Osservando l’Immagine della Signora di tutti i popoli di Amsterdam si nota, senza difficoltà una presenza centrale della Beata Vergine Maria che costituisce come il punto focale­ della scena. Non casualmente è collocata davanti alla croce di Cristo: è infatti Volontà divina che la vocazione e la missione di Corredentrice, Mediatrice e Avvocata di Maria Immacolata stia al centro dei decreti divini e della storia della salvezza.

Bella quell’immagine di pietà mariana nella quale sono raffigurati due cerchi in cui, quello esterno, rappresenta Maria e, quello interno, Gesù. Maria è il Centro ma Cristo è il Centro del Centro! Sono “due centri” perchè sono inseparabili: sono fatti della stessa carne verginale (“caro Mariae caro Iesus”) e una stessa missione li accomuna. Lui è tutto di Lei e Lei è tutto di Lui! Ma spingiamoci oltre: Lui è tutto Lei e Lei è tutto Lui!  (anche se ovviamente senza confusione di identità e senza che la Vergine SS. sia o diventi Dio…). Ritorniamo all’immagine: la vocazione della Madre Corredentrice (1) è chiaramente delineata e si configura come una vocazione che non offusca minimamente quella del Redentore.

Gesù è già risorto e salito in Cielo nella gloria del Padre. Per questo, la Croce si erge nello splendore della luce della risurrezione che avvolge Maria, la quale è al centro, davanti alla Croce. La simbologia dell’Immagine da Lei opportunamente spiegata Le apre la strada per la presentazione dell’inaspettata richiesta: un nuovo dogma mariano!

Questo fatto è unico. In nessun altro luogo al mondo aveva mai fatto una simile richiesta… Dovrà essere l’ultimo e il più grande dogma della storia mariana: Maria Corredentrice, Mediatrice ed Avvocata.

Probabilmente nessun teologo avrebbe mai pensato di riunire questi tre titoli e tre funzioni in un unico dogma. Solo Maria SS., Teologa divina e Sede della Sapienza, poteva farlo.

Perché la richiesta di un dogma? È certo che quando la Chiesa proclama un dogma, afferma solennemente che una data verità non è stata immaginata dagli uomini ma rivelata da Dio stesso. Motivo per cui la definizione di una verità di fede come dogma rappresenta un’arma incredibilmente potente nella lotta contro satana, padre della menzogna, che sarà vinto dalla Corredentrice e dai suoi figli.

Perciò il falsario ha ingaggiato, lungo tutto il secolo scorso fino al presente, una guerra spietata contro di  Lei e contro di loro.

La drammatica situazione in cui versano la Chiesa ed il mondo è la ragione di queste parole della Signora di tutti i Popoli: « Il mondo durante i secoli non ha mai conosciuto un tempo simile. Un simile decadimento della fede! (…). Tutto il mondo è corrotto (…). Il nemico di nostro Signore Gesù Cristo ha lavorato lentamente, ma in modo sicuro. Le sentinelle sono state disposte. Ha quasi finito il suo lavoro (…). Tutto il mondo è corrotto, perciò il Figlio manda la Signora di tutti i Popoli ».

Ma la Signora ha pure fatto una meravigliosa promessa: « Con questo titolo (Corredentrice, Mediatrice, Avvocata) salverò il mondo (…). Quando il dogma, l’ultimo dogma della storia mariana sarà proclamato, allora la Signora di tutti i Popoli donerà la pace, la vera pace al mondo ».

Il dogma di Maria Corredentrice, Mediatrice e avvocata costituisce, dunque, il punto centrale dei messaggi di Amsterdam che si riverbera, indirettamente, su quelli di Akita per i legami ed i punti di contatto di cui abbiamo parlato.

Maria stessa, in qualità di Signora di tutti i Popoli, desidera la proclamazione di quello che dovrà essere l’ultimo e il più grande dei dogmi mariani. La Celeste Signora ne espone l’importanza e la necessità, chiarendo come la sua Persona sia inscindibilmente unita all’opera della Redenzione. Fin dall’inizio fu predestinata ad essere  Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Questi tre attributi formano un tutt’uno e rappresentano la chiave di volta del dogma mariano.

Ella è Corredentrice, Mediatrice e Avvocata non solo in quanto Madre del Signore, ma anche perché è l’Immacolata Concezione. E’ Lei stessa ad averlo spiegato nei suo celesti messaggi.

Note:

1) « La partecipazione di Maria SS. all’opera della redenzione universale si presenta qualificandosi, anzitutto e soprattutto, come cooperazione materna, attiva e immediata nella partecipazione allo stesso “farsi” della Redenzione in atto primo.; ossia si qualifica come cooperazione materna alla cosiddetta Redenzione oggettiva; e così rientra interamente nel piano di Dio che ha voluto la ricircolazione della vita divina – ossia della grazia santificante – nell’intero genere umano, servendosi di un nuovo Adamo Redentore (Cristo) e di una Nuova Eva Corredentrice (Maria) »: padre S. M. Manelli., Fatima tra passato, presente e futuro, in Maria Corredentrice. Storia e Teologia, Casa Mariana Editrice, Frigento 2007 (Bibliotheca Corredemptionis Beatæ Virginis Mariæ. Studi e ricerche, 10), vol. X, pp. p. 125.

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