È mia intenzione, dopo la presentazione generale del messaggio di Marienfried proposta in alcuni post precedenti, fermare ora l’attenzione su diverse sezioni del messaggio che si riferiscono, direttamente o indirettamente, alla consacrazione mariana e al Cuore Immacolato di Maria. Propongo qualche breve commento per meditare e gustare lo splendido messaggio di Marienfried.

 

« Io devo ritirarmi con i miei figli. Io compirò miracoli nel segreto delle anime, finché il numero delle vittime sarà completo. Dipende da voi abbreviare i giorni delle tenebre. Le vostre preghiere e i vostri sacrifici distruggeranno l’immagine della Bestia ».

« Il messaggio di Marienfried mette in evidenza un’altra cosa importante: viviamo ancora nel tempo della preparazione alla battaglia decisiva contro Satana. Nell’Apocalisse si parla della “Donna vestita di Sole”, che si sottrae al drago e fugge nel deserto (12,1-14). E a Marienfried Maria dice queste parole: “Ora devo ritirarmi insieme ai miei figli”. La Vergine Maria sin dal tempo del paradiso terrestre è l’antagonista del serpente. E vive nascosta con i suoi figli che si sono posti sotto il suo manto: nella lontananza da ogni inquinamento con il mondo, Lei li prepara allo scontro con le forze del male » (1).

Di questo messaggio, due punti in particolare fanno riflettere.

Innanzitutto, il potere straordinario accordato ai figli di Maria: a loro è dato il potere di « abbreviare i giorni delle tenebre ». Anzi, “dipende da loro” abbreviare i giorni delle tenebre, come si dice. Si tratta di una responsabilità enorme e di una realtà straordinaria che si fonda certo sul sacerdozio battesimale dei fedeli e che abilita ogni battezzato, in forza della consacrazione del Battesimo, ad applicare, con il proprio operare in stato di grazia, i meriti e i tesori della Redenzione. Ma certo questo fondamento teologico non è sufficiente del tutto a rendere ragione di questo ministero degli “apostoli degli ultimi tempi”se non si aggiunge anche il concorso di una speciale Provvidenza di Dio che fa sì che essi siano, in questi tempi di scontro decisivo con l’esercito delle tenebre, innestati più intimamente alla mediazione salvifica universale di Cristo e Maria, che comporta da un lato il provvisorio abbattimento del trono dell’orgoglioso Lucifero su questa terra e dall’altra la grazia della salvezza per tante anime che rischiano la perdizione eterna dell’inferno.

Fa riflettere poi, in secondo luogo, il fatto che la Madonna attenda che il novero delle vittime sia completo. Una cosa che ripeterà in altri luoghi e ad altri veggenti. Interessante, perché è proprio questo, secondo il messaggio, il tempo in cui Maria compirà – invero sta già compiendo – miracoli nelle anime, nel segreto e nell’intimo di questi “prediletti” che la Madonna si è scelta e che non hanno rifiutato il loro “sì” alla chiamata della celeste Sovrana.

Sono tempi che, ad un’invadente e roboante azione malefica nel mondo organizzata dal principe delle tenebre, per la quale la maggior parte delle anime marcisce letteralmente nel suo veleno, corrisponde una contro-azione silenziosa e nascosta, ma non per questo meno efficace e straordinaria, di Maria in un gruppo di anime numericamente inferiore rispetto ai figli delle tenebre ma certamente più potenti di essi perché la virtù che opera in loro è virtù divina.

Questa virtù è tale che ha la capacità di disintegrare « l’immagine della Bestia », come dice il Messaggio, che fuori metafora significa depotenziare fino a far scomparire del tutto, o quasi, il potere del demonio su questa terra, almeno per un certo tempo (il Trionfo del Cuore Immacolato).

Si tratta di capire e credere in questo segno della Provvidenza divina che riguarda proprio i nostri tempi, ricordando anche che noi tutti possiamo prende parte, senza dubbio, a questo gregge eletto, a condizione che ci decidiamo per un’autentica consacrazione a Maria. A noi la scelta.

« Su costoro la Stella non ha potere alcuno, anche se ne potrà uccidere molti. Ma sono appunto queste vittime a Me offerte che accresceranno la mia potenza, e condurranno il piccolo resto degli eletti alla vittoria per Cristo. Alcuni hanno già accettato di lasciarsi imprimere il mio Segno e aumenteranno continuamente ».

Da notare subito la frase finale della Madonna, con cui assicura che le vittime a Lei offerte « aumenteranno continuamente ». Si tratta, certo, di una parola sicura, perché viene presentata come una profezia non condizionata da nulla e nessuno. È detto infatti: “aumenteranno”, e questo indipendentemente se avviene o non avviene qualcos’altro. Una parola rassicurante, un segno dei tempi, anche questo.

Ma chi sono queste vittime a Lei offerte? Di chi si tratta? Sono gli apostoli di Maria, gli apostoli degli “ultimi tempi”. In queste anime Maria “opera nel segreto” e le porta alla più grande rassomiglianza con Dio. Con loro e per loro condurrà e vincerà la battaglia decisiva contro Satana. Quando ciò sarà accaduto, Ella potrà mostrarsi come la grande Vincitrice di Satana e proclamare davanti a tutto il mondo la vittoria di Dio per mezzo della sua discendenza, i più piccoli e disprezzati, i più perseguitati, coloro che il mondo ignora o, addirittura, odia. Essisono pieni dello spirito di donazione a Dio, come Maria. Per mezzo dello scambio del cuore Lei ha preparato i loro cuori, perché siano trasformati in Cristo. Per questo sopportano croci e pene, ma fanno anche esperienza della gioia dei figli di Dio e dell’intima unione di vita con Gesù e Maria: essi sono “vittime riparatrici” per la salvezza del mondo:

« Per Maria i suoi figli sono il terreno su cui Ella farà sorgere il piano di salvezza e di pace di Cristo Gesù. E perché possa attuare questo, occorre che questi figli seguano la stessa strada del suo Figlio Gesù, quella della croce, proprio perché “li ama nel suo Figlio immolato”. Essi devono ottenere, attraverso la preghiera e gli atti di riparazione compiuti in unione con Lei e con il suo Figlio, il mutamento del cuore di tutti gli uomini » (2).

Essi hanno una tale “potenza riparatrice” perché sono intimamente uniti a Gesù e a Maria, così che essi operano “miracoli nelle anime”. Gli apostoli degli ultimi tempi sono coloro che hanno scelto Dio, che hanno scelto la Madonna. Ad essi potrà esser richiesto un sacrificio, ma dal loro sacrificio nasceranno nuovi cristiani come è indicato chiaramente nella terza parte del segreto di Fatima, allorché viene presentata l’immagine degli angeli che raccolgono il sangue dei martiri e con essi irrorano le anime dei credenti per irrobustirne la fede nel momento della prova:

« Il sangue dei martiri scorre dalle braccia della croce. Il loro martirio si compie in solidarietà con la passione di Cristo, diventa una cosa sola con essa. Essi completano a favore del corpo di Cristo, ciò che ancora manca alle sue sofferenze (cf Col 1,24). La loro vita è divenuta essa stessa “eucaristica”, inserita nel mistero del chicco di grano che muore e diventa fecondo. Il sangue dei martiri è seme di cristiani, ha detto Tertulliano. Come dalla morte di Cristo, dal suo costato aperto, è nata la Chiesa, così la morte dei testimoni è feconda per la vita futura della Chiesa » (3).

Il nostro tempo è il tempo in cui Maria sta formando « nel segreto» queste anime per combattere la battaglia finale contro il diavolo. Ricordiamo ancora, questa consolantissima rivelazione della Vergine Santa: « Le vostre preghiere e i vostri sacrifici distruggeranno l’immagine della Bestia ». Ed è esattamente a motivo del potere spirituale di questi apostoli, che il demonio tanto li teme e perseguita brutalmente! Man mano che ci si addentra negli “ultimi tempi”, si scatena quel combattimento finale contro il demonio che viene portato avanti anzitutto nel segreto, attraverso le anime che la Madonna sceglie imprimendo in esse il proprio segno.

In questo messaggio di Marienfried risplende una nota caratteristica e saliente dei messaggi mariani delle apparizioni moderne-contemporanee: l’interdipendenza tra consacrazione e croce, intesa nel senso di vita crocifissa. La croce e la consacrazione sono tra loro così intimamente connessi e collegati che si farebbe un grave errore a non cogliere questo legame. La sofferenza in unione a Maria rende attiva, operativa la consacrazione al massimo grado.

Tutti gli altri mezzi di cui ci si possa servire non sono tanto efficaci quanto la croce-sofferenza in ordine all’efficacia stessa della consacrazione. Rendere operativa la consacrazione, renderla efficace attraverso la croce ha sia un risvolto sulla personale e altrui santificazione sia un risvolto di contributo alla vittoria finale e perfetta di Maria sul nemico infernale.

È, perciò, fondamentale considerare e capire l’“operatività” della consacrazione su questo duplice piano. Per poter operare davvero efficacemente nelle mani della Vergine Maria, bisogna assolutamente rinnovare la disponibilità a prendere la croce ogni giorno (cf Lc 9,23) secondo i modi e le circostanze confacenti al caso di ciascuno. La croce assumerà forme molto concrete: ora sarà la croce della fedeltà ai propri doveri cristiani e di stato; ora la croce dell’accettazione di una sofferenza, di un dispiacere, di un’umiliazione, di un fallimento; ora la croce dell’esercizio della pazienza cristiana durante la giornata, con le persone, gli avvenimenti, gli imprevisti, ecc. Ecco le croci che salvano, che, nelle mani della potente Regina, diventano come « frecce in mano a un eroe »(Sal 127,4) per vincere ogni nemico e ottenere ogni bene e ogni grazia.

« Là dove non si avrà fiducia nel mio Cuore Immacolato, il demonio potrà dominare. Ma là, dove gli uomini metteranno il mio Cuore Immacolato al posto del loro cuore macchiato dal peccato, egli non avrà alcun potere. Tuttavia egli perseguiterà i miei figlioli diletti: essi saranno disprezzati, ma egli non potrà far loro alcun male ».

In questo scenario, la devozione al Cuore Immacolato di Maria appare davvero come la “grande discriminante. Essere devoti al Cuore Immacolato o non esserlo non è qualcosa di secondario, nei nostri tempi. Da questo dipende la vittoria sul demonio che non potrà dominare dove vedrà anime segnate col “segno di Lei”, date a Lei, devote a Lei e rinchiuse nel suo Cuore Immacolato; invece sarà implacabile con le anime che non nutrono questa devozione.

La Madonna parla di fiducia, domanda fiducia. Si tratta di un’altra caratteristica della vera devozione. Lo spiega san Luigi nel suo Trattato: la vera devozione a Maria è tenera, vale a dire « piena di fiducia nella Vergine santa, di quella stessa fiducia che un bambino ha nella propria mamma. Essa spinge l’anima a ricorrere a Maria, in tutte le necessità materiali e spirituali, con molta semplicità, fiducia e tenerezza. La spinge a rivolgersi a lei per aiuto come ad una mamma, in ogni tempo, in ogni luogo e in ogni cosa: nei dubbi per essere illuminato, nei traviamenti per ritrovare il cammino, nelle tentazioni per essere sostenuto, nelle debolezze per essere fortificato, nelle cadute per essere rialzato, negli scrupoli per esserne liberato, nelle croci, fatiche e contrarietà della vita per essere consolato. In poche parole, l’anima si rivolge a Maria abitualmente, in tutti questi malesseri corporali e spirituali, senza timore d’importunare questa Madre buona e di dispiacere a Gesù Cristo » (4).

« Se vi metterete completamente a mia disposizione, a tutto il resto provvederò io ».

Lei è la guida spirituale dell’umanità, in particolare di quelle anime che più delle altre si sono messe sotto la protezione del suo manto materno. A tutto Lei provvede per chi La lascia provvedere. Niente manca a coloro che Le si abbandonano. Questa provvidenza non deve intendersi in maniera limitata, alle sole cose materiali o alle sole spirituali o alle sole grazie ordinarie ma in senso molto più ampio, senza nessuna restrizione e comprende ogni possibile bisogno e necessità delle anime datesi a Maria, non escluse quelle grazie più speciali relative alla situazione storica in cui versano la Chiesa e il mondo oggi, situazione in cui si trovano a vivere ed operare al presente i figli di Maria.

« È necessario che gli apostoli ed i sacerdoti si consacrino particolarmente a me, affinché i grandi sacrifici, che l’Imperscrutabile vuole appunto da loro, posti nelle mie mani, aumentino in santità e valore ».

Con questa espressione è descritto uno degli effetti della consacrazione di cui parla san Luigi: il “plus-valore” delle opere compiute dai consacrati di Maria. Tutto quello che dicono o fanno riceve come una speciale unzione, un particolare vigore, una speciale efficacia spirituale capace di impetrare grazie, distruggere gli avamposti del nemico infernale, riparare per tante anime che offendo Dio.

Questo concetto va capito. Ci si potrebbe chiedere: da dove deriva questo “plus-valore” nel parlare e nell’agire dei consacrati di Maria? Qual è il fondamento di questo “potenziamento” spirituale nei consacrati? Il segreto sta nella purezza d’intenzione di Maria o, in altri termini, nella perfetta carità che vivificava tutto il suo agire terreno: questa è la radice della perfezione ineguagliabile di tutto quello che operò su questa terra. E i suoi consacrati, per l’intima unione che intercorre tra loro e la loro Madre e Sposa, partecipano di questa sua perfezione (5). È quel benedetto « segno » (la consacrazione, la donazione a Lei) che “marchia a fuoco gli eletti”, i suoi figli scelti e offre loro, quale grazia speciale, un potere spirituale che le altre anime ordinariamente non posseggono.

Note:

1) S. Farina, Le apparizioni di Marienfried. Un messaggio profetico, Shalom, Camerata Picena 2005, p. 68.

2) Ivi, p. 110.

3) Card. J. Ratzinger, Commento teologico al terzo Segreto di Fatima, in Il Messaggio di Fatima, 26.06.2000: http://www.vatican.va.

4) San Luigi Grignion M. de Montfort, Trattato della Vera Devozione alla Beata Vergine Maria, § 107.

5) Quale mistero! Una realtà meravigliosa che non ci resta che accogliere, comprendere sempre più e vivere sempre più!: « Se compi le tue azioni per mezzo di Maria – come questa pratica ti insegna – tu lasci le tue intenzioni ed azioni, per quanto buone e conosciute, per perderti, diciamo così, in quelle della Vergine santa,sebbene a te sconosciute. E così tu vieni a partecipare della sublimità delle intenzioni di Maria. Esse furono così pure, che Lei diede più gloria a Dio con la minima delle sue azioni – come per esempio, filare con la conocchia o dare un punto d’ago – che san Lorenzo sopra la graticola con il suo crudele martirio; anzi, che tutti i santi con le loro azioni più eroiche »: ivi, § 222.

 

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