“ahi”, che dicono di avermi sentito dire). I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni roventi.

Spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo gli occhi alla Madonna, che ci disse con bontà e tristezza:

Avete visto l’Inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che io vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire. Ma, se non smetteranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio XI, ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà, che punirà il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.

Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace. In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede, ecc… […].

Quando reciterete il rosario, dopo ogni mistero dite: “O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno” » (8).

Il giorno 13 agosto, in cui avrebbe dovuto svolgersi la quarta apparizione, i veggenti non poterono essere presenti alla Cova da Iria perché furono rapiti dal sindaco di Ourém che a forza volle strappare loro il segreto. I bambini rimasero irremovibili. Ma la Madonna apparve loro comunque qualche giorno dopo, il 19 agosto, nella località di Valiños, dove si trovavano i fanciulli in quel momento, e disse loro:

« Pregate, pregate molto, e fate sacrifici per i peccatori; molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e preghi per loro » (9).

Nell’apparizione del 13 settembre ribadì ancora, come in tutte le altre apparizioni, la richiesta della recita del Rosario.

Nell’apparizione del 13 ottobre la Madonna tornò per mantenere fede alla sua promessa, quella di compiere un grande miracolo per attestare la veridicità delle sue apparizioni. E così fu: avvenne il grande prodigio del sole, visto fino a 50 km di distanza da circa 70.000 persone, secondo le stime più accreditate.

Così Lucia racconta nelle sue Memorie:

« Sparita la Madonna nell’immensa distanza del firmamento vedemmo, accanto al sole, S. Giuseppe col Bambino e la Madonna, vestita di bianco, con un manto azzurro. San Giuseppe e il Bambino sembravano benedire il mondo, con alcuni gesti in forma di croce tracciati con la mano. Poco dopo, svanita quest’apparizione, vidi il Signore e la Madonna, che mi pareva la Madonna Addolorata. Il Signore sembrava benedire il mondo, nello stesso modo di S. Giuseppe. Sparì questa visione, e mi parve di veder di nuovo la Madonna, con aspetto simile alla Madonna del Carmine » (10).

In seguito, il miracolo. Così lo raccontano alcuni testimoni:

« Il sole iniziò a brillare come un disco d’argento che si poteva guardare; poi per tre volte prese a roteare in modo vertiginoso su se stesso irradiando raggi di tutti i colori. Immediatamente si levò un grido di spavento. L’immenso globo solare sembrò precipitare sulla moltitudine di gente. Tutti credettero fosse giunta la fine del mondo. Si inginocchiarono e perfino gli atei implorarono misericordia, ed il giorno dopo diedero la loro testimonianza ai giornali. Gli abiti della gente, bagnati dalla pioggia, si asciugarono miracolosamente » (11).

Questo miracolo del sole si è ripetuto in molte altre apparizioni. Papa Pio XII, per esempio, lo vide a Roma il 30, il 31 ottobre e il 1° novembre 1950. Quel 13 ottobre 1917, la Vergine aveva detto ai veggenti: « Sono la Madonna del Rosario […]. [Gli uomini] non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso » (12).

A Fatima la Madonna ha rivelato ai veggenti un segreto in tre parti.

Avvenne durante l’apparizione di luglio. Nel 1941, su insistenza del suo vescovo, suor Lucia scrisse le sue seconde e terze Memorie, rivelando le prime due parti dei contenuti del Segreto, consegnatole il 13 luglio 1917 dalla Madonna, usando le sue stesse parole.

Le prime due parti consistono nella visione dell’inferno e nelle parole della Madonna che seguirono la visione, riportate in precedenza. L’ultima parte del segreto, quella definita “Terzo segreto”, rimase nascosta. Pochi anni dopo, sempre su insistenza del suo vescovo, suor Lucia scrisse con riluttanza il contenuto del terzo segreto su di un foglio di carta, sigillato in una busta, e lo consegnò al vescovo di Fatima, José da Silva. Secondo gli accordi tra suor Lucia e il vescovo, la lettera si sarebbe dovuta rendere pubblica non prima del 1960. Prima di quella data, nel 1957, la busta ancora sigillata fu trasferita in Vaticano, dove venne posta in una cassaforte negli appartamenti del papa.

Riporto, a completamento di quanto presentato fin qui, anche la terza parte del segreto trascritta da suor Lucia, così come è stata resa pubblica dalla Santa Sede nel 2000:

« Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”.

Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio » (13).

Note

1) I due fratellini Marto, Francesco e Giacinta sarebbero morti poco tempo dopo le apparizioni (rispettivamente il 4 aprile 1919 e il 20 febbraio 1920) mentre Lucia, consacratasi a Dio, avrebbe poi vissuto a lungo. Morì nel Carmelo di Coimbra il 13 febbraio 2005, alla veneranda età di 98 anni.

2) Memorie di Suor Lucia, Secretariado dos Pastorinhos, Fatima 20058, p. 165. Nelle tre pagine successive la veggente racconta le tre apparizioni del­­l’Angelo del Portogallo che precedettero quelle della Regina del Rosario.

3) Ivi, p. 166.

4) Ibidem.

5) Ivi, p. 167.

6) Ivi, p. 170.

7) Ivi, pp. 171-172.

8) Ivi, pp. 173-174. Si tratta delle prime due parti del cosiddetto “segreto di Fatima”. La terza fu resa pubblica dalla Santa Sede nel 2000 e sarà riportata più avanti.

9) Ivi, p. 91.

10) Ivi, p. 177.

11) A. Peña, Apparizioni mariane, p. 26.

12) Memorie di Suor Lucia, p. 177.

13) Congregazione per la Dottrina della Fede, Il Messaggio di Fatima, in http://www.vatican.va, 26.06.2000.

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