Una frase, un programma…
«I tempi moderni sono dominati da Satana e nel futuro sarà sempre più così. La battaglia contro l’inferno non può essere ingaggiata dagli uomini, neanche dai più capaci. Solo l’Immacolata ha ricevuto da Dio la promessa della vittoria contro Satana. Tuttavia Ella ora richiede la nostra cooperazione. Cerca anime che si consacrino interamente a Lei, perché diventino nelle sue mani strumenti efficaci per la sconfitta di Satana e la diffusione del regno di Dio sulla terra».
Questa frase è il cuore di tutta la vita di San Massimiliano Maria Kolbe. Non è una frase devota, è un piano di guerra. Te la scompongo come lui la pensava, perché lui era un teologo, un militare e un cavaliere medievale insieme.
Il testo viene dagli scritti della Militia Immaculatae (MI), che fondò nel 1917 a Roma mentre studiava e vedeva coi suoi occhi le manifestazioni massoniche contro la Chiesa. È il suo manifesto.
1. “I tempi moderni sono dominati da Satana e nel futuro sarà sempre più così”
Kolbe non è un pessimista che si lamenta. È un realista. Ha visto due cose che pochi vedevano nel 1917:
a) Il cambio di strategia del nemico. Prima Satana attaccava le anime una per una. Nei tempi moderni, dice Kolbe, attacca le strutture: stampa, cinema, scienza, politica, scuole. Non ti tenta più solo con un peccato personale, ma crea un ambiente intero dove Dio è assente. Oggi diremmo: cultura, social, ideologie. È quello che Papa Paolo VI chiamerà poi “fumo di Satana”.
Per questo dice “sarà sempre più così”. Aveva ragione. Non perché Dio sia più debole, ma perché l’uomo, rifiutando Dio, lascia più spazio vuoto che Satana occupa. È la regola 11 di Sant’Ignazio di Loyola: il nemico attacca il punto debole di un’intera epoca.
b) Non è disperazione, è diagnosi. Come un medico che ti dice “hai un tumore, e crescerà”. Non lo fa per spaventarti, ma perché tu prenda la medicina giusta subito.
2. “La battaglia contro l’inferno non può essere ingaggiata dagli uomini, neanche dai più capaci”
Qui c’è la sua umiltà francescana. Kolbe era geniale: laureato in teologia, in filosofia, matematico, inventore, giornalista che dirigeva il più grande giornale cattolico polacco. Eppure dice: io non ce la faccio. Nessun uomo ce la fa.
Perché? Perché Satana è pura intelligenza angelica, molto più intelligente e potente di noi. Tu da solo contro di lui sei come Giobbe: nudo. Se ti appoggi all’uomo (anche l’uomo più capace), alle tue strategie, alle tue opere, crollerai.
L’uomo non può battere Satana da solo.
Allora chi può?
3. “Solo l’Immacolata ha ricevuto da Dio la promessa della vittoria contro Satana”
Kolbe qui cita Genesi 3,15, il Protoevangelo, il primo versetto di speranza della Bibbia dopo il peccato originale: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa”.
Chi è questa Donna? La tradizione della Chiesa l’ha sempre vista come Maria. Ma nota: non è una donna qualsiasi. È l’Immacolata.
Perché solo Lei? Per Kolbe c’è una ragione teologica profondissima:
Satana è l’essere che ha detto “Non servirò”. È la superbia pura.
Maria è l’essere che ha detto “Eccomi, sono la serva del Signore”. È l’umiltà pura.
Satana non può sopportare di essere vinto da un’umile ragazzina di Nazareth, proprio lui che voleva essere come Dio. Dio ha voluto umiliarlo così: la creatura più umile schiaccia la testa alla creatura più superba.
E perché Immacolata? Perché Satana ha un diritto su di noi per il peccato originale. Siamo tutti un po’ suoi, per la ferita. Maria invece, fin dal primo istante del suo concepimento, è stata preservata dal peccato. Su di Lei Satana non ha avuto MAI nulla. È l’unico territorio umano totalmente libero, totalmente di Dio. Per questo è l’unica che può vincere senza compromessi.
Kolbe, che era innamorato di Duns Scoto e dell’Immacolata, diceva: “L’Immacolata è il capolavoro di Dio, dove Satana non è mai entrato”.
4. “Tuttavia Ella ora richiede la nostra cooperazione. Cerca anime che si consacrino interamente a Lei”
E qui arriva la parte che ti riguarda.
Dio potrebbe vincere da solo. Maria potrebbe vincere da sola. Ma Dio, nella sua pedagogia, ha voluto che la vittoria passi attraverso di noi. Non perché ne abbia bisogno, ma perché vuole renderci partecipi della sua gloria.
Consacrarsi interamente a Lei, per Kolbe, non è dire una preghiera in più. È il suo famoso “W” – Własność in polacco: proprietà.
Diventare proprietà dell’Immacolata. Come un pennello in mano a un pittore, come una spada in mano a un cavaliere.
Perché? Per due motivi:
a) Perché Lei ci purifica. Se tu ti dai a Lei, Lei prende le tue miserie, il tuo egoismo, il tuo sentirti piccolo di cui parlavi ieri, e le trasforma in qualcosa che Dio può usare. Tu non devi essere capace. Devi essere disponibile. È il contrario dell’appoggiarsi all’uomo: ti appoggi a Lei, che ti appoggia a Dio.
b) Perché Lei è il mezzo più breve. Kolbe diceva: “Il modo più breve e sicuro per andare a Gesù è Maria, perché Gesù è venuto a noi tramite Maria”. E il modo più breve per battere Satana è lasciar fare a Lei.
Quando tu dici “Sono tutto tuo, o Immacolata”, in quel momento Satana non combatte più contro te, piccolo, ferito, che si sente egoista. Combatte contro di Lei. E contro di Lei ha già perso.
È quello che è successo ad Auschwitz. Quando Massimiliano si è offerto al posto di Francesco Gajowniczek, non ha fatto un gesto eroico umano. Era diventato da 20 anni “proprietà dell’Immacolata”. Non era più lui che agiva. Era Lei che agiva in lui. E Satana, nel bunker della fame, ha perso. Lì, dove regnava l’odio più puro, è entrato un canto: i prigionieri sentivano i frati che cantavano lodi a Maria. Il campo di concentramento, dominato da Satana, è stato vinto da un uomo che era strumento dell’Immacolata.
Riassunto in 3 verbi per oggi
1. Non combattere da solo: riconosci che i tempi sono duri e tu sei piccolo. È verità, non umiltà finta.
2. Appoggiati a Lei: non all’uomo, non alle strategie. A Dio tramite l’Immacolata. Lei rimane.
3. Diventa strumento: dì oggi, con le parole di Kolbe: “O Immacolata, Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amabilissima, alla quale Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi… e ti offro tutto me stesso, come tua proprietà e possesso”.
Quella consacrazione, diceva Kolbe, vale più di mille battaglie ingaggiate da soli.