A Marienfried, si può dire, il Cielo ha offerto un prezioso completamento di quelle prime luci profetiche che cominciarono a brillare nel 1830, nella cappella delle Figlie della Carità a Rue du Bac su tematiche decisive e avvincenti. Un’analisi di questo messaggio alla luce della rivelazione biblica contenuta nell’Apocalisse è possibile ed opportuna

 

L’aspetto più peculiare dal punto di vista simbolico, nel messaggio di Marienfried riguarda, a mio parere è, da una parte, lo svelamento del ruolo del calcagno della « Donna » nella battaglia degli ultimi tempi contro satana e, dall’altra, il significato del « sigillo del Dio vivente » ma su questi temi abbiamo già abbondantemente fermato l’attenzione [qui e qui].

Vorrei invece fare, a questo punto, un cenno a qualche altro punto del messaggio che potrebbe sembrare accidentale ma che a mio modesto parere è di non poco interesse per illuminare il senso di ciò che di drammatico stiamo vivendo nei  nostri tempi empi ed apocalittici. Anche in questo caso il messaggio dell’Immacolata a Marienfried offre delle sfumature ermeneutiche molto preziose.

In Ap 12, 3 si legge: « La sua coda (del drago, ndr.) trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra ». I commentari cattolici, di questo versetto, hanno offerto diverse possibilità di lettura: « Si allude probabilmente all’influenza nefasta che satana esercitò su una moltitudine di angeli (…) quando li trasse nella sua ribellione contro Dio. Altri pensano che si alluda agli avvenimenti degli ultimi tempi e si voglia dire che il demonio riuscirà a pervertire un gran numero di cristiani, oppure scatenerà contro di essi una fiera persecuzione, nella quale lasceranno la vita ».

Questi veri figli della Chiesa « sono e saranno in modo speciale, negli ultimi tempi, perseguitati dal demonio, il quale ne farà perire un gran numero. Per mezzo del martirio però i forti del popolo cristiano voleranno a Dio, ove parteciperanno alla regia dignità e al potere di Gesù Cristo. Essi saranno cosi totalmente sottratti al furore del dragone infernale » (1).

Ebbene, è proprio in questo senso che il messaggio sembra interpretare Ap 12, 3, alludendo alla terribile persecuzione che i figli della Chiesa degli ultimi tempi dovranno subire ad opera del nemico infernale.

La Madonna, parlando alla veggente, metteva in evidenza anche la capacità di seduzione del nemico che con le sue astuzie sarebbe stato capace di ingannare molti: « Il demonio potrà manifestare una tale potenza apparente, che tutti coloro che non saranno profondamente ancorati a Me, si lasceranno ingannare (…). Il demonio è abilissimo nell’accecare gli uomini, tanto che anche i migliori si lasceranno ingannare ». Questa seduzione, questa persecuzione il demonio la porta avanti soprattutto in modo indiretto. Non si nega che talvolta, attraverso vere e proprie ossessioni, si incarichi direttamente di nuocere ai figli di Maria, ai veri figli della Chiesa con la sua brutale violenza. Tuttavia, ordinariamente, si serve di cause seconde, di strumenti nelle sue sataniche mani per portare a termine i suoi piani distruttivi.

 I commentatori del Libro sacro individuano un altro simbolismo interessante che completa il quadro fin qui presentato. Se il drago si sforza di costruire il suo impero di tenebra in questo mondo e di selezionare e formare i figli di Babilonia che dovranno militare sotto il suo vessillo e lavorare come suoi funzionari, sarà allora proprio attraverso queste empie forze che si scaglierà contro la discendenza della Donna. Queste forze nemiche che muovono guerra ai discepoli del Signore e di Maria si trovano, probabilmente, espresse sotto il segno delle « dieci corna » del mostruoso dragone, che simboleggiano « le attività del mondo, le sue potenze dominatrici, capaci di lacerare la coscienza ed il cuore, e soggiogarli come prede dilaniate al potere divorante di satana. Erano i ritrovati di quella civiltà della quale il mondo si gloria, e che nella potenza delle loro manifestazioni feriscono ed asserviscono lo spirito”. Erano le arti asservite alla materia e smarrite negl’ideali impuri; erano le scienze profanate dall’errore, e diventate triste motivo di credibilità dell’apostasia; erano i mezzi quasi prodigiosi di comunicazioni, che dilatavano da un capo all’altro del mondo le suggestioni della colpa; erano le organizzazioni del lavoro che incatenavano miseramente gli uomini alla materia, nell’esigenza febbrile della produzione e dello scambio; erano le potenze militari, diventate mostruose organizzazioni e formazioni di schiavi, asserviti alle sette teste coronate, e per esse al potere satanico che preparava le stragi spaventose delle ultime guerre. Erano le sette segrete, ereticali e criminose, costituenti come un potere prepotente nel potere delle nazioni. Erano le case di perdizione dove lo spirito umano si smarriva negli abissi della carne; erano i circoli di falsa spiritualità, dove l’anima si metteva al contatto con l’Inferno, credendolo maestro di verità trascendenti; erano le follie di false religioni, nel fanatismo della superstizione, e le follie della falsa filosofia, nel gelo agghiacciante della negazione. Dieci categorie di potenze dominatrici dell’anima che la riducevano tutta in potere di satana, e preparavano l’apostasia finale e universale che doveva divorare o tentare di divorare il popolo di Dio, il Figlio della donna vestita di sole, il Figlio di Maria Santissima, il Figlio della Chiesa » (2).

È lo scenario di un mondo schiavo di satana che, poiché diametralmente in contraddizione con la vita teologale dei figli di Maria, li odia e muove loro guerra, li perseguita, tende loro mille insidie per corromperli e, se gli riuscisse, eliminarli anche fisicamente. Ecco perché è così importante la lettura dei Tempi di Maria alla luce della rivelazione biblica dell’Apocalisse, specialmente del capitolo 12 che, a giudizio dei migliori biblisti, è il “cuore teologico”, “la chiave ermeneutica”, il “punto di fuga” di tutto il libro.

Quelli di Marienfried, proprio perché così ancorati alla divina Rivelazione, si presentano come messaggi dalla eccezionale carica profetica, che vediamo realizzati oggi alla lettera in quella programmatica visione d’insieme che la Vergine Immacolata presentò quasi un secolo fa.

Ritorniamo al messaggio. C’è un dettaglio enigmatico. Cosa significa che « i migliori si lasceranno ingannare »? Forse è una sottile allusione a coloro che sono stati chiamati da Dio ad una speciale missione e son stati da Lui favoriti con grazie più eccellenti, coloro che hanno un ruolo di primo piano nel suo Corpo mistico…

Nel linguaggio biblico, va notato, le « stelle del cielo » simboleggiano coloro che dall’Alto illuminano la via agli altri, perché siano condotti alla beatitudine celeste. « Un terzo delle stelle », a partire da questi rilievi simbolici, è stato spesso interpretato nei commentari cattolici come un terzo del clero – cardinali, vescovi e sacerdoti – che “decade” dal proprio stato consacrato e che passa dalla parte del demonio. Questi traditori – il cui modello figurativo è Giuda Iscariota – avranno, purtroppo, un ruolo di primaria importanza nel l’attuazione del piano del nemico, minando le fondamenta stesse della Fede cattolica e mettendo a serio rischio la salvezza eterna di tante anime con i loro insegnamenti e comportamenti fuorvianti. È esattamente quanto la Setta pianificava nel XVIII e nel XIX secolo, come si è visto in articoli scorsi [qui e qui e qui].

A Marienfried, quindi, è probabile che l’Immacolata abbia, tra le altre cose, anche previsto e messo in guardia da questo “accecamento interno” alla Chiesa a causa delle astuzie del nemico capace di « ingannare anche i migliori ». Se seguiamo il piano rivelativo del messaggio mariano moderno, sembra non solo difficile da pensare un simile avvertimento ma piuttosto ovvio: in esso si manifesta quanto alla Madonna stia a cuore la situazione della sua Chiesa e quanto deplori lo stato di apostasia dalla verità e di corruzione morale delle guide della Chiesa e dei consacrati.

Il messaggio di Marienfried, in larga parte, sembra una didascalia di Ap 12, 17: « Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù ».

Il messaggio si concentra proprio su questa verità, rivelando dettagli inediti dalla incredibile attualità e dalla eccezionale carica drammatica. Satana fu sconfitto. Ce lo dice con chiarezza la Rivelazione biblica. Si tratta di una verità incontrovertibile. Il libro dell’Apocalisse è esplicito a riguardo.

Innanzitutto perse lo scontro con san Michele, principe della Milizia angelica che, a seguito della sua ribellione, per mandato e col potere di Dio, lo espulse per sempre dalla dimora celeste. Fu poi sconfitto da Gesù Cristo (cf Ap 12, 4-5) che, con la sua Passione e Morte, gli inflisse il colpo di grazia proprio nel momento in cui gli sembrò che di aver riportato vittoria sul Figlio di Dio. Ed infine fu sconfitto dalla Donna (cf Ap 12, 13-16), Maria, perché mai potè sfiorare la sua purezza e mai ottenne da Lei il più piccolo consenso né mai cedette ad una sola delle sue suggestioni.

Dopo questa triplice sconfitta, al drago non restava che scagliarsi contro « la discendenza della Donna », i figli della Chiesa, i secondogeniti di Maria, che rimangono per lui l’unica ed ultima possibilità di riscatto, l’unico modo per riportare vittoria contro Dio. Ecco perché tutta questa ferocia, questa diabolica rabbia soprattutto contro coloro che maggiormente sono uniti ai suoi due eterni Nemici, Gesù e la sua Santissima Madre. Ecco perché i figli di Maria, da cui egli ricevette la più umiliante delle sconfitte, sono da lui i più invisi e dispiega tutto il potere a sua disposizione per “dilaniarli con le sue grinfie”! Ma, alla fine, il nemico infernale sarà sconfitto anche dai figli di Maria. Non avendo più ulteriori possibilità di riscatto, la sconfitta contro costoro segnerà anche la fine della sua “ora” e l’inizio di quella dell’Immacolata, del Trionfo del suo Cuore

È da qui che comincia la didascalia di Marienfried… E’ questo lo scenario che illumina con la sua luce profetica.

A Marienfried, si può dire, il Cielo ha offerto un prezioso completamento di quelle prime luci profetiche che cominciarono a brillare nel 1830, nella cappella delle Figlie della Carità a Rue du Bac. La studiosa I. Corona ha indicato alcuni parallelismi che intercorrono tra la mariofania francese e quella tedesca. Tra le altre cose, la studiosa nota che « a Parigi si indica la Medaglia e l’Immacolata Concezione come fonte di grazie; a Marienfried il rosario e il Cuore Immacolato. Chi possiede questo Cuore è veicolo di grazie, come pure chi invoca il Rosario indossando la Medaglia. A Parigi la Vergine riunisce i suoi figli in una congregazione. A Marienfried vuole condurli all’ultima decisiva battaglia contro le potenze demoniache » (3).

Nel messaggio di Marienfried il quadro profetico globale di Parigi è integrato: in esso è infatti predetto, oltre al castigo futuro, lo scatenamento di satana e le devastazioni che avrebbe compiuto sulla terra e la sua lotta feroce contro la Vergine ed i discepoli di Lei. Ma la vera novità è proprio la rivelazione della vittoria della Donna sul drago attraverso la croce ed il martirio dei suoi consacrati, una vittoria che dischiuderà l’avvento della Pace, del regno di Cristo e della sua giustizia sulla terra: « E’ la pace del cuore che Io voglio concedervi, se però voi farete ciò che Io vi chiedo. La pace dei popoli potrà essere costruita solo su questa pace. Poi Cristo regnerà su tutti i popoli come Re di Pace » (Messaggio del 25 maggio 1946).

Note

1) Padre M. Sales, Il Nuovo Testamento commentato, vol. 2:  Le Lettere degli Apostoli e l’Apocalisse, Scuola tipografica salesiana, Milano 1925, p. 649.

2) Don D. Ruotolo, La Sacra Scrittura. Psicologia, commento, meditazione, vol. 33: L’Apocalisse, Apostolato stampa, Napoli 20133 (1974), p. 345.

3) I. Corona, , Il Segno del Dio vivente. Marienfried, Apparizioni e Messaggi, Edizioni Segno, Feletto Umberto – Tavagnacco (UD) 2015, p. 78.

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