Nell’apparizione del luglio 1917 la Vergine del Rosario di Fatima aveva predetto: « Verrò a chiedere la consacrazione della Russia ». La richiesta fu esplicitata il 13 giugno 1929. Lucia, ormai religiosa professa, si trovava in convento a Tuy, in Spagna. In seguito ad una grandiosa visione della SS. Trinità, la Vergine Maria che era presente prese la parola e disse alla veggente:

« È arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla con questo mezzo. Sono tante le anime che la giustizia di Dio condanna per i peccati commessi contro di me, che vengo a chiedere riparazione: sacrificati per questa intenzione e prega » (1).

Nel corso degli anni, dal momento in cui la richiesta della Consacrazione della Russia fu fatta pervenire ai Pontefici, questi la reiterarono in varie occasioni con tentativi che non soddisfecero, però, le modalità richieste dalla Madonna.

Da parte degli studiosi di Fatima è dibattuta la questione se la consacrazione fatta da Giovanni Paolo II nel 1984 abbia ottemperato a tutte le condizioni poste dalla Vergine SS. o lo abbia fatto solo parzialmente o non lo abbia fatto per nulla e se quindi quella consacrazione è da considerarsi quella definitiva o bisogna aspettarne un’altra che la “completi”. Anticipo che la mia è una posizione mediana tra queste due.

Quella di coloro che sostengono che tale consacrazione « non sia stata mai fatta » (nel senso che non rispondendo del tutto alle richieste della Madonna è stata rigettata dal Cielo) non mi sembra sostenibile perché, oltre al fatto che suor Lucia ha sempre parlato, rispetto a quella consacrazione, di un attto “valido” e “gradito a cielo”, esistono degli effetti insindacabili che dimostrano che le promesse della Vergine, almeno in parte, si sono compiute (il crollo dell’Impero sovietico “senza colpo ferire”; certi indizi di conversione della Russia, nazione al presente più sana nei principi morali e religiosi dei paesi dell’UE…) (2).

In particolare, il crollo del colosso sovietico (URSS) ha dell’incredibile. Ad essere onesti non si può far a meno di riconoscere la mano di Dio in tutto questo. In effetti « quando è crollato il Comunismo sovietico – un impero che controllava mezzo mondo, che aveva armi nucleari da distruggere tutta la terra, che sembrava immortale – esso è caduto come sono cadute le mura di Gerico al suono della tromba, senza che si scatenasse quel terzo conflitto mondiale che ovunque si temeva » (3).

Il noto mariologo Manfred Hauke in una sua documentata conferenza su Fatima tenuta durante il Convegno Mariologico Internazionale sulla Mariologia del beato Giovanni Paolo II (Frigento, 23-25 settembre 2013) – e reperibile sul sito http://www.manfredhauke.dee –, ha tuttavia dimostrato che suor Lucia avrebbe ricevuto un’ingiunzione da parte della Segreteria di Stato, secondo la quale « non avrebbe dovuto più importunare il Sommo Pontefice con quella questione della consacrazione della Russia ». Inoltre nella formula del 25 marzo 1984 manca ancora la menzione esplicita della Russia e, in quell’occasione, non si riuscì ad ottenere la partecipazione congiunta di tutti i vescovi del mondo all’atto di consacrazione del Papa, la qual cosa non può dirsi senza valore o secondaria. L’uso della circumlocuzione « quei popoli dei quali tu stessa stai aspettando fiduciosa la nostra consacrazione », come è risaputo, fu suggerito da ragioni “prudenziali” (4).

Per quanto riguarda la menzione esplicita della Russia, si potrebbe tuttavia notare che, in effetti, la Madonna non ha “dettato” la formula consacratoria e non ha proibito di usare termini sinonimici alla parola “Russia”, che avessero il medesimo referente reale. Per cui non sembra che la validità della consacrazione dovesse necessariamente essere legata alla presenza materiale della parola “Russia” nella formula consacratoria: come sarebbe stata valida la consacrazione fatta con la parola “URSS”, così potrebbe essere ritenuta sostanzialmente valida la consacrazione fatta con l’espressione « quei popoli dei quali tu stessa stai aspettando fiduciosa la nostra consacrazione » perché la sua “intentio prima” è identica alla sigla “URSS” e alla parola “Russia”.

Stando così le cose, la questione starebbe ora, però, nel valutare se sia il caso di “importunare ancora il Santo Padre con quella questione della consacrazione”, allo scopo di farne una che sicuramente risponda in toto alle condizioni poste da Nostra Signora. A mio modesto avviso, considerando gli sviluppi del piano rivelativo dei messaggi mariani post-Fatima, bisognerebbe puntare, attualmente, sul fare una “consacrazione ufficiale” non più e non solo della Russia ma di tutte le “nazioni neopagane” che ormai sono diventate pure peggiori della Russia quanto a disastro dei valori, a leggi inique, a scristianizzazione, apostasia da Dio. Consacrazioni, possibilemente, fatte dalle Conferenze Episcopali dei Paesi perché queste, come la storia ha dimostrato, hanno sempre avuto effetti di gradissimo rilievo, anche sul piano sociale. Nei messaggi mariani degli ultimi decenni, infatti, la Vergine SS. non reitera la richiesta di riconsacrare la Russia al suo Cuore Immacolato ma di estendere la consacrazione a tutte le nazioni, diocesi, famiglie, gruppi intra ed extra ecclesiali. A mio avviso, quindi, la Madre del Cielo, conoscendo e apprezzando le ottime intenzioni del suo amato figlio Giovanni Paolo II oltre ai suoi tentativi di obbedire sinceramente alle sue richieste, avrebbe potuto voler superare le difficoltà estendendo, in tempi recenti, la richeista di consacrazione a paesi e altri enti sociali ed ecclesiali che, al presente, hanno ancora più bisogno della Russia di consacrazione e, dalla cui conversione, può davvero dipendere la ripresa e la pace del mondo.

Tornando alle conseguenze politiche, sociali e culturali dell’atto consacratorio emesso da Giovanni Paolo II, mi viene da pensare che davvero questo Pontefice è stato uno di quegli abili timonieri della storia – quelli che muovono gli ingranaggi segreti degli eventi servendosi di strumenti soprannaturali – quando quel 25 marzo 1984 consacrò la Russia al Cuore Immacolato di Maria.

Al di là degli onesti confronti tra gli studiosi di Fatima per chiarire se a quell’atto manchi ancora qualcosa o sia completo, tengo a ribadire che quella Consacrazione fu di certo “valida e gradita al Cielo”, come sempre suor Lucia ha fatto sapere (valida e gradita a Dio, almeno su questo non vi è alcun dubbio, suor Lucia lo ha affermato sin  da subito) (5).

E, così, il “timone sterzò” e la storia registrò degli eventi imprevedibili a cui, se lo storico agnostico fa fatica a trovare una spiegazione, quello credente vi riconosce un’origine soprannaturale. Si tratta di “coincidenze” che sono passate, per lo più sotto silenzio:

« Dall’esplosione del 13 maggio 1984 a Severomorsk (un mese e mezzo dopo la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria fatta da Giovanni Paolo II), nella quale vennero distrutti i due terzi degli armamenti della flotta Sovietica; agli  incendi del maggio 1988 (a metà dell’anno mariano 1987-88), quando due fabbriche di combustibili per missili, una statunitense in Nevada e l’altra Sovietica in Ucraina, furono rasi al suolo; dallo smembramento dell’Unione Sovietica (l’8 dicembre 1991) all’ammainabandiera sul Cremlino (il successivo 25 dicembre), in due date che soltanto per la Chiesa cattolica sono la festa dell’Immacolata Concezione e il Natale, mentre quella ortodossa russa non festeggia l’Immacolata e celebra il Natale il 7 gennaio secondo il calendario giuliano » (6).

Note:

1) Un cammino sotto lo sguardo di Maria. Biografia di suor Lucia di Gesù e del Cuore Im­­macolato di Maria, a cura del Carmelo di Coimbra, OCD,  Roma 2014, p. 218.

2) Onde evitare fraintendimenti, tuttavia, occorre ricordare che sempre suor Lucia ha spiegato con chiarezza il senso della conversione della Russia promessa dalla Madonna in conseguenza della consacrazione di quel paese al suo Cuore Immacolato: si tratta di una conversione non al Cristianesimo in modo indistinto o genericamente ai principi cristiani ma della conversione e ritorno alla Fede e alla Chiesa cattolica. Quindi quello di cui si può parlare è un processo di conversione “in fieri” della Russai che si constata da certi avvenimenti storici recenti, un processo che tuttavia attende di procedere e soprattutto di compiersi.

3) D. Manetti, Fatima, l’urgenza della conversione, 7.12.2014, in La nuova Bussola Quotidiana.

4) Inoltre è doveroso ricordare che, dopo aver detto le parole “quei popoli”, mentre recitava la Consacrazione del 1984 a Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo aggiunse spontaneamente le seguenti parole al testo preparato: ” …. dei quali Tu Stessa stai aspettando fiduciosa la nostra consacrazione”. Mentre la frase aggiunta non compare nel testo stampato prima della Consacrazione del mondo del 1984, compare invece nella cronaca, riportata dall’Osservatore Romano, di ciò che il Papa disse realmente: in L’Osservatore Romano, 26-27 marzo 1984, pp. 1; 6.

5) Saverio Gaeta, saggista e studioso delle apparizioni del massimo rispetto e sincero credente, nel suo recente libro su Fatima, riporta testimonianze interessanti che sembrano confermare la tesi della sostanziale validità dell’atto di consacrazione pronunciato da Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984 a cui tuttavia mancò qualcosa per essere completo. Che questa incompletezza dipenda dalla prima clausola (la menzione della Russia) o dalla seconda (la partecipazione congiunta di tutti i vescovi del mondo) penso sia secondario rispetto alla constatazione che, a quell’atto, “qualcosa mancò”. Tra le testimonianze raccolte da Gaeta, la più pregnante è la seguente: « In un’intervista a Famiglia Cristiana il 2 luglio 2000 il vescovo Pavol Hnilica dettagliò un importante episodio del quale era stato protagonista il 25 marzo 1984: “Va al Cremlino in visita come turista e quando torna annuncia di aver celebrato la dentro una Messa in segreto. Quindi riparte per Fatima: “Sono andato da suor Lucia per chiederle se l’atto era valido secondo il desiderio della Madonna. Sapevamo che molti vescovi non erano d’accordo. La sua risposta è stata che l’atto era valido ma incompleto e che tuttavia Dio era contento perché il Santo Padre ha fatto tutto quanto era possibile” »: S. Gaeta, Fatima, Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2017, pp. 204-205.

6) Ivi, pp. 7-8. Si veda anche la completa rassegna di queste e altre piccole “coincidenze storiche” legate alla efficacia della consacrazione dell’84 riportate da padre Padre G. Elia, Il Segreto di Fatima. Salvati da una profezia, Sugarco, Milano 2011, pp. 169-174.

 

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