Parlare di Fatima in questo Centenario è d’obbligo, come sto facendo con una rubrica apposita su questo sito (Fatima. Speciale Centenario).

Avendo scelto la categoria dei “Tempi di Maria” per illuminare e legittimare il fenomeno delle epifanie mariane degli ultimi due secoli, vorrei trovare il posto della mariofania portoghese in questa cornice ideale.

E, ad essere onesto, l’operazione non mi sembra particolarmente difficile. Si potrebbe dire che se i Tempi di Maria sono stati complessivamente anticipati e preannunciati a Quito da Maria del Buon Successo (XVI sec.), hanno fatto il « solenne ingresso » nel 1830 a Rue di Bac (Parigi) e sono stati inquadrati programmaticamente nel messaggio di Marienfried, essi hanno pure un « epicentro » ovvero un momento manifestativo centrale che si presenta come una sorta di « crinale », uno spartiacque tra il prima ed il dopo, un’ « implosione » dei contenuti e delle finalità di tutta la ricca e complessa trama delle apparizioni mariane moderno-contemporanee: questo epicentro dei Tempi di Maria è, appunto, Fatima.

Fatima, a mio parere, può essere considerata tale non in senso « cronologico » (anche se pare lo sia anche da questo punto di vista perché, considerando l’arco di tempo intercorrente tra Rue du Bac e il nostro momento presente, si trova quasi al centro); Fatima è soprattutto l’epicentro « teologico » dei Tempi di Maria perché i suoi eventi e i suoi messaggi sono così determinanti che tutti i fenomeni mariani precedenti vi convergono come una preparazione e, dopo di essi, tutti o quasi si presentano come una loro esplicitazione. Nessuna vera novità rilavante, mi pare, possa essere aggiunta al quadro così completo del Messaggio e del Segreto di Fatima. Questo non per togliere importanza alle successive apparizioni mariane con cui la Madonna porta avanti il suo progetto salvifico, ma solo per dire che esse saranno il prosieguo ed il compimento del progetto mariano manifestato a Fatima come può notare agevolmente ogni conoscitore delle apparizioni del XX secolo.

Vorrei dare, a questo punto, una « visione aerea » di questo straordinario evento mariano del XX secolo. Non vi è dubbio che la portata di Fatima è grandiosa ed eccezionale da più punti vista, sotto diverse prospettive. Il suo carisma profetico è eminente: « il fenomeno delle apparizioni di Fatima va […] ricondotto al carisma della profezia, non tanto per illuminare o ricordare verità che si trovano nel vangelo, quanto per preparare moralmente la Chiesa alle battaglie future in cui si scontreranno il bene e il male » (1).

Fatima è il rigetto più chiaro di ogni genere di « minimismo mariofanico » (la svalutazione cioè del fenomeno delle apparizioni mariane). La Vergine Immacolata, manifestandosi a Cova da Iria, è come se avesse detto: « Sono venuta a preparare moralmente la Chiesa alle battaglie future e a dare un messaggio profetico che non si riferisce solo né principalmente al passato, ma si proietta in un futuro dal sapore apocalittico e aiuta a comprendere il senso di ciò che sta accadendo nel mondo e nella Chiesa ». È di massima necessità, quindi, dare tutto il rilievo possibile a ciò che Lei ha rivelato ha detto e ha fatto durante queste sue apparizioni.

L’evento-messaggio di Fatima supera, per spessore e profondità, quello delle altre rivelazioni e apparizioni mariane degli ultimi secoli, comprese Parigi, La Salette e Lourdes.

Nota Vittorio Messori che « ogni apparizione sembra assomigliare a ogni altra, avendo sempre al centro un appello alla preghiera e alla penitenza e, al contempo, è diversa da ogni altra per l’accentuazione di un aspetto particolare della fede (…). L’atmosfera di Fatima (…) appare soprattutto escatologica, apocalittica. Anche se con un finale che conforta e rasserena. È evidente che la ragione principale dell’apparizione portoghese è richiamare gli uomini alla tremenda serietà di una vita terrena che altro non è che una breve preparazione alla vita vera, a un’eternità che può essere di gioia ma anche di tragedia. È un richiamo alla misericordia e, al contempo, alla giustizia di Dio » (2).

Il card. Ratzinger, nella famosa intervista rilasciata allo stesso Messori nel 1984, si esprimeva così sulla “serietà” di Fatima e del suo messaggio: « Da quel luogo [Portogallo] è stato lanciato un segnale severo, che va contro la faciloneria imperante, un richiamo alla serietà della vita e della storia, ai pericoli che incombono sull’umanità. È quanto Gesù stesso ricorda assai spesso, non temendo di dire: “Se non vi convertite, tutti perirete” (Lc 13,3). La conversione – e Fatima lo ricorda in pieno – è un’esigenza perenne della vita cristiana » (3).

Con Fatima, quindi, sembra di assistere ad una “svolta decisiva” nella storia delle apparizioni mariane: si tratta di una pietra miliare che resterà sempre al centro di tutti gli interventi di Maria nella storia dell’umanità: «Nelle sue apparizioni Maria richiama sostanzialmente al Vangelo e ai suoi valori, come preghiera, conversione, Eucaristia, accettazione della croce, solidarietà riparatrice verso i peccatori […]. Con Fatima le cose cambiano, perché oltre a tutto ciò, quell’evento si distingue da Lourdes e dalle altre apparizioni per vari aspetti:

– dalle consegne di pratiche di pietà, preghiera e conversione, la Madonna di Fatima passa ad un’autentica spiritualità, condensata nella devozione o consacrazione al suo Cuore Immacolato;

– da una visione puramente spirituale, la Madonna di Fatima passa ad una prospettiva anche storica e politica, che parla di guerra e di pace e punta sul fenomeno più lungo e terribile del secolo XX: la Russia comunista;

– dalla preoccupazione per il presente della Chiesa e del mondo, la Madonna di Fatima passa alla sollecitudine per il futuro e consegna ai tre pastorelli il famoso segreto nelle sue tre parti;

– da alcune apparizioni (18 a Lourdes) la Madonna di Fatima prolunga per quasi un secolo il suo dialogo con l’umanità attraverso Lucia favorita di altre apparizioni a Pontevedra e a Tuy che spiegano e completano il messaggio dato ai tre pastorelli;

– da un influsso ristretto si passa ad un influsso universale sulla pietà dei fedeli e perfino dei vescovi e dei Pontefici, e in particolare di Giovanni Paolo II che attribuisce alla Madonna di Fatima lo scampato pericolo di morte nell’attentato del 13 maggio 1981 » (4).

Per quanto riguarda la prospettiva storica e politica, c’è chi ha definito Fatima la « più politica e sociale » di tutte le apparizioni mariane. Difficile da dire se le cose stiano davvero così, ma certo Fatima è una delle più politiche e sociali per i risvolti che il suo messaggio ha avuto e tutt’ora ha in questi ambiti. È stato infatti notato che « la successione di idee che la Madonna [a Fatima] presenta all’umanità indica l’esistenza di una crisi morale, che in fondo è una crisi religiosa, e che questa crisi religiosa e morale sfocerà in una catastrofe politica. Quale sarà questa catastrofe politica da Lei profetizzata? La Russia diffonderà i suoi errori su tutta la Terra. Questa catastrofe sarà un castigo causato dall’immoralità e dall’irreligiosità degli altri popoli oltre alla Russia […]. La rivelazione di Nostra Signora a Cova da Iria addita la crisi politico-morale-religiosa come l’elemento centrale del panorama del mondo di oggi » (5).

Dal punto di vista dell’evento, esaminando la realtà storica e il contesto culturale in cui si inseriscono gli avvenimenti di Fatima, e confrontando il tutto con altri periodi della storia di profonda crisi a cui la Provvidenza ha offerto una risposta, è stata offerta questa considerazione: « l’Impero Romano d’Occidente si chiuse con un cataclisma illuminato e analizzato dal genio di quel grande Dottore che fu sant’Agostino. Il tramonto del Medioevo fu previsto da un grande profeta, san Vincenzo Ferrer. La Rivoluzione francese, che segna la fine dell’Evo Moderno, fu prevista da un altro grande profeta, e nello stesso tempo grande Dottore, san Luigi Maria Grignion de Montfort. L’Evo Contemporaneo, che sembra sul punto di chiudersi con una nuova crisi, ha un privilegio maggiore. A parlare agli uomini è venuta la Madonna » (6).

La logica conclusione è che « da tutti i punti di vista, per la natura del contenuto e per la dignità di chi le ha fatte, le rivelazioni di Fatima superano tutto quanto la Provvidenza ha detto agli uomini nell’imminenza delle grandi burrasche della storia. Per tutti questi motivi si può affermare categoricamente, e senza nessun timore di essere contraddetti, che le apparizioni della Madonna e dell’Angelo della Pace a Fatima costituiscono l’avvenimento più importante e più entusiasmante del secolo XX » (7).

Considerando, d’altra parte, il messaggio di Fatima nel suo insieme, si nota una meravigliosa « coerenza del discorso di Maria […]. Alla via dei peccatori che sfocia nella dannazione eterna, Maria oppone la via della salvezza, che consiste nella conversione, nella comunione con Dio, nella preghiera (in particolare nel rosario meditato) e soprattutto nella devozione-consacrazione Cuore Immacolato (che comporta la comunione eucaristica riparatrice…) e la vita secondo la nuova alleanza nel sangue di Cristo » (8).

Dal puto di vista della Teologia della storia Fatima è avvincente. All’interrogativo circa il senso della storia personale e universale, infatti, « Fatima è tra le risposte maggiori, per un mondo che sempre più dimenticava, e oggi ancor più dimentica, il significato vero della vita sulla terra e la sua continuazione nell’eternità. Fatima è un messaggio “duro” che, nel linguaggio odierno, diremmo “politicamente scorretto”: proprio per questo è evangelico, nella sua rivelazione della verità e nel suo rifiuto di ipocrisie, eufemismi, rimozioni » (9).

Queste considerazioni confermerebbero la nostra lettura proposta all’inizio. Non solo non è banale attribuire alle apparizioni di Fatima il ruolo di epicentro dei Tempi di Maria ma, anzi, sembra sia l’attribuzione più propria per un evento e d un messaggio così eccezionali da poter essere definiti « il piu’ grande intervento di Dio nella storia dai tempi di Cristo e degli Apostoli » (10).

Note

1) S. De Fiores, Fatima, in Maria. Nuovissimo Dizionario, EDB, Bologna 2006, vol. 1, p. 715 [695-724].

2) V. Messori, Quel messaggio politicamente scorretto ma evangelico di Fatima, 31.01.2017: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quel-messaggio-politicamente-scorretto-ma-evangelico-di-fatima-18796.htm

3) J. Ratzinger, Rapporto sulla fede, Edizioni san Paolo, Cinisello Balsamo 1985, pp. 110-111.

4) S. De Fiores, Fatima, pp. 695-696.

5) Plinio Corrêa de Oliveira, Un fatto conosciutissimo, risplendente, ammesso da tutti, ma trascurato, sinossi dei commenti fatti in tre date diverse: 13.05.1965; 25.11.1974; 15.07.1985, in www.pliniocorreadeoliveira.it.

6) A. A. Borelli Machado, Le apparizioni e il messaggio di Fatima secondo i manoscritti di suor Lucia, Cristianità, Piacenza 1977, pp. 1-2.

7) Ibidem.

8) S. De Fiores, Il Segreto di Fatima. Una luce sul futuro del mondo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2008, p. 78.

9) V. Messori, Quel messaggio politicamente scorretto ma evangelico di Fatima.

10) Lo ha affermato, anche più di una volta, il sacerdote padovano don Attilio Negrisolo, in una sua catechesi su suor Lucia di Fatima, reperibile qui: https://gloria.tv/album/iwBvndKSfRyP1YecsiSWmmqWA/language/P9tZ8xVKoXVn4e3o1NykVavHR

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