Alla luce di ulteriori correlazioni storiche si scopre che le manifestazioni dell’Immacolata a Rue du Bac sono implicitamente legate anhce al progetto massonico di smantellamento della Fede attraverso l’incorporazione della Chiesa Cattolica alla “Sinarchia” universale (quella che oggi è comunemente detta “mondialismo”). Rue du Bac, in questo senso, è il momento in cui l’intervento del Cielo attraverso Maria assume una connotazione fortemente antirivoluzionaria, con speciale riguardo al piano delle massonerie europee di sostituire la Vera Chiesa del Salvatore con una falsa Chiesa imbevuta di tutti i principi rivoluzionari e massonici noti e meno noti.

 

Con questo ultimo collegamento si arriva, potrebbe dirsi, all’apoteosi del disvelamento del piano diabolico-massonico: l’azione devastatrice della Setta contro la Chiesa di Cristo. Cosa voglio dire? Si deve sapere che, in quel 1830, si concludeva un decennio di lavori occulti svolti dall’Alta Vendita della Carboneria, alla fine dei quali questa setta oscura completò le sue Istruzioni. Questo documento è esemplare sotto molti punti di vista. Secondo gli esperti del campo, nulla meglio di questo può far conoscere la costituzione della Frammassoneria, la sua maniera di operare, lo scopo a cui tende e i mezzi che adopera per raggiungerlo. L’alta Vendita era un residuo della Carboneria (almeno quanto al nome), costituita da 40 membri con pseudonimi e diretta da un romano di alto lignaggio (« Nubius »). Il loro scopo era quello di conquistare i vertici ecclesiastici nello stesso modo in cui la Carboneria tradizionale faceva con i vertici politici.

In queste Istruzioni segrete lo svelamento del piano satanico-massonico è, direi, totale. Vi leggiamo: « Il lavoro che stiamo per intraprendere (…) può durare molti anni, forse un secolo (…). Quello che dobbiamo cercare e aspettare, come i Giudei aspettano il Messia, è un Papa secondo i nostri bisogni (…) per spezzare con lui la roccia sulla quale Dio ha costruito la Sua Chiesa (…).  Noi avremo il mignolo del successore di Pietro coinvolto nel complotto (…). Per assicurarci un Papa secondo il nostro cuore, si tratta, prima di tutto, di formare una generazione degna del regno che noi desideriamo (…). In qualche anno, questo giovane clero che avrà per forza invaso tutte le funzioni (…) sarà chiamato a eleggere il Pontefice (…) e questo Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente (…) imbevuto di principi (…) umanitari che noi stiamo per mettere in circolazione (…). Noi dobbiamo (…) riuscire, attraverso dei piccoli mezzi ben graduati, a far trionfare l‘idea rivoluzionaria attraverso un Papa (…) » (1).

Le Istruzioni concludevano: « Nella via che noi tracciamo ai nostri fratelli (…) si debbono vincere grandi ostacoli e superare molteplici difficoltà. Si trionferà colla esperienza e colla perspicacia. Ma il fine è si bello che vale la pena di spiegare tutte le vele al vento per raggiungerlo. Cercate il Papa del quale abbiamo fatto il ritratto. Gettate le vostre reti nel fondo delle sacristie, dei seminari e dei conventi. Il pescatore di pesci diventa pescatore di uomini, voi porrete degli amici nostri intorno alla Cattedra apostolica. Avrete predicato una rivoluzione in tiara e cappa, camminando colla croce e la bandiera, una rivoluzione che non avrà bisogno se non che d’essere un po’ spronata per mettere il fuoco ai quattro lati del mondo. Ogni atto dunque della vostra vita tenda a scoprire questa pietra filosofale » (2).

Terrificante. Abbiamo qui il pieno disvelamento dei piani della Massoneria, dei piani di satana. Un membro della setta, sotto lo pseudonimo di “Piccolo Tigre”, scriveva a “Nubius”: « Per uccidere sicuramente il vecchio mondo (la Civiltà cristiana), noi abbiamo creduto esser necessario di soffocare il germe cattolico e voi, coll’audacia del genio, vi siete offerto a colpire nel capo, colla fionda di un nuovo David, il Golia pontificio. Benissimo; ma quando darete il colpo? Io sono impaziente di vedere le società segrete alle prese coi Cardinali dello Spirito Santo » (3).

Ancora un ultimo dato, la “ciliegina sulla torta” direi. È ancora il 1830. In Francia. Nel clima anticlericale e rivoluzionario nasceva una figura oscura ed abietta, sconosciuta ai più ma non agli “addetti ai lavori”. Si tratta di Paul Roca, ex prete, apostata e massone. Sarà condannato e messo all’Indice con interdetto dal sant’Uffizio nel 1888. Fu uno dei maggiori responsabili del “modernismo cattolico” svolgendo, a quell’epoca, un ruolo fondamentale di cerniera tra azione massonica contro la Chiesa e uomini di Chiesa. Varò, in Francia, un autentico piano infernale di destrutturazione e demolizione completa del Cristianesimo e della Chiesa cattolica, pubblicando diversi scritti sovversivi, con cui si impegnava ad essere guida di coloro che con lui lavoravano allo stesso progetto infame.

Prospettò e propose un “rinnovamento” (cioè “pervertimento”) della Chiesa Cattolica coi seguenti mezzi:

  • soppressione della veste talare;
  • matrimonio dei preti;
  • revisione dei dogmi in funzione del progresso universale;
  • sconvolgimento della liturgia;
  • l’Eucarestia ridotta a un semplice simbolo della comunione universale;
  • il vecchio papato ed il vecchio sacerdozio abdicante di fronte ai preti dell’avvenire.

In un suo scritto si legge l’empio programma: « Per far entrare la Chiesa Cattolica nel sinarchismo (4) dobbiamo spogliarla della certezza della Verità, della sua identità dogmatica e delle sue pretese universalistiche. Dobbiamo indurre in essa il pluralismo filosofico e teologico, la reinterpretazione dei dogmi, la falsa collegialità episcopale, la democratizzazione della Chiesa, il falso ecumenismo, l’orizzontalismo religioso, la secolarizzazione della Chiesa, la libera interpretazione delle sacre Scritture, la falsa libertà religiosa, lo sconvolgimento della Liturgia e dei Sacramenti, il rilassamento della disciplina ecclesiastica, il permissivismo » (5); « Tutte le chiese divisionarie scivolano verso la loro rovina; esse sprofondano in pieno per far posto alla Chiesa unitaria, a questa basilica sociale che comprenderà tutti i templi, tutte le cappelle del passato e del presente per sostituire l’ovile unico di cui parla Nostro Signore » (6). Questo oscuro personaggio, in contatto con occultisti del Rito Scozzese, del Martinismo e della Teosofia, davanti ai partecipanti del Congresso spiritista e spiritualista del 1889, aveva proclamato: « Il mio Cristo non è quello del Vaticano (…). Cristo è il duro Adam-Kadmon dei cabalisti; vale a dire la “religione dell’uomo” » (7).

E continuava: « Al Cristo-Uomo sofferente succede, ai nostri giorni, il Cristo-spirito trionfante (l’umanità divinizzata delle Logge – n.d.r.). Il Cristo che così si manifesta nella scienza, sarà riconosciuto dagli ebrei, dagli indù, dai brahmani, dai mahatma, dai cinesi, dai tibetani » (8).

Il piano ecumenico del massone canonico Roca, inoltre, prevedeva che si sarebbe giunti ad una religiosità planetaria, ossia alla « universalità di un cristianesimo col quale si metteranno in armonia tutti i centri religiosi della terra » (9).

L’arguzia di questo figuro deriva, purtroppo, dal fatto di essere stato un tempo cattolico, perfino sacerdote, per cui conosceva bene l’intima natura della Chiesa cattolica, le sue caratteristiche genetiche, i suoi punti di forza e, di conseguenza, come e dove doveva essere attaccata per poter essere distrutta. Quello di quest’uomo, come di tantissimi suoi “compagni di setta”, è un moto luciferino, un affronto diretto a Dio, frontale, di cui egli riconosce l’esistenza, la presenza, la Provvidenza; come pure riconosce che è Dio il “costruttore” della Chiesa, Mistero oltre che Istituzione.

Si tratta davvero di vedere in azione, qui, quel drago rosso-fuoco di cui parla Apocalisse, la cui furia cominciava a manifestarsi in questi primi decenni del XIX secolo e i cui progetti già si delineavano in modo terribilmente preciso, puntuale.

Note

1) H. Delassus, Il problema dell’ora presente. Antagonismo tra due civiltà, parte prima: Guerra alla Civiltà cristiana, Effedieffe, Viterbo 20143 (1907), pp. 335-337.

2) Ivi, pp. 337-338.

3) Ibidem.

4) Con l’espressione “Sinarchia universale” si intende quel particolare filone cospirativo mirante ad instaurare sulla terra, attraverso il sincretismo di tutte le ideologie politiche e religiose, un nuovo modello politico-economico-sociale, dotato d’intrinseca definitività: « Dalla fine del XIX secolo, la tecnocrazia s’impegnò a costruire una “Repubblica Universale” (massonica) mediante prima la Società delle Nazioni e poi l’O.N.U. Vi collaborarono movimenti come l’utilitarismo, il cooperativismo, la Fabian Society e soprattutto la cosiddetta Sinarchia nei suoi vari club, circoli e commissioni riservati o settari od occulti. Il “progetto sinarchico” fu delineato fin dal 1884 dall’occultista francese Joseph Saint-Yves d’Alveydre e fu formalizzato nel 1934 col Patto Sinarchico Rivoluzionario. Tale progetto fu poi rilanciato dal movimento europeista, guidato da vari politici liberal-socialisti come Jean Monnet, Chaban Delmas e Altiero Spinelli e fu infine parzialmente realizzato con l’unione monetaria europea avviata dall’eurocrate Jacques Delors, un “cattolico democratico” seguace di Mounier »: G. Vignelli, Tecnocrazia e sinarchia, 2.8.2012: http://www.ilgiudiziocattolico.com/1/58/tecnocrazia-e-sinarchia.html.

5) Citato da don L. Villa, La Massoneria e la Chiesa Cattolica, Editrice Civiltà, Brescia 2008, p. 48.

6) Ivi, p. 52.

7) Idem, La Battaglia continua, Editrice Civiltà, Brescia 2010, p. 60.

8) Ivi, p. 61.

9) Ivi, p. 62.

 

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