Dopo aver passato brevemente in rassegna gli avvenimenti che ebbero come protagonista il protestante Bruno Cornacchiola convertito dalla Vergine della Rivelazione, cerchiamo adesso di penetrare più a fondo nel significato e nel valore di queste eccezionali rivelazioni.

« Facciamo insieme la pia pratica dei primi venerdì del mese, confessandoci e comunicandoci »

Una delle frasi sorprendenti che la Madonna rivolse a Bruno alle Tre Fontane è la seguente: « Il giuramento di Dio è e rimane eterno ed immutabile. I nove venerdì del Sacro Cuore di Gesù che tu facesti prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato ». Sorprende e al contempo consola sapere che una devozione tanto semplice, come quella dei Primi Nove Venerdì al Sacro Cuore di Gesù, abbia potuto salvare l’anima di un peccatore traviato.

Soprattutto in un’epoca come la nostra in cui, sulla scia della stravagante idea di “maturità dogmatica” sono tanti coloro che disprezzano la dimensione devozionale della fede come qualcosa appartenente ad una forma di Cristianesimo ormai passato, pre­conciliare, adatto  tutt’al più alle vecchiette, la Vergine della Rivelazione ri­afferma, di contro, la validità sempre attuale delle devozioni, in quanto queste racchiudono in sé valori sempre attuali e necessari per la vitalità della Chiesa.

Mi sembra allora opportuno cercare di  comprendere i motivi di valore di questa pia pratica, dal momento che tanto potere ebbe per la conversione del protagonista delle Tre Fontane. Ciò che primariamente viene assicurato a colui che pratica i Primi Venerdì è la salvezza eterna, la meta a cui tende la vita di ogni uomo, come ricorda l’apostolo san Pietro (cf 1Pt 1, 6-9).

Si tratta della cosiddetta grande promessa del Sacro Cuore, per cui nessuno di coloro che avranno fatto bene i Nove Primi Venerdì morrà in peccato mortale perché gli sarà concess;

a) se è giusto, la perseveranza finale nello stato di grazia;

b) se è peccatore, il perdono di ogni peccato mortale sia per mezzo della Confessione, sia per mezzo di un atto di dolore perfetto.

Lo spirito di amore e di riparazione è l’anima di questa Comunione mensile: amore che cerca di contraccambiare l’ineffabile carità del Cuore divino; riparazione per le freddezze, le ingratitudini, il disprezzo con cui gli uomini ripagano tanto amore. A questo va aggiunta anche quella testimonianza di fedeltà e perseveranza che il Signore tanto apprezza: per fare i Primi Venerdì, infatti è necessario portala avanti per lo spazio di 9 mesi, nel fervore o nell’aridità senza venir meno nel santo proposito da cui si era animati al momento di cominciare[1].

Utile rilevare come sia proprio in epoca moderna che il culto al Cuore del Salvatore – che del resto la Chiesa ha promosso sin dal Medioevo per mezzo di figure di santità del tutto singolari quali sant’Antonio, san Bonaventura, santa Matilde, santa Caterina da Siena, sant’Angela da Foligno, ecc. – conobbe il massimo sviluppo in seguito alle apparizioni di Gesù a Santa Margherita Maria Alaquoque, nel XVIII sec.

In un periodo storico in cui il Giansenismo eretico proclamava i rigori della giustizia divina ed il Protestantesimo, sotto le varie denominazioni, spaccava la Chiesa di Dio, la devozione al Cuore di Cristo costituì un efficace antidoto per suscitare e rinnovare nei fedeli l’amore al Signore e la fiducia nella sua infinita Misericordia, di cui il suo Sacro Cuore è pegno e simbolo. Ed è propriamente lo spirito di amore e dedizione incondizionate che questa devozione vuole stimolare e irrobustire in seno Chiesa. Il precetto della carità verso Dio e, di riflesso, verso il prossimo resta e resterà sempre il culmine ed l’anima della vita morale del cristiano[2].

Note:

[1] Le promesse che Gesù fece a santa Margherita per i devoti del suo sacro Cuore erano ben 12:

1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato;

2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie;

3. Li consolerò in tutte le loro pene;

4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte;

5. Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa;

6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l’oceano infinito della misericordia;

7. Le anime tiepide si infervoreranno;

8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione;

9. La mia benedizione si poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l’immagine del mio Cuore;

10. Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti;

11. Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.;

12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

Questa dodicesima promessa è detta “grande“, perché rivela la divina misericordia del Sacro Cuore verso l’umanità.

[2]Se alla fine tu avrai gli stessi sentimenti di ora, darò il mio nome alla setta; se invece cambierai idea, non parlarmene più”. Queste furono le parole con cui, nella sua semplicità, l’afflitta sposa di Cornacchiola, Iolanda, faceva la sua proposta al marito, sicura che il Sacro Cuore di Gesù le avrebbe fatto il miracolo di convertire il suo sposo. “Ebbene, farò queste Comunioni e voglio farle bene, con sincerità”, fu la risposta di Cornacchiola. E portò bene a termine la devota pratica. Nell’immediato non accadde nulla. “Fallita la prova, io e la moglie demmo il nome alla setta protestante”, racconta Bruno. Ma Dio conosceva il tempo ed il modo opportuni per intervenire per mantenere fede alle sue promesse ed il modo opportuni erano quel sabato del 1947, quel 12 aprile in cui l’evento miracoloso della Vergine della Rivelazione doveva determinare una svolta decisiva ed irreversibile nella vita di Bruno.

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