Tra le tematiche portanti del messaggio di Fatima vi è quella della devozione/consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Dicendo che la devozione/consacrazione al Cuore Immacolato è una delle tematiche principali dico il minimo che si possa dire, nel senso che i più grandi conoscitori dell’evento-messaggio di Fatima scendono ancora più in profondità individuando, nella devozione al Cuore Immacolato, il messaggio essenziale che riassume e dà una forma a tutti gli altri appelli.

In questa prospettiva, il più grande esperto dell’evento-messaggio di Fatima, il Claretiano J. Alonso, non ha dubbi nell’affermare che la venerazione al Cuore Immacolato di Maria costituisce « l’anima del messaggio di Fatima » (1) , a condizione che con “venerazione al Cuore Immacolato” si intenda non un semplice atto di devozione ma un’autentica spiritualità condensata nella devozione o consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, di modo che « la prospettiva sintetica che permette di abbracciare la totalità [del messaggio di Fatima] è il tema del Cuore Immacolato di Maria, sia nel suo manifestarsi al mondo come espressione della tenerezza di Dio, sia nella risposta di ogni fedele mediante una vita di consacrazione o accoglienza della Vergine come Madre dei discepoli amati da Gesù » (2).

Con Fatima si è raggiunto, nella Chiesa, « il trionfo completo del Culto del Cuore Immacolato » (3) , non nel senso dell’attuazione compiuta, quanto della rivelazione, del disvelamento del senso, del valore, dell’efficacia, del ruolo profetico di questa devozione.

Il beato Gabriele M. Allegra, francescano Minore, grande devoto del Cuore Immacolato e fondatore dell’Associazione Guardia d’Onore del Cuore Immacolato per propagarne e incrementarne il culto, sosteneva che dalla storia delle apparizioni di Fatima appaino con evidenza alcuni punti, e cioè:

– « che queste Apparizioni sono l’aurora dell’apostolato mondiale del Cuore Immacolato, della diffusione universale di questa celeste devozione;

– che questa devozione è evangelica, apostolica e irresistibile come il fuoco del Paraclito;

– che essa è la via luminosa, certa, dolce, pure essendo martirizzante, che conduce a Dio; è insomma la “via Matris”, la via percorsa dalla Madre Celeste e da Lei additata ai suoi figli;

– che alla “via Matris” corrisponde la “via filiorum”, la via dei figli, il cammino, cioè, che questi devono percorrere per andare al Padre, perché essa fu la via di san Giovanni, il discepolo beneamato di Gesù e il figlio prediletto di Maria;

– che tale devozione è avvalorata dalle più dolci promesse della Vergine Benedetta: “Quanti onoreranno il mio Cuore Immacolato, in punto di morte io verrò a coglierli come fiori olezzanti e li presenterò al trono di Dio” » (4).

La consacrazione al Cuore Immacolato è, quindi, una “via certa ma martirizzante” che conduce a Dio, come disse la Madonna a suor Lucia; è la “via Matris” da Lei indicata ai suoi figli. Alla “via Matris” corrisponde la “via filiorum”. La “via filiorum” consiste, in sostanza, nel rendersi somiglianti a Gesù per mezzo dell’azione educatrice e santificatrice di Maria, fino ad amarla con il Cuore di Gesù e amare Gesù con il Cuore di Maria (interscambio e circolazione dell’amore). È quanto la Madonna a Fatima propone, per mezzo della devozione/consacrazione al suo Cuore Immacolato, come via universale (cioè per tutti) alla santità, secondo il piano della Santissima Trinità (5).

Ebbene, alla luce dell’impronta chiaramente mariana insita nell’economia divina della salvezza, in relazione al duplice movimento discensionale di Dio verso l’uomo e ascensionale dell’uomo verso Dio, il padre Allegra spiega che ogni grazia proviene dal Padre, per il Figlio, nello Spirito Santo e nel Cuore Immacolato di Maria, mentre il percorso dell’anima nell’itinerario spirituale di unione con Dio segue l’ordine inverso: nel Cuore di Maria e nello Spirito Santo, per mezzo del Figlio, al Padre (6).

Con un’immagine biblica si può dire che il Cuore Immacolato di Maria è presentato dal Cielo qui a Fatima come “Arca della Salvezza” (come rivelò Gesù in persona alla beata Alexandrina da Costa e alla veggente di San Nicolás, Gladys Quiroga de Motta (7) nella quale, entrando, è promessa all’uomo la salvezza dai mali che incombono, terribili, a causa della disobbedienza, dell’infedeltà, dell’empietà del mondo.

Ma è presentato anche come Scala di Giacobbe attraverso cui discende la promessa di salvezza e le grazie per conseguirla e l’umanità sale a Dio accogliendo la devozione al Cuore Immacolato come mezzo eletto per tornare, per mezzo di Maria, al Creatore di tutte le cose.

Del resto, quando si dice “Cuore Immacolato di Maria” si dice, per sineddoche, Maria Immacolata, la Santa Vergine colta primariamente nel mistero della sua Immacolata Concezione. Ebbene, i santi di tutti i tempi hanno percepito con chiarezza il mistero di questa vocazione della divina Madre di fare da “Scala del Paradiso”, Mediatrice presso il Mediatore che “media”, in ogni tempo, l’incontro del Creatore con la creatura.

Un esempio è san Francesco d’Assisi. L’efficacia della mediazione materna di Maria, del suo Cuore Immacolato ed il ruolo decisivo di una vita e devozione mariane solide per la santificazione, sono spiegate plasticamente dall’istruttivo racconto della “Scala Bianca” vista da frate Leone, come si legge nei Fioretti di san Francesco:

« Apparve al santo frate un campo sconfinato e in esso tanti confratelli che dovevano raggiungere il cielo. C’erano due scale, una rossa e una bianca. Sulla rossa accanto a Gesù c’era san Francesco che invitava a salire. E i frati intraprendevano fiduciosi la salita, ma poi cascavano, chi dal primo, chi dal secondo, chi dal terzo scalino. Ed anche quei pochi che sembrava avessero raggiunto faticosamente la cima, eccoli anch’essi cadere giù. Allora il serafico Padre incoraggiava i suoi figli: “Fiducia, fiducia, correte alla scala bianca”. Lì, bellissima, la Vergine Immacolata invitava i sui protetti e questi, oh! meraviglia, salivano tutti agevolmente fino alla cima » (8).

“Andiamo con fiducia al Trono della grazia” (Eb, 4, 16). Quel trono regale su cui si è assiso, misticamente, il Signore Dio: il Cuore Immacolato di Maria!

Note:
1) J. M. Alonso, El Corazón Inmaculado de María alma del mensaje de Fátima, in Ephemerides Mariologicæ 22 (1972) 240-303; 23 (1973) 19-75.
2) S. De Fiores, Il Segreto di Fatima. Una luce sul futuro del mondo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2008, p. 60.
3) Beato Gabriele M. Allegra, OFM, Il Cuore Immacolato di Maria, a cura di padre Gabriele Anastasi, OFM, Edizioni Vice-Postulazione, Convento San Biagio, Acireale 1991, p. 63.
4) Ivi, p. 67.
5) Cf ivi, pp. 50-51.
6) Beato Gabriele M. Allegra, OFM, Madre mia, fiducia mia!, Edizioni L’Addolorata, Mascalucia 1958, pp. 101-102.
7) Così Gesù diceva a questa sua figlia eletta: “In passato il mondo fu salvato dall’arca di Noè. Oggi l’arca è Mia Madre. E’ attraverso di Lei che le anime si salveranno, perché le condurrò a Me. Chi rifiuta Mia Madre rifiuta Me”. Il discorso risulta chiaro e decisivo: come l’Arca al tempo di Noè fu l’unico mezzo di salvezza proposto da Dio tanto che se il Patriarca e la sua famiglia l’avessero rifiutato cercandone un altro secondo il proprio arbitrio sarebbero stati devastati dalle acque del diluvio insieme al resto dell’umanità peccatrice quand’anche fossero stati buoni credenti, così oggi il Cuore Immacolato della santa Vergine è presentato da Dio stesso come unico mezzo di protezione e salvezza per gli uomini sia dalle astute trame di satana che vuole avvelenare le anime e farle marcire nel suo veleno per poi condurle all’Inferno con sé sia dal castigo divino che potrebbe abbattersi sulla Terra da un momento all’altro a causa del peccato infame perpetrato dagli uomini che non vogliono tornare al loro Creatore né cessare di offenderlo con i loro delitti mostruosi. Il discorso è di una importanza capitale: solo chi entra nel Cuore Immacolato di Maria, chi gli si affida, chi gli si consacra è certo, oggi, di ottenere salvezza, rimanendo invece a rischio di salvezza eterna chiunque rifiutasse questo mezzo eletto dal Cielo per la salvezza del mondo.
8)
 Padre S. M. Manelli, FI, La devozione alla Madonna, Casa Mariana Editrice, Frigento 2010, p. 35.

 

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