L’APPARIZIONE-BILOCAZIONE DI MARIA SS. A SARAGOZZA (AD 41 ) RIVELATA ALLA VENERABILE MARIA D’AGREDA

Tratto da:

“La Mistica Città di Dio”, della Venerabile Maria di Gesù d’Agreda

Libro VII

Capitolo 17

346. (…). Maria SS. era al corrente che il primo dei Dodici a spargere il suo sangue per la fede sarebbe stato Giacomo; per questo e per l’affetto che gli portava, intercedette soprattutto per lui.

347. Mentre era intenta [a pregare per la Chiesa] sentì nel suo castissimo cuore degli effetti dolcissimi, come le succedeva altre volte quando le stava per venire concesso qualche dono singolare. Queste opere nello stile della Scrittura si chiamano parole del Signore, e ad esse la Maestra della scienza rispose: «Mio Re, che cosa mi comandate di fare? Che cosa volete da me? Parlate, perché la vostra serva vi ascolta». Mentre replicava ciò, vide Cristo scendere in persona dall’empireo a visitarla su un seggio di ineffabile splendore, scortato da innumerevoli spiriti celesti di tutti gli ordini, e fare con questa magnificenza il suo ingresso nella stanza. La religiosa e modesta Vergine lo adorò con somma venerazione, procedente dal suo purissimo intimo. Subito egli affermò: «Madre mia, dalla quale ricevetti la natura umana per riscattare il mondo, sono attento alle vostre suppliche, sante e accette ai miei occhi. Sosterrò la mia Chiesa e ne sarò il padre e il protettore, affinché non sia vinta e le porte degli inferi non prevalgano contro di essa’. Sapete già che per la mia esaltazione bisogna che gli apostoli si affatichino con il mio aiuto e infine vengano dietro a me sulla via della croce e della morte che io ho patito per la redenzione; il primo che mi imiterà su di essa sarà Giacomo, mio servitore fedele, che qui subirà il martirio. Perché egli torni, come anche per altri considerevoli fini, è mio volere che andiate immediatamente da lui in Spagna, dove sta predicando. Recatevi a Saragozza (1) e invitatelo a rientrare, ma solo dopo avere eretto là un edificio sacro a voi dedicato; in esso sarete invocata per quel paese, ad onore mio e di tutta la Trinità ».

348. Ella accolse queste indicazioni con nuovo godimento e, con degna sottomissione e riconoscenza, riprese: «Mio vero sovrano, la vostra volontà si adempia in me per sempre e tutti vi celebrino senza termine per le meraviglie che nella vostra immensa misericordia realizzate per coloro che vi seguono. Mi faccio voce di ciascuno nel lodarvi e nel ringraziarvi per esse. Permettetemi di promettere in vostro nome che la vostra destra onnipotente darà speciale soccorso nel tempio di cui chiedete la costruzione, e che esso sarà parte della mia eredità a vantaggio di chiunque lì si rivolgerà a voi e a me, come mediatrice presso la vostra clemenza».

349. Il Salvatore continuò: «Mia carissima, nella quale incessantemente mi compiaccio, vi do la mia parola regale che guarderò con particolare benevolenza e riempirò di larghe benedizioni quelli che con riverenza e devozione verso di voi in quel luogo mi imploreranno per vostro tramite. Ho deposto nelle vostre mani tutti i miei tesori; fate le mie veci e avete la mia autorità, per cui potete arricchire e distinguere quel santuario e garantire in esso il vostro favore, poiché esaudirò i vostri desideri, a me tanto graditi». Appena ella ebbe reso grazie per tale assicurazione, per ordine di sua Maestà moltissimi degli esseri superni che lo accompagnavano formarono un trono con una fulgida nube e ve la posero come signora dell’universo; gli altri risalirono con lui, dopo che l’ebbe benedetta, mentre, sorretta dai serafini, insieme ai suoi mille custodi e agli altri, si dirigeva in anima e corpo verso Saragozza. Anche se il viaggio avrebbe potuto essere brevissimo, il suo Unigenito stabilì che si eseguisse in modo tale che essi le intonassero con leggiadra armonia inni di giubilo.

350. Alcuni attaccavano l”‘Ave Maria”, altri “Salve, sancta Parens” e “Salve Regina”, altri ancora il “Regina coeli”, alternandosi gli uni agli altri con una consonanza tanto ben concertata che ci è impossibile immaginarla. Ella, allora, riferendo quel tributo all’Autore che glielo accordava, con umiltà proporzionata all’altezza del beneficio ripeteva: «Santo, santo, santo, Dio sabaoth, abbi pietà della misera progenie di Eva. Tua è la gloria e tua è la potenza. Tu solo sei il Santo e il Signore degli eserciti e dell’intero creato». Essi, quindi, rispondevano a questi cantici tanto amabili per l’Eterno, e così arrivarono a destinazione quando era già prossima la mezzanotte.

351. Il felicissimo Giacomo era fuori della città, vicino al muro presso la riva del fiume Ebro, e per mettersi in orazione si era discostato un po’ dai suoi discepoli. Qualcuno di essi dormiva, qualcun altro pregava come il suo maestro, ma nessuno si aspettava la novità che stava sopravvenendo. Per questo, la processione angelica con la musica si allungò alquanto, in maniera tale che ognuno la potesse udire. Chi era nel sonno si risvegliò e tutti furono colmati di soavità interiore e di stupore, con una consolazione divina che si impossessò di loro e li lasciò come muti, attoniti e tra lacrime di gioia. Videro una luce sfolgorante, come se fosse stato mezzogiorno, benché essa fosse solo in un certo spazio a forma di grossa sfera, non dappertutto. Assorti in questa meraviglia e in questo gaudio, stettero immobili finché l’Apostolo non li chiamò. Attraverso simili effetti, furono preparati ad essere attenti al sublime mistero che sarebbe stato rivelato loro. Il trono fu posto davanti a Giacomo, che era in profonda contemplazione e più degli altri sentiva il suono e percepiva il bagliore. Gli spiriti celesti avevano con sé una piccola colonna di marmo o di diaspro e avevano fatto in un altro materiale una raffigurazione della Vergine, che alcuni tenevano con sommo ossequio; avevano approntato tutto ciò in quella notte, con il potere con cui operano nelle cose alle quali si estende la loro forza.

352. La Madre stava sulla nuvola, circondata dai vari cori, ciascuno dei quali aveva mirabile bellezza, anche se ella superava tutti in tutto. Da lì si manifestò al fortunato Apostolo, che prostratosi la riverì intensamente, osservando pure quello che veniva trasportato. Ella, per conto di Gesù, gli parlò: «Figlio mio, ministro dell’Altissimo, siate benedetto dalla sua destra; egli vi regga e vi palesi l’allegrezza del suo volto». Tutti gli angeli esclamarono: «Amen». Proseguì: «L’eccelso Re ha prescelto questo posto affinché in esso gli innalziate un tempio, dove sotto il titolo del mio nome il suo sia magnificato e dove i suoi tesori siano comunicati con abbondanza; egli darà libero corso alle sue antiche misericordie a vantaggio dei credenti e questi per mezzo della mia intercessione le otterranno, se le domanderanno con autentica confidenza e pia devozione. Da parte sua prometto loro enormi favori e la mia protezione, perché questa deve essere mia abitazione e mia eredità. In testimonianza di ciò, questo pilastro con sopra la mia immagine resterà qui e durerà con la santa fede sino alla fine dei tempi. Darete senza indugio inizio ai lavori e dopo avergli reso tale servizio partirete per Gerusalemme, poiché il Salvatore vuole che gli sacrifichiate la vostra vita là dove egli consegnò la sua per il riscatto degli uomini».

353. Concluse il discorso comandando ai custodi di collocare la colonna e la raffigurazione nel punto in cui si trovano ancora oggi, cosa che fu fatta all’istante. Subito dopo, essi confessarono quel luogo come casa di Dio, porta del cielo, terra consacrata per la sua esaltazione e per l’invocazione di Maria; lo fecero con Giacomo che, in attestazione di questo, si inginocchiò e celebrò con inni insieme a loro la dedicazione della prima chiesa fondata dopo la redenzionee intitolata alla Regina. Questa fu la felice origine del santuario di “Nuestra Senora del Pilar”, cioè del PILASTRO, in SARAGOZZA, che a ragione si dice camera angelica, dimora dell’Unigenito e della sua castissima genitrice, degna della venerazione di tutti e garanzia certa e ferma dei benefici che i nostri peccati non giungeranno a demeritareMi pare che il nostro grande patrono, il secondo Giacobbe, abbia dato ad esso un principio più glorioso di quello che il primo dette al suo di Betel quando, andando pellegrino in Mesopotamia, eresse la pietra che eppure segnò la posizione del futuro tempio di Salomone. Là in sogno questi scorse in figura e in ombra la scala mistica con gli angeli, ma qui il nostro Giacobbe scorse la scala vera del cielo con gli occhi del corpo, e un numero più elevato di messaggeri superni. Là fu alzata la stele per una costruzione sacra che avrebbe dovuto essere distrutta parecchie volte e avere termine dopo alcuni secoli, ma qui, nella stabilità della colonna, l’edificio, la fede e il culto divino furono assicurati per tutta la durata del mondo, ascendendo e discendendo gli spiriti dalle altezze con le preghiere dei cristiani e gli incomparabili doni che la Principessa distribuisce a coloro che vanno a implorarla ed onorarla.

354. Il nostro Apostolo la ringraziò e la supplicò di difendere in modo speciale la Spagna e soprattutto quel luogo a lei consacrato. Ella si impegnò riguardo a tutto e, impartitagli di nuovo la sua benedizione, fu riportata al cenacolo nella medesima maniera. Su sua richiesta, il Signore dispose che presso il santuario rimanesse un custode, che da quel giorno persevera in tale ministero e così farà fino a quando vi staranno il pilastro e l’immagine. Perciò, come tutti i cattolici riconoscono con meraviglia, esso si è mantenuto intatto per più di milleseicento anni, tra la perfidia dei giudei, l’idolatria dei romani, l’eresia degli ariani e la barbara furia dei mori e dei pagani; e l’ammirazione sarebbe maggiore se fossero note le macchinazioni escogitate in ogni epoca dall’inferno per abbatterlo per mano di tutti costoro. Non mi trattengo a riferire questi avvenimenti, perché non è necessario ed essi non appartengono al mio intento; basti asserire che Lucifero ha sovente tentato di farlo per mezzo di tutti questi nemici del supremo sovrano, e sempre l’angelo l’ha fermato.

355. Avviso, però, di due cose che mi sono state svelate. Innanzitutto, le promesse di Gesù e di sua Madre circa la conservazione di quel tempio, benché sembrino assolute, hanno implicita una condizione, come accade per molte altre della Bibbia che concernono elargizioni particolari: la nostra condotta non deve disobbligare sua Maestà, privandoci di quanto ci offre. Egli non lo spiega né dichiara poiché riserva nel segreto della sua equità il peso delle mancanze per le quali ciò può succedere, e affinché siamo avvertiti che quello che ci dà non ci è concesso perché lo usiamo contro di lui e pecchiamo confidando nella sua liberalità; infatti, non c’è alcuna offesa che ce ne renda altrettanto indegni. Di tali e tante macchie possono coprirsi questi regni che arriviamo a perdere la grazia eccezionale del patrocinio della Signora!

356. Non meno importante è prendere atto che i demoni, sapendo tutto questo, hanno provato e provano ad introdurre nell’illustre località e nei suoi abitanti vizi peggiori che nelle altre, specialmente quelli che oltraggiano maggiormente la purezza della Vergine, e inoltre con più efficacia e astuzia. Il serpente mira a due fini esecrabili: se può, ottenere che l’Onnipotente sia sciolto dall’impegno di salvaguardare il santuario, conseguendo per questa strada quello che per vie diverse finora non ha potuto; se non ci riesce, almeno impedire nelle anime la devozione per esso e gli immensi doni che Maria intende accordare lì a chi li domanderà nel modo conveniente. Satana e i suoi hanno ben chiaro che chi vive a Saragozza e nelle vicinanze le deve più di chi sta in differenti province della cristianità, perché ha dentro le mura la fonte dei favori che gli altri vengono a cercare da lontano. Se con il possesso di un simile tesoro fossero più cattivi e trascurassero la benignità e la clemenza che nessuno era in grado di guadagnare, questa ingratitudine verso l’Altissimo e la Regina beatissima sarebbe meritevole di sdegno più grande e di un castigo più grave della giustizia celeste. Confesso con gioia a coloro che leggeranno la presente Storia che, avendola scritta a solo due giornate di distanza, stimo per me fortunatissima questa prossimità e ho profondo affetto per quel luogo sacro, per il debito che tutti comprenderanno che io ho con la mia Maestra. Ne ho uno anche con la pietà di tale città ed in contraccambio di ciò vorrei richiamare alla memoria di quanti vi risiedono, con voce penetrante e forte, la cordiale ed intima venerazione cui sono tenuti, nonché quello che con essa possono conquistare e al contrario con la dimenticanza e la poca attenzione possono lasciarsi sfuggire. Si considerino, dunque, più beneficati e vincolati degli altri, apprezzino la loro ricchezza, ne godano felicemente e non facciano del propiziatorio di Dio una casa inutile e ordinaria; infatti, così muterebbero in tribunale di giudizio quell’edificio che fu stabilito come tribunale di misericordia.

357. Finita la visione, Giacomo fece venire a sé i discepoli, che erano assorti per la musica e lo splendore anche se non scorgevano né udivano niente, e li informò di quanto era opportuno affinché lo aiutassero nella costruzione, alla quale pose mano con ogni zelo. Prima di andarsene, con l’assistenza degli spiriti superni completò la piccola cappella dove stanno l’immagine e la colonna. Pian piano, poi, i cattolici hanno innalzato il sontuoso tempio e il resto che adorna quel santuario tanto famoso. Per il momento Giovanni non ebbe notizia di tale apparizione, né la Principessa gliela manifestò, perché non faceva parte della fede universale della Chiesa e per questo era da lei custodita nel proprio petto; tuttavia, ella ne rivelò a lui e agli altri evangelisti alcune più eccellenti, poiché necessarie all’istruzione dei credenti. San Giacomo, però, al suo rimpatrio attraversò Efeso e dette ragguaglio al fratello di quello che gli era capitato mentre peregrinava in Spagna, parlandogli delle due occasioni in cui aveva avuto il privilegio di contemplare la nostra sovrana, di ciò che era accaduto nella seconda e di ciò che aveva eretto. Dalla relazione che questi fece tanti degli apostoli e degli altri furono messi al corrente del miracolo, ed egli stesso in seguito lo comunicò loro in Gerusalemme per confermarli nella riverenza verso di lei e nella fiducia nella sua mediazione. Così fu, perché coloro ai quali esso fu annunciato cominciarono ad invocarla nelle tribolazioni e nei bisogni, ed ella soccorse molti, anzi tutti, in vari frangenti e pericoli.

358. Questo prodigio si verificò all’inizio del quaranta dopo Cristo, la notte tra il due e il tre gennaio. Dal principio della missione di Giacomo erano trascorsi quattro anni, quattro mesi e dieci giorni. Egli era partito il venti agosto del trentacinque e, dopo la visita della Signora appena riportata, spese un anno, due mesi e ventitré giorni nell’opera di edificazione, nel rientro e nella predicazione; morì, poi, il venticinque marzo dell’anno quarantunesimo dalla redenzione. La Vergine , quando gli si mostrò in Saragozza, aveva cinquantaquattro anni, tre mesi e ventiquattro giorni e si mise in viaggio verso Efeso il quarto giorno dal suo ritorno al cenacolo. Quindi, quel santuario le fu dedicato assai prima del suo insigne transito, come si capirà meglio allorché al termine di questa Vita farò sapere quando esso avvenne e l’età che ella aveva allora; passarono, infatti, più anni di quanti se ne assegnano comunemente. In Spagna ella era già ossequiata pubblicamente e con solennità in diversi templi, che erano subito sorti ad imitazione di quello del Pilar.

359. Questo regno ottenne su tutti gli altri la palma nel culto di Maria e, mentre ella era ancora sulla terra, si segnalò nel celebrarla e nell’implorarla più di quanto essi abbiano fatto dopo la sua definitiva salita al cielo; ciò lo nobilita al di sopra di quello che si potrà mai proclamare. Ho afferrato che, in ricompensa di questa vecchia e diffusa devozione, ella lo ha tanto impreziosito di sue immagini comparse e di santuari a lei intitolati, in numero maggiore che negli altri. Con tali favori ha voluto rendersi qui più familiare, offrendo il suo patrocinio con tante chiese, venendoci incontro in ogni provincia affinché la riconosciamo come nostra madre e protettrice e intendiamo che ci affida la difesa del suo onore e la dilatazione della sua gloria per tutto il mondo.

360. Prego, supplico umilmente e ammonisco tutti gli spagnoli perché risveglino la memoria, ravvivino la fede, risuscitino il primitivo fervore stimandosi più tenuti degli altri al suo servizio, abbiano in singolare considerazione il santuario di Saragozza, attribuendogli la preminenza sugli altri in quanto origine della loro pietà verso costei. Tutti i lettori credano che ricevemmo le nostre antiche fortune e grandezze per lei e per la sua venerazione; ora esse sono in tanta rovina e quasi perdute a motivo della nostra negligenza, con la quale ci attiriamo l’abbandono che stiamo sperimentando, e se desideriamo un rimedio per simili calamità lo troveremo solo con il suo potente intervento, obbligandola a questo con nuove dimostrazioni. Poiché il mirabile beneficio dell’essere cattolici e gli altri che ho riferito ci sono venuti per mezzo del nostro patrono Giacomo, si rinnovino anche gli appelli a lui, affinché per sua intercessione Dio ripeta le sue meraviglie (1).

Note:

1) Così un noto Dizionario delle Apparizioni mariane registra questo evento prodigioso:
« Il 20 gennaio del 41, secondo la Tradizione dell’antichità cristiana, la Madre del Salvatore sarebbe apparsa all’apostolo Giacomo il Maggiore. La Madonna aveva a quel tempo 53 anni e, come dice la mistica Maria d’Agreda, avrebbe ricevuto questo incarico dal Redentore stesso: “Madre mia amatissima, io desidero che tu vada da Giacomo per dirgli che prima di ritornare a Gerusalemme deve costruire un santuario in tuo onore, una chiesa di Dio in cui tu verrai invocata e onorata” Giacomo era partito da Giaffa per raggiungere l’estremità della Terra e, prima di mettersi in viaggio, Maria Santissima gli aveva promesso di visitarlo durante le soste. Infatti, in una di queste, in Aragona, dove Giacomo predicava il Vangelo, Ella gli apparve maestosamente su una colonna di marmo per incoraggiarlo a continuare l’evangelizzazione della Spagna. Inoltre gli affidò l’incarico di far erigere una chiesa a sua gloria dove avrebbe dovuto essere custodita questa colonna di marmo. Maria Santissima si servì della bilocazione, cioè apparve in Spagna mentre era ancora vivente […]. La Madre di Dio è spesso ricorsa a questo fenomeno mistico-spirituale (essere presente in due luoghi differenti). L’origine della cattedrale di Saragozza risale alla cappella di Santa Maria del Pilar (Maria della colonna) »: G. Hierzenberger – O. Nedomansky, Tutte le apparizioni della Madonna in 2000 anni di storia, Piemme, Casale Monferrato 1996, pp. 51-52.

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