Parlare ancora di Fatima? Non bastano forse le tante pubblicazioni, articoli, siti internet, canali You Tube e quant’altro che ne divulgano la storia ed il messaggio? È la domanda che potrebbe sorgere in chi entrerà in questa sezione del sito che si presenta come una ulteriore riflessione sulle apparizioni della Vergine Maria nel 1917 alla Cova da Iria, nonché del relativo messaggio.

 

Sembrerebbe, a primo impatto, uno spreco di tempo ed energie eppure le cose, ad una più attenta valutazione, non stanno esattamente così… Se si dà un rapido sguardo alle recenti pubblicazioni in ambito cattolico, ci si accorge che di Fatima si sta scrivendo tantissimo. A sorprendere è anche il fatto che quasi tutte le sensibilità cattoliche si stanno accostando a questo evento, offrendo prospettive e letture che si integrano e ampliano il quadro di lettura dell’evento-messaggio di Fatima.

Un fatto che fa piacere, non c’è dubbio. Questa ventata di interesse – o quanto meno di “sana curiosità” – che l’anniversario Centenario delle Apparizioni sta suscitando nel mondo cattolico si rileva anche dalle statistiche relative ai pellegrinaggi che, alla Cova da Iria, stanno avendo un incremento non indifferente, sin dalla fine dell’anno scorso.  Nell’arco di tutto il 2017 sono attesi 8 milioni di pellegrini, secondo l’ente turistico regionale Centro de Portugal – ma sono stime che facilmente errano per difetto. Nel 2015 i pellegrini erano stati 6,2 milioni e 7 lo scorso anno. Il turismo religioso, soprattutto grazie a Fatima, ha reso il Portogallo la ventesima maggior destinazione turistica, secondo l’Organizzazione mondiale del turismo, con oltre i 14 milioni di visitatori l’anno, ben più della popolazione nazionale che non supera i 10. La frazione di Ourém sta diventando “l’altare del mondo”, a detta dei media portoghesi (1).

Una situazione che fa da contrappeso alla sostanziale dimenticanza con cui il messaggio di Fatima è stato recepito nell’arco di questi cent’anni che separano il nostro momento presente da quella prima apparizione della Vergine in Portogallo ai tre Pastoriňos.

Perché tutto questo? Ricordo, a mo di inciso, che i fenomeni accaduti a Fatima tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917 sono stati definiti, non a caso, il “maggiore segno del soprannaturale, concesso da Dio all’umanità, dopo la Pentecoste”. Anche per le mariofanie di Cova da Iria, dunque, vale il principio “De Maria numquam satis”, distributivamente convertito in “De Phatima, numquam satis”. Non si dirà mai troppo di Fatima, in pratica, perché non si dirà mai troppo di Maria e sempre nuovi misteri e luci divine, col passare del tempo, la Mediatrice di ogni grazia desidera concedere ai credenti sul significato grandioso di quanto avvenne e da Lei fu detto un secolo fa, in quel luogo, alla Chiesa e al mondo.

Così la prospettiva peculiare degli articoli di questa rubrica potranno, me lo auguro, essere d’aiuto per cogliere quegli aspetti cogenti di questo avvenimento impressionante che, all’inizio del secolo scorso, si è imposto per la sua rilevanza profetica, il suo spessore teologico, la sua densità spirituale.

Tre ambiti chiamati in causa dalla Madonna a Fatima, a ricordare la serietà della vita umana nell’orizzonte sia della storia che della vita ultraterrena. Un avvertimento che penetra, con vigore insolito, all’interno del Cuore stesso della Chiesa perché Essa, Sposa di Cristo, gli sia fedele e non si lasci sedurre dagli inganni di quel mondo che, come insegna lo Spirito Santo, « è tutto posto sotto la potestà di satana » (Cf. 1 Gv 5, 19).

Alla luce della concatenazione impressionante di profezie cattoliche e dei dati storici che indicano questo nostro tempo come lo scatenamento più mostruoso delle forze del Male dall’inizio della storia umana, non sarà inutile né inopportuno offrire, come mi ripropongo, una riflessione su Fatima che si ponga primariamente sulla pista di percorrenza privilegiata della Profezia o, più precisamente, del « carisma profetico mariano », quello cioè incarnato dall’Immacolata Vergine e che si sta compiendo mediante le sue straordinarie manifestazioni nel mondo di cui Fatima è, probabilmente, l’apoteosi.

La chiave di lettura del nostro discorso su Fatima, così, si propone di essere quella della “profezia”, dimensione entro cui tutto l’evento e tutto il messaggio di Fatima possono essere inquadrati senza forzature. Così sia l’analisi dell’avvenimento in quanto tale che la disamina del messaggio si caratterizzeranno per questa nota distintiva che animerà ogni post di questa rubrica.

Note:

1) La Aciso (Associação Empresarial Ourém–Fátima, la sigla regionale degli imprenditori), mentre indica che c’è stato il tutto esaurito da oltre un anno per le date di maggio e che l’annuncio della visita di Papa Francesco ha moltiplicato le prenotazioni per l’intero 2017, specie nelle solennità liturgiche e nelle occasioni mariane, segnala che sono gli italiani la seconda nazionalità più rappresentata, dietro agli spagnoli, davanti a polacchi, statunitensi e – a sorpresa – sudcoreani. I maggiori incrementi vengono invece da Asia e America Latina.

 

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